Little Briar Rose – la recensione

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Once upon a time…

Quando ero bambino ho passato pomeriggi interi a leggere fiabe e a guardare film Disney. Sognavo di sguainare la spada e fronteggiare draghi sputa fuoco, salvare bellissime principesse e attraversare vaste pianure cavalcando un destriero bianco. Crescendo ho scoperto che le versioni Disney delle fiabe classiche sono molto più innocenti e puerili di quelle originali, che talvolta assumono toni più tetri. Sono state rivisitate più volte nel corso degli anni, anche sul grande schermo, basti pensare ai recenti film dedicati a Biancaneve (Mirror Mirror e Biancaneve e il cacciatore), Peter Pan (Pan) e La Bella Addormentata (Maleficent), che hanno riportato la magia di queste storie sotto false spoglie. Ed è proprio di quest’ultima fiaba dei fratelli Grimm che vi voglio parlare, presa a modello dal team italiano Elf Games Works per tirare fuori dal cilindro una piccola gemma di questo inizio dicembre: Little Briar Rose, un’avventura grafica punta e clicca che si prefigge (anch’esso) l’obiettivo di rispolverare la storia di Aurora – o Rosaspina, come volete – sotto una veste tutta nuova.

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