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Arriva a metà generazione, rendendo il gaming in 4K finalmente alla portata di tutte le tasche. PlayStation 4 Pro è una rivoluzione. E il suo creatore, Mark Cerny, ci ha spiegato come sia riuscito a realizzarla!

A tu per tu con l’uomo che ha creato la console più potente al mondo.

Mark Cerny non è ciò che ti aspetteresti da una delle figure chiave di una multinazionale come Sony. Non è un uomo marketing in giacca e cravatta. Né sente la necessità di piacere a ogni costo. È una persona semplice e cordiale, sia chiaro, ma un po’ schiva. Molto più a suo agio con i propri pensieri, piuttosto che tra le “luci della ribalta”.
L’abbiamo incontrato a Londra, pochi giorni fa, durante l’evento “The Future of Play” per la presentazione in anteprima di PlayStation 4 Pro. Nella sessione del mattino era lì in prima fila, ma solo perché il “protocollo” lo richiedeva. Al pomeriggio si è messo in fondo, un po’ in disparte, ad ascoltare Kazunori Yamauchi di Polyphony Digital, durante una sessione tecnica dedicata a GT Sport. Numeri e specifiche tecniche sono decisamente il suo pane.
Parliamo di uno che appena diciottenne, negli anni ’80, ha raggiunto la fama creando Marble Madness, tra i primi videogiochi in 3D e il primo con audio stereo. Già allora gli piaceva esplorare i nuovi orizzonti della tecnologia.
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È una figura atipica la sua: a metà strada tra l’ingegnere e il programmatore. Una mente geniale, matematica, rigorosa, abbinata a competenze software e hardware che gli concedono una visione d’insieme privilegiata sul processo di sviluppo di un videogame, dalla prima riga di codice, fino all’output su schermo. Nessuno meglio di lui poteva interpretare al meglio le esigenze di chi sviluppa, traducendole in una console da gioco. Assunto da Sony come Chief Architect di PlayStation 4 si è trasformato nella “marcia in più” di Sony PlayStation.

PlayStation 4 Pro doveva essere, fin da subito, perfettamente compatibile con tutto il software esistente per PlayStation 4.

Come tutti i geni non è semplice coglierne le sfumature. Per comprendere Mark Cerny bisogna entrare nel suo mondo in punta di piedi. E così abbiamo fatto, durante una sessione dedicata alla stampa più tecnica. Eravamo solo in due: il sottoscritto e un giornalista inglese, accompagnati dai PR di Sony.
Mark era lì ad attenderci nei suoi “quartieri”. Immaginate uno spazio grande quanto la sala che ospitava le conferenze, ma rigorosamente off limits per tutti e completamente vuoto, tranne due file di postazioni affiancate, ai lati della stanza. Nel punto più distante c’era lui, solito look “occhiali e golfino”.
Ci accoglie con cortesia ma senza perder tempo in convenevoli, va dritto al punto: “Seguitemi, voglio mostrarvi qualcosa”, accompagnandoci verso una delle postazioni con PlayStation 4 Pro.
Quando è davanti alla sua creatura i suoi occhi si illuminano.

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