Little Briar Rose – la recensione

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Avventura grafica da favola

La trama che fa da sfondo al gioco la conosciamo un po’ tutti. La principessa Aurora viene maledetta dalla strega Malefica nel giorno del suo battesimo, con un sortilegio secondo cui una volta raggiunta l’adolescenza si pungerà l’indice con il fuso di un arcolaio, cadendo in un sonno profondo da cui non potrà risvegliarsi mai più. Le fate madrine non riescono a evitare che succeda il misfatto e la principessa, divenuta ormai adulta, cade nelle braccia di Morfeo per un riposo eterno. Soltanto il bacio del vero amore può spezzare l’incantesimo ed ecco che entra in gioco il principe azzurro pronto a donarle il suo cuore. In Little Briar Rose non è tutto così semplice, però.

A primo impatto, ricorda la sequenza iniziale de “La Bella e la Bestia” di Walt Disney.

Il giocatore si cala nella parte del principe e prima di raggiungere Aurora si trova a dover superare i crespi rovi spinosi che negano l’accesso al castello. Più facile a dirsi che a farsi, perché per farlo c’è bisogno di trovare indizi utili a risolvere i vari puzzle che il gioco propone. Se vi sono piaciuti titoli come Broken Sword e Valiant Hearts, ma preferite atmosfere più fiabesche e magiche, allora con l’avventura di Elf Games Works potreste sentirvi a casa. Il gameplay è ridotto ai minimi termini, basta un semplice click per muovere il personaggio e per esaminare gli oggetti, lungo un percorso lineare che non lascia spazio all’esplorazione.

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