Sniper: Ghost Warrior 3 – Recensione

Sniper Ghost Warrior 3
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Evoluzione

Nonostante non sia mai stata chissà quale successo di critica, la saga di Sniper: Ghost Warrior è riuscita comunque a raggruppare sotto la sua ala una corposa schiera di fan che – spinti anche dalla moda del momento – adorano ogni giorno di più vestire i panni di un silenzioso cecchino e andare a sforacchiare teste altrui.

Di sparatutto bellici più o meno action ne siamo strapieni da un decennio, ma solo alcuni hanno finito per focalizzarsi su un ruolo al quale, in casi normali, viene affidato in genere un piccolo siparietto. Parliamo quindi di prodotti con un’intenzione ben precisa, che non hanno paura di districarsi in missioni che non deragliano mai dal medesimo compito: appostarsi in lontananza, attendere che il bersaglio entri nell’obiettivo, fare fuoco e dileguarsi come se nulla fosse accaduto.

Sniper: Ghost Warrior e Sniper Elite sono indubbiamente i punti cardine di quest’idea, nel nostro mondo videoludico. La concorrenza tra i due, soprattutto a livello concettuale, è a dir poco spietata, e con il quarto Sniper Elite arrivato nei negozi solo qualche mese fa, Ghost Warrior si ritrova ora a dover dimostrare ancor di più. La notizia positiva è che il team di sviluppo si è impegnato duramente per innalzare la serie verso livelli qualitativi mai esplorati prima, e dal risultato è palese.

Sniper: Ghost Warrior 3 abbandona buona parte delle radici e si dimostra fin da subito essere un seguito ben ponderato e migliorato quasi in ogni ambito, seppur ancor lontanissimo dalla perfezione. Le intenzioni sono però delle migliori, e se il buon giorno si vede dal mattino, per una volta si può dire di vedere un barlume di speranza nel futuro della saga.

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