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C’era una volta una bella e dolce principessa che, a causa di una maledizione, piombò in un sonno eterno.

Lei e il suo regno sono stati tramutati in pietra e solo il bacio del vero amore può spezzare il nefasto incantesimo. Ci volle poco perché, nel corso degli anni, vari cavalieri di sangue blu si susseguissero nel tentativo di raggiungere il castello in cui riposa, nonostante fossero tutti costretti a superare l‘impenetrabile muro di rovi che lo protegge. Se la storia vi suona familiare, tranquilli, è normalissimo.

Little Briar Rose, infatti, non è altro che il nome originale della favola più conosciuta come “La Bella Addormentata”, sdoganata in tempi moderni soprattutto dal famoso riadattamento Disney. È proprio alla storia di Rosaspina e del suo principe azzurro che gli italianissimi Mangatar Elf Games si ispirano per Little Briar Rose, nuova avventura grafica disponibile su App Store, Play Store (e a breve anche su Steam) e che abbiamo già potuto ampiamente testare. Parliamo di un progetto che, prima di evolversi, è nato grazie a un middleware tutt’altro che versatile del calibro di RPG Maker, e che è già riuscito a ritagliarsi un bello spazio agli Indie Game Maker Contest 2014. Incredibile pensare, a questo punto, come una simile perla sia stata tirata su da una manciata di persone armate di sola pazienza, sogni e tanto, tanto talento.

Incredibile pensare, a questo punto, come una simile perla sia stata tirata su da una manciata di persone armate di sola pazienza, sogni e tanto, tanto talento.

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