Sniper: Ghost Warrior 3 – Recensione

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Fratellanza, più o meno

Partiamo subito col dire che la trama non è certo il suo punto forte, nonostante un paio di intuizioni interessanti. Noi vestiremo i panni di John North, infallibile cecchino americano che – durante una missione in territorio nemico – si ritrova con un fratello rapito e con l’onore sotto ai piedi. Passano svariati anni e si ritrova ora sul limitare del confine russo, intento a sbaragliare un gruppo di separatisti. Il suo chiodo fisso, però, resta sempre lo stesso: trovare Robert e riunire una volta per tutte la famiglia.

Le premesse, seppur viste e riviste, sono comunque ottime e il prologo riesce alla grande a immergerci nella vicenda, grazie anche a una grandiosa colonna sonora folkloristica e una regia da non sottovalutare. Purtroppo, poco dopo finisce per perdersi nella solita manfrina bellica, stracolma di comprimari dimenticabili, fastidiosissimi stereotipi di donne-guerriero e antagonisti che si rivelano subito come la solita carne da macello.

Qualche sorpresa a lungo andare smorza certo il disinteresse generale, così come i continui salti temporali tra presente e passato donano sguardi più approfonditi al rapporto tra i due fratelli. Un retrogusto fin troppo fantascientifico, comunque, potrebbe far storcere il naso agli amanti più convinti del realismo.

In linea di massima, però, la sceneggiatura è solo il contorno di un’esperienza ben più sfaccettata, spesso relegata a semplici dialoghi di sottofondo e a tantissimi documenti opzionali nascosti nei vari menu. Ciò che più colpisce, comunque, è la svolta open-world del titolo, che si adatta alla grande alla nostra natura di cecchino e che apre al gioco orizzonti tattici completamente nuovi.

Ciò che più colpisce, comunque, è la svolta open-world del titolo, che si adatta alla grande alla nostra natura di cecchino e che apre al gioco orizzonti tattici completamente nuovi.

Lo scopo, bene o male, è sempre quello di avere la meglio su uno o più bersagli in una determinata zona e di svignarsela senza farsi notare: le varie possibilità di approccio, però, rendono indubbiamente tutto più gustoso e appagante.

Partiamo da un presupposto: al nostro rifugio potremo comprare nuove armi, differenti tipi di proiettili e corazze con la moneta ottenuta sul campo, equipaggiarci con ciò che più ci aggrada, modificare il nostro set-up fino all’ultimo pezzo e persino studiare i nostri prossimi compiti. Un tavolo da lavoro ci permetterà di creare con pezzi di scarto un po’ di tutto, gadget compresi, mentre un comodo letto ci consentirà di riposare per il numero desiderato di ore e così aspettare il momento della giornata che più ci aggrada – generalmente, la notte.

Fuori dal rifugio, ad attenderci, ci sarà sempre il nostro fidato veicolo. Grazie a esso, potremo spostarci tra i vari ambienti di gioco in tutta velocità e di saltare tra una missione e l’altra in men che non si dica. Il mondo, tra l’altro, nasconde anche tantissime attività secondarie che arricchiscono enormemente un’esperienza primaria neanche così lunga. Buona anche la varietà, considerato come suddetti compiti si divideranno in salvataggi di ostaggi, recupero di materiali ed equipaggiamento raro e addirittura mini-missioni di investigazione, con tracce da seguire e misteri da risolvere.

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