Tales of Cosmos – La Recensione

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Non il solito gioco, o sì?

Cos’è un Indie? Siamo soliti pensare agli indie come a dei giochi spesso dalla dubbia componente di intrattenimento, “mezzi giochi” addirittura, nulla a che vedere con quei rinomati AAA che popolano il mercato videoludico da sempre, propinandoci prodotti ben curati e costruiti appositamente per sbarcare il lunario. Un indie è però molto di più e, certe volte, è sinonimo di un sogno, reificazione di tutto quello che i suoi sviluppatori in erba si sono impegnati a concretizzare nel materiale. Questo è sicuramente il caso del particolare Tales of Cosmos, apparentemente un gioco proprio come tanti altri: una goccia nel mare di creazioni ludiche presenti nel grande oceano che è Steam. La piccola Red Dwarf Games, software house bulgara con sede in quel di Budapest, torna alla carica dopo l’originale The Old Tree, un gioco free to play che permetteva al giocatore di impersonare una giovane e bizzarra creatura aliena fin dal momento della sua nascita. Una sorta di avventura grafica dai temi inquietanti, a volte addirittura tendenti all’horror, che non ha mancato di stupire (in bene) il navigato e critico pubblico di Steam. Ora, con il neonato Tales of Cosmos, l’avventura è ancora una volta ambientata nello spazio, frontiera sempreverde nell’ambito videoludico, ma i toni sono decisamente più distesi e tendenti allo humor e al nonsense, quasi per fare il verso a quella genialità che tanti anni fa emergeva dalla massa presentando un certo Monkey Island… I protagonisti, in questo caso, sono però stati raddoppiati e troviamo davanti ai nostri occhi una coppia decisamente fuori dal comune: un cane e una scimmia, entrambi esperti esploratori degli spazi siderali del cosmo sconosciuto.

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