Infamous: Second Son

Nata sulla scia dell’ormai orfana serie Prototype, Infamous è quanto c’è più di vicino all’idea di un simulatore di supereroi. La sua terza incarnazione, prevista per PS4, è anche uno dei titoli che porta maggiormente sulle spalle l’onere di dimostrare la reale potenza della macchina. Sucker Punch questa volta  ha optato per una nuova direzione narrativa, collocata sette anni dopo la fine del secondo capitolo. Infamous: Second Son ne riprende il finale positivo, che si chiudeva con la sconfitta dell’epidemia e la celebrazione di Cole come eroe di New Marais.

L’idea dell’eroe ribelle che sfida l’oppressione dei potenti è tanto classica quanto attuale e in linea con i nostri tempi.

In Second Son, scopriremo però che la sicurezza ha un prezzo da pagare molto alto: la libertà. Lo Stato, per impedire nuovi incidenti, ha infatti creato un sistema di sorveglianza 24 ore su 24 della popolazione, e un dipartimento di polizia che cattura tutti i presunti conduit. In questa situazione dalle tinte orwelliane, si colloca il nuovo protagonista, Delsin Rowe, uno scapestrato writer di 24 anni con pochissimo rispetto nei confronti dell’autorità. La città dove si svolgerà l’intera avventura è Seattle, che è peraltro anche il setting di Chronicle, pellicola che l’anno scorso raccontava la tragica storia di tre ragazzi investiti di superpoteri contro la loro volontà. Semplice coincidenza o tocco di classe? In ogni caso, Sucker Punch sembra aver voluto alzare ulteriormente la dignità della serie, tanto a livello narrativo che di gameplay, e servire un’unica, grande missione: far provare al giocatore l’ebbrezza di essere un vero supereroe.
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Tanto per cominciare, gli sviluppatori hanno concentrato buona parte dei loro sforzi nel fornire una maggior varietà di poteri da utilizzare, tutti basati sul fuoco, che va così a sostituire l’elettricità di Cole. Delsin, tuttavia, non sparerà solo sfere di fuoco dalle mani, ma potrà anche incenerirsi in aria per poi ricomporsi qualche metro più in là, facendo peraltro sfoggio di un effetto particellare semplicemente impensabile nella precedente generazione. La possibilità di cambiare le molecole a proprio piacimento, e assumere uno stato solido o gassoso, non è un puro divertimento cosmetico, ma avrà un ruolo anche nell’economia di gioco, a seconda del proprio stile. Gli amanti dello stealth, per esempio, potranno diventare una nuvola di fumo per passare inosservati di fronte ad una sentinella. Ma Sucker Punch ha pensato di sfruttare a tutto tondo l’hardware, incluse le peculiari caratteristiche del DualShock di PlayStation 4, come il touchpad, che potrà essere usato per catturare il fumo presente nello scenario circostante, oppure come rilevatore di impronte o ancora per combinarlo agli attacchi fisici nel corso dei vari scontri.

Gli sviluppatori hanno concentrato buona parte dei loro sforzi nel fornire una maggior varietà di poteri da utilizzare, tutti basati sul fuoco, che va così a sostituire l’elettricità di Cole.

L’idea di diventare un supereroe è riflessa non soltanto nella pura potenza degli attacchi o nelle abilità, ma ancor prima nella progettazione generale del game design.
Tutte le regole vengono sovvertite rispetto a un action tradizionale, motivo per cui gli scontri si svilupperanno tanto in verticale quanto in orizzontale, con un’ampiezza delle proporzioni urbane che ha del sorprendente. Naturalmente, sempre seguendo questa filosofia, Delsin non potrà certo rubare una macchina come in un qualsiasi GTA. Al contrario, sono presenti anche in questo episodio le sessioni di parkour acrobatico, che saranno ancora una volta indispensabili per spostarsi da una zona all’altra della vasta città americana.
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Sono ancora tanti gli interrogativi che avvolgono il gioco, su tutti la presenza delle scelte morali, uno dei punti di forza della serie. Ci si chiede poi se Delsin riuscirà a sostenere l’eredità di Cole, il cui sacrificio nel precedente episodio si era rivelato un momento di rara epicità per un action game. Di certo, l’idea dell’eroe ribelle che sfida l’oppressione dei potenti è tanto classica quanto attuale e in linea con i nostri tempi. Sfruttando a dovere l’hardware next-gen, la serie ha finalmente l’occasione di realizzare appieno la sua visione, creando un’ambientazione free roaming che cambia radicalmente in base a ogni nostra più piccola scelta. Una bella responsabilità, non c’è che dire.

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