Scandalo ai SEA Games 2025 a Bangkok: la pro-gamer Tokyogurl beccata a barare. Confessa il trucco dietro la squalifica

Tokyogurl cheating scandal SEA Games 2025

Uno degli episodi più discussi dell’edizione 2025 dei SEA Games a Bangkok nel mondo dell’eSports ha coinvolto la star thailandese Warasim “Tokyogurl” Naraphat, atleta di Arena of Valor (RoV) per la squadra femminile nazionale, beccata a barare durante una competizione ufficiale, con conseguenze pesanti per la sua carriera e per l’intero team.

La vicenda è esplosa durante un match contro il Vietnam nel torneo Arena of Valor femminile, quando gli organizzatori e gli arbitri hanno notato comportamenti sul campo che non coincidevano con le regole di gara e hanno avviato un’indagine tecnica. L’analisi dei dati ha rivelato che Tokyogurl aveva violato i regolamenti usando software non autorizzato o modifiche all’hardware durante la partita, un’infrazione che viola le norme competitive della disciplina eSports nei SEA Games.

La confessione che ha fatto esplodere lo scandalo

Inizialmente l’atleta aveva negato qualsiasi illecito, sostenendo di aver giocato personalmente e attribuendo la sua prestazione altalenante a nervosismo e stress, tanto da richiedere assistenza medica. Tuttavia, la verità è venuta a galla alla fine, quando il suo compagno — noto come Cheerio (nome reale Kong) — ha pubblicato un video su TikTok confessando di aver giocato al suo posto durante la competizione. In pratica, mentre Tokyogurl risultava ufficialmente in gara, era l’ex professionista che la stava controllando da remoto, facendo credere agli spettatori e agli arbitri che fosse lei a competere. Cheerio ha ammesso apertamente la sua responsabilità, spiegando di aver preso questa decisione e scusandosi pubblicamente con i fan, gli ufficiali e il suo Paese: “Ho deciso di parlare perché la pressione e le critiche erano troppo forti, e accetto pienamente tutte le conseguenze senza scuse”, ha dichiarato nel video. Poco dopo, anche la stessa Tokyogurl ha pubblicato un messaggio conciso con un semplice “Mi dispiace”.

Conseguenze immediate: squalifica, pensione sportiva e ritiro della squadra

Le autorità eSports hanno reagito in modo deciso all’accaduto. La Thailand Esports Federation (TESF) ha confermato la squalifica immediata di Tokyogurl dal torneo, con l’adozione della pena massima prevista per violazioni del regolamento tecnico. Di fronte a tali prove, la federazione ha anche annunciato il ritiro dell’intera squadra femminile di Arena of Valor dai SEA Games, nonostante fosse in corsa e avesse ancora possibilità di raggiungere le finali. Oltre alla squalifica, le ripercussioni sono arrivate a livello professionale: la giocatrice è stata bannata a vita dalle competizioni di Arena of Valor, Garena ha sospeso la sua partecipazione a qualsiasi torneo e il suo team professionistico, Talon Esports, ha terminato il contratto. La decisione ha segnato quasi certamente la fine della sua carriera eSports di alto livello. Il presidente della federazione TESF, Santi Lothong, ha definito il comportamento della giocatrice “vergognoso”, sottolineando che la federazione non poteva tollerare azioni che compromettessero l’integrità dell’intero movimento competitivo, soprattutto in un evento importante come i SEA Games ospitati in patria.

Reazioni dei fan e impatto sull’eSports regionale

La notizia ha fatto rapidamente il giro della comunità eSports in tutta l’Asia, generando un’ondata di critiche, incredulità e discussioni. In Thailandia, molti appassionati si sono detti “imbarazzati” o delusi per quanto accaduto, sottolineando che la nazionale aveva il potenziale per ben figurare nella competizione ma ora si ritrova con una macchia indelebile sulla propria reputazione. Secondo commentatori e specialisti del settore, lo scandalo ha sollevato interrogativi sul processo di selezione e verifica degli atleti, oltre a mettere in evidenza la crescente necessità di controlli più severi e sistemi antifrode nel competitive gaming, dove la tecnologia può essere usata impropriamente.

Un caso che può segnare un precedente

Il caso Tokyogurl — dove un concorrente ha di fatto falsato performance, risultati e posizioni in un torneo ufficiale internazionale — è considerato da molti una delle controversie più gravi nella storia recente degli eSports, non solo ai SEA Games, ma in generale per le competizioni di alto livello nella regione. Le autorità competenti hanno inoltre annunciato l’intenzione di perseguire ulteriori azioni legali contro i protagonisti dell’accaduto, facendo capire che le conseguenze potrebbero andare oltre il semplice ambito sportivo.

Fonte: BangkokPost

FONTEBangkokPost

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