Shin Megami Tensei IV Apocalypse – La Recensione

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Si ritorna negli Inferi!

Non è ovviamente semplice tuffarsi a capofitto nella recensione di un videogioco complesso come Shin Megami Tensei IV Apocalypse, molto più di un semplice “gioco”, vista soprattutto la sua appartenenza a una serie videoludica incredibilmente vasta, un franchise immenso ed estremamente longevo che affonda le sue radici nell’ormai lontano 1987, anno di nascita del titolo capostipite della saga Megami Tensei, inizialmente ideata per il beneamato Famicom (ricordate il NES, vero?). A distanza di quasi tre decadi di evoluzione tecnologica, Nintendo continua a godere della presenza di questi affascinanti JRPG, ora forti dell’arrivo di questo nuovo capitolo dedicato alla realtà portatile offerta dal Nintendo 3DS.

L’orlo del baratro è sempre al nostro fianco per ricordarci che le cose non stanno affatto andando bene.

Sviluppato dalla software house Atlus, Shin Megami Tensei IV Apocalypse si dimostra subito come un gioco di ruolo frizzante ma allo stesso tempo vecchio stampo e assolutamente in stile nipponico (cosa che per alcuni potrebbe essere un bene e per altri un male). Le meccaniche sono le stesse già viste nei precedenti capitoli, con pochissime differenze, ma ci permettono di approcciarci immediatamente al nuovo titolo e calarci in fretta nei panni del protagonista, appena risorto grazie a un patto stipulato con il primo dei tanti demoni e spiriti che incontrerà sul suo apocalittico cammino. Siamo dinnanzi a una sorta di espansione, un’appendice del precedente Shin Megami Tensei IV, cosa che potrebbe affascinare alcuni ma anche deludere chi sperava in qualcosa di più innovativo.

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