The Disney Afternoon Collection – Recensione

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Reminiscenze

Ci troviamo nell’epoca della grafica spaccamascella, dell’evoluzione senza freni, dei titoli che si avvicinano sempre più ai film e degli sviluppatori che non regalano più semplici giochi, ma esperienze a tutto tondo. E poi c’è il duo Disney-Capcom.

The Disney Afternoon Collection è un tuffo nel passato nudo e crudo, con pochissimi orpelli a ornarlo e con un fascino praticamente nullo agli occhi di coloro che – volenti o nolenti – fanno parte di un’era che non c’è più.

L’era delle avventure brevi ma intense, dell’impossibilità di salvare la partita, della costrizione di completare un gioco in un’unica sessione, il tutto contornato da gameplay frenetici e ragionati, dove ogni minimo errore poteva tradursi nella perdita di ore di progressi. Parliamo ovviamente degli anni ’90, quel periodo d’oro che – tra un capolavoro e l’altro – ha sancito l’abbandono delle due dimensioni in favore di mondi più ricchi ed esplorabili, finalmente, in lungo e in largo.

L’era delle avventure brevi ma intense, dell’impossibilità di salvare la partita, della costrizione di completare un gioco in un’unica sessione

Alcuni dei titoli contenuti in questa collezione, tra l’altro, si sono ritrovati addirittura a nascere a cavallo tra queste due filosofie videoludiche e, per questo motivo, sono finiti fuori dai radar dei più. Per esempio, scommettiamo che sono in molti a non aver mai messo mano a Ducktales 2 o al seguito di Cip ‘n Dale, eppure eccoli lì, ancora intatti in tutto il loro inequivocabile, intramontabile splendore vintage.

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