Murdered: Soul Suspect

Il Detective Ronan O’Connor è un tough guy di carattere, come testimoniano abbigliamento demodé, braccia coperte di tatuaggi e sigaretta sempre stretta tra le labbra. Non si può certo dire, però, che si presenti nella migliore delle forme: lo incontriamo nel corso di una breve colluttazione in un attico, nel corso della quale il suo incappucciato avversario riesce a sollevarlo di peso, scaraventandolo da una finestra per poi raggiungerlo in strada e finirlo con ben sette colpi della sua stessa pistola. La fine, però, non è altro che un nuovo inizio per il pover’uomo, che scopre subito di continuare a esistere in forma di ectoplasma, intrappolato in un piano spirituale chiamato Dusk, riservato a chi ha lasciato in maniera violenta il mondo dei vivi. D’altra parte, ci troviamo nella città di Salem, che ha una solida tradizione nell’esoterico, dunque non dovremmo essere troppo sorpresi dall’avvenimento.

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Se, quindi, le sezioni investigative ricordano molto i passaggi omologhi di L.A. Noire, scordatevi di raccogliere e manipolare oggetti a piacimento.

Murdered: Soul Suspect è definito dagli autori un “supernatural murder mystery”, e sarebbe difficile trovare una definizione migliore.
Le indagini di Ronan vengono infatti condotte dal nuovo piano di esistenza, con tutti i vantaggi e i limiti del caso.Pure in forma sovrannaturale, Ronan mantiene ricordi ed esperienze, e proprio le sue capacità di detective saranno cruciali per risolvere la più importante indagine della sua carriera: la ricerca del suo stesso assassino. La prima peculiarità a risaltare è la possibilità per il protagonista di impossessarsi dei viventi. Niente meccaniche alla Messiah, però, dal momento che in questo caso potremo soltanto “abitare” in maniera quasi inerte i corpi delle “vittime”; è abbastanza da poter vedere e ascoltare tramite i loro sensi, o influenzare vagamente i loro pensieri. Nella fase di gioco iniziale, per esempio, sfruttando queste abilità, il protagonista può leggere gli appunti scritti da un agente di polizia sul proprio blocco note, origliare una conversazione tra due colleghi e spingere una testimone a ricordare la figura dell’assassino. La stessa possibilità potrà in seguito essere utilizzata, tra l’altro, per spostarsi attraverso i corpi dei viventi.

Ma perché un fantasma dovrebbe ricorrere ai mortali, quando ha la possibilità di attraversare le pareti? Questo è vero soltanto in parte, dal momento che, se effettivamente Ronan potrà superare a piacimento i muri interni degli edifici, non sarà così per quelli esterni. Come mai? Perché gli abitanti di Salem hanno fatto benedire con acqua santa le case, cosicché le pareti esterne rappresentano barriere che i fantasmi non possono superare, spiegano gli autori. Una spiegazione tanto ardita che non possiamo che darla per buona.

murdered6Vero, in effetti, che la vita del fantasma non è tutta rose e fiori: oltre a trovare delle oggettive barriere nel proprio piano di esistenza, lo spirito non può ovviamente interagire con la materia del mondo dei viventi. Se, quindi, le sezioni investigative ricordano molto i passaggi omologhi di L.A. Noire, scordatevi di raccogliere e manipolare oggetti a piacimento. Le indagini avvengono principalmente grazie alla formulazione di deduzioni: raccogliendo una serie di indizi, infatti, si potranno mettere in sequenza (in schermate dai font orribili) una serie di parole chiave che andranno a formare la sequenza di eventi corrispondente. Se la formulazione sarà esatta, si verrà ricompensati con un filmato che ricostruirà l’avvenimento, dando indizi per la prosecuzione dell’indagine.

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Le indagini avvengono principalmente grazie alla formulazione di deduzioni: raccogliendo una serie di indizi, infatti, si potranno mettere in sequenza una serie di parole chiave che andranno a formare la sequenza di eventi corrispondente.

Nel corso delle ricerche, inoltre, capiterà spesso di imbattersi in terribili nemici, con le sembianze di spiriti corrotti dalla lunga permanenza nel piano di esistenza non appropriato!
Murdered esclude per la maggior parte lo scontro vero e proprio, trasformandosi, in questi casi, in una sorta di stealth che prevede di aggirare i nemici e annientarli con un sol colpo giungendogli alle spalle. La scelta è indubbiamente originale, ma crea una lunga serie di perplessità (in particolare se la pensiamo abbinata, come avveniva nella demo, alla possibilità di attraversare le pareti) e andrà certamente messa alla prova nel prodotto finito. Murdered: Soul Suspect cerca in ogni modo (e in gran parte riuscendoci) di prendere le distanze dalla massa degli action-adventure tradizionali, e se si rivelasse capace di sostenere per tutta la durata dell’esperienza l’originalità intrinseca con una struttura di gioco adeguata, potrebbe seriamente vedere ripagati i propri azzardi.

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