PaRappa The Rapper Remastered – Recensione

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Devi avere fiducia

“Devi avere fiducia”. È il motto di PaRappa, certo, ma potrebbe benissimo diventare il nostro, dopo aver visto dove Sony sta andando a parare. I suoi studios sono perennemente impegnati a sfornare giochi nuovi – Horizon: Zero Dawn, Uncharted: The Lost Legacy, The Last of Us 2, Detroit: Become Human e il reboot di God of War sono solo i primi esempi che ci vengono in mente – ma non riesce mai a voltare completamente le spalle al passato. Per qualcuno è un metodo come un altro per mungere vecchie glorie e fare vendite facili, per qualcun altro un semplice segno di rispetto verso i capolavori dei tempi che furono.

Dal nostro canto, ci troviamo esattamente nel mezzo. Così come godiamo appieno dei nuovi titoli, apprezziamo alla stessa maniera le riproposizioni di quelli più vecchiotti. Le apprezziamo doppiamente, inoltre, se in passato non abbiamo mai avuto modo di metterci su le mani. C’è il ritorno dell’originale trilogia di Crash tra pochissimi mesi e, tra una rimasterizzazione e l’altra, ecco spuntare anche lui, quel tenero cagnolino che si fa strada rappando tra i problemi della vita adolescenziale. Cagnolino che, purtroppo, è un po’ finito nel dimenticatoio.

Ha letteralmente creato un genere – o, quantomeno, ha aiutato a sdoganarlo – e nonostante ciò l’ultima volta che l’abbiamo visto è stata svariati anni fa. Veri e propri seguiti non arrivano da secoli, si è sempre limitato a fugaci apparizioni sotto forma di porting o comparsate in giochi altrui. Ora, in occasione del suo ventesimo anniversario, sbarca anche su PlayStation 4, forte di una veste completamente rinnovata e qualche piccolo asso nella manica. Molto piccolo, purtroppo.

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