Valkyria Revolution – Recensione

Indietro
Successivo

Storie di Guerra


Valkyria Revolution è da considerarsi uno spin off della serie, ambientato in una realtà alternativa rispetto ai precedenti episodi. La storia si apre con una insegnante che racconta al suo allievo le vicende dei cinque traditori, cospiratori che al solo scopo di vendicarsi portarono la loro intera nazione, lo Jutland, in guerra contro il potente impero Ruzi. Il contesto in cui il titolo è ambientato è un’Europa immaginaria, ma con molte similitudini con la vera storia del vecchio continente del XIX secolo. Ben presto il racconto diventa un grosso flashback, nell’ambito del quale verrà raccontata tutta la vicenda. Protagonista, e nostro alter ego, sarà Amleth Grønkjær, leader dei cinque traditori e capo dell’unità anti-Valkyria Vanargand, truppa creata al solo scopo di contrastare l’enorme potenza dell’invincibile guerriera alle dipendenze dell’impero Ruzi(e figura cardine di questa serie di JRPG).

Valkyria Revolution porta grandi sconvolgimenti al gameplay tattico per cui è famosa la serie, adottando uno stile molto più action per risolvere i combattimenti.

La storia è intrigante sin dai primi minuti e viene narrata in modo maturo attraverso filmati realizzati con il motore grafico del gioco, mostrandoci la dura faccia della guerra in tutta la sua violenza. Spesso ci ritroveremo davanti a sequenze molto lunghe, che spezzeranno un po’ l’azione di gioco, scelta che non piacerà a molti giocatori. I personaggi sono ben caratterizzati, seppur alcuni rappresentino un po’ stereotipi visti e rivisti in molti anime. Nota di merito per i cinque protagonisti, le cui vicende personali sono trattate in modo più profondo. Fra complotti e colpi di scena, la trama dunque riesce a coinvolgere i giocatori, che saranno invogliati a conoscere la storia nella sua interezza.

Indietro
Successivo