Steep – recensione

Il mondo delle piste innevate in versione digitale ha avuto alti e bassi nel mondo dei videogiochi. Steep cerca di riportarci ai fasti di classici del genere come SSX, introducendo nuove discipline e meccaniche grazie all’avvento di tecnologie innovative… ma senza disdegnare un po’ di sano divertimento old school. L’aspetto più notevole della nuova impresa Ubisoft è senza dubbio la sua ambientazione: un open world sandobx libero, sconfinato e ricco di possibilità. A Ubisoft Annecy piace vincere facile, del resto, avendo scelto la bellezza delle catene montuose alpine per ambientare la sua ultima fatica. Nonostante l’apparente semplicità del paesaggio montano, l’impatto visivo è assolutamente notevole, grazie a degli shader eccellenti e ad una efficiente gestione dell’illuminazione.

Scopo del gioco è cimentarsi in una serie di prove, divise a loro volta in quattro diverse discipline. Si parte dalla più classica, lo sci, che vi permette di esibirvi in slalom all’interno di anguste gallerie e canaloni. In questa modalità, il giocatore deve mantenere sapientemente l’equilibrio del proprio corpo, prestando allo stesso tempo attenzione all’ambientazione circostante ed evitando gli ostacoli che gli si parano lungo la pista; il gioco non dimentica l’aspetto più spettacolare di questo nobile sport, chiedendo di esibirsi in trick dove bisogna inclinare le lame sulla superficie nevosa, dando vita così a salti e acrobazie mozzafiato.

A livello puramente commerciale, il pacchetto offerto da Steep è quantomeno goloso.

La naturale evoluzione di questa modalità è ovviamente lo snowboard, versione ancora più “estremizzata” degli sci, dove oltre a indirizzare precisamente la tavola, dovrete anche andare alla ricerca di rampe artificiali, per eseguire degli splendidi trick aerei, sfruttando la sensibilità dello stick analogico.
Dalla neve al cielo il passo è breve, e si arriva così al parapendio, sicuramente lo sport più spettacolare del pacchetto. Il gameplay, che ricorda per certi versi il classico Pilotwings 64, vi richiederà di usare sempre lo stick analogico per spostarvi in aria, facendo attenzione a sfruttare le correnti ascensionali per evitare di perdere quota, con l’obiettivo di passare di checkpoint in checkpoint fino ad arrivare al traguardo. Di tutte le modalità questa è quella che richiede più attenzione e pazienza da parte del giocatore, ricompensandolo tuttavia con panorami affascinanti e un senso di libertà stupefacente. L’ultima disciplina è invece la tuta alare, sicuramente la più creativa e scenografica, e pericolosa almeno quanto la sua controparte reale.

Pur condividendo alcuni elementi con il parapendio, la principale differenza consiste nell’elevatissima velocità del gameplay, che per ovvie ragioni rende imperdonabile ogni tipo di errore, soprattutto considerata l’entità degli ostacoli naturalistici.
A livello puramente commerciale, il pacchetto offerto da Steep è quantomeno goloso. Le quattro discipline, ognuna con i suoi achievement e la sua curva di apprendimento, offrono una mole di contenuti che molti altri titoli potrebbero soltanto invidiare.
Per certi versi, Steep è figlio dello stesso modello di progressione di Assassin’s Creed: sono presenti infatti diverse zone, che potrete sbloccare andando avanti nel gioco e vincendo le diverse prove, che includono per esempio time attack o esibizioni basate sullo stile.

Steep aderisce saggiamente al mantra “facile da giocare, difficile da padroneggiare”

Ubisoft è riuscita a gestire in maniera oculata la difficoltà, offrendo un modello sportivo con una profondità notevole, pur senza mai eccedere in una complessità simulativa che avrebbe allontanato il montanaro della domenica. Si sarebbe tuttavia potuto fare qualcosa in più per la fisica, un po’ troppo larga di maniche.
Ciò non toglie che Steep aderisce saggiamente al mantra “facile da giocare, difficile da padroneggiare”, offrendo tutta una serie di sfumature nel gameplay che possono essere apprezzate solo dopo diverse ore: il gioco infatti calcola in tempo reale l’interazione tra quattro diversi sistemi, ossia la neve, il corpo, l’attrezzatura e l’attrito dell’aria. Saper gestire sapientemente questi parametri vi permetterà di cogliere appieno l’essenza di Steep.

La grande protagonista silenziosa di Steep è, in fin dei conti, la natura. In più di un momento, lontani dalla frenesia degli achievement e delle sfide, vi ritroverete a guardare inebetiti il panorama. Sono pochi i giochi che riescono a cogliere la poesia degli sport invernali, e Steep è sicuramente tra questi. Visto che da qualche anno a questa parte la neve sembra scarseggiare sui picchi italici, forse Steep è l’ultima soluzione per godersi la montagna.

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