Home News Switch 2 rallenta: dall’euforia iniziale a una stasi che preoccupa

Switch 2 rallenta: dall’euforia iniziale a una stasi che preoccupa

Nintendo Switch 2 sta rallentando editoriale

Numeri alla mano, il debutto dello Switch 2 è stato molto promettente, tanto da lasciare intendere che la nuova console Nintendo fosse destinata a replicare il successo della sua fortunata antesignana. A pochi mesi dal lancio, il clima intorno alla piattaforma appare tuttavia mutato sensibilmente. Con la complicità di un segmento natalizio nell’arco del quale le vendite hanno segnato una flessione inattesa, l’entusiasmo che aveva circondato la macchina è andato infatti raffreddandosi di giorno in giorno, lasciando esperti e appassionati a chiedersi cosa possa aver alimentato questa inversione di tendenza.

Analizzando il fenomeno, molti analisti di mercato concordano nell’attribuire le sue case a due fattori chiave, il primo dei quali è legato ad un tetto prezzi percepito come eccessivo da gran parte del pubblico. A finire sotto accusa è stato, in particolare, il costo dell’hardware che, in barba a un assetto tecnologico decisamente inferiore rispetto alla concorrenza, si colloca nella medesima fascia commerciale occupata da PS5 e Xbox Series X/S. Il secondo fattore sarebbe invece costituito dalla composizione del catalogo software proposto finora. Al di là degli ottimi Metroid Prime 4 Beyond, Donkey Kong Bananza e Mario Kart World, la line-up della console si regge in larga parte su operazioni di recupero di vecchie hit vendute, peraltro, a cifre totalmente incompatibili con l’odierno valore di mercato. Da un lato troviamo, difatti, la consueta riproposizione di classici Nintendo venduti come fossero inediti; dall’altro, spuntano invece conversioni più o meno efficaci di titoli importati dai cataloghi PlayStation, PC e Xbox, diversi dei quali – si vedano Cyberpunk 2077, Yakuza 0, Fallout 4 e Red Dead Redemption – vantano fino dieci o quindici anni di attività sul groppone, ma vengono distribuiti quasi al prezzo di una nuova uscita. Implementata per arricchire un’offerta iniziale povera di titoli first party, quest’ultima strategia avrebbe indispettito ben più di qualche appassionato, finendo per consolidare l’impressione che lo Switch 2 sembri puntare più a vivere di rendita che a proporre una concreta evoluzione strutturale, concettuale e creativa.

Se i più maliziosi iniziano a far riferimento alla macchina come la più costosa device dedicata al retrogaming attualmente in vendita, altri si dichiarano ancor più preoccupati in termini di prospettive future. Sbirciando il calendario, emerge del resto un dato inquietante che isolaMario Tennis Fever e Pokémon Pokopia come gli unici progetti di rilievo mediatico in arrivo nei prossimi mesi. Di certo, non mancheranno die hard fan pronti a rivendicare l’immane potenziale strategico di queste due uscite, ma anche il più inguaribile degli ottimisti non può che rimanere perplesso rispetto a quello che, presto, diverrà il primo anno di vita della console.

Logicamente, è prematuro parlare di fallimento, ma a scrutare l’orizzonte non è difficile scorgere già i sinistri prodromi dell’Effetto Wii U: un progetto dall’identità indefinita e la medesima inclinazione al riciclo, che finì per vanificare, in tempi assai brevi, tutti gli straordinari record fissati dal Wii. Normalmente, di fronte a questi segnali qualsiasi altra azienda si rimboccherebbe le maniche al fine di tirar fuori dal proprio cilindro una serie di titoli che non sappiano di minestra riscaldata. Ma la Nintendo degli ultimi quindici anni non è più quel tipo brand e la sua politica di marketing ce lo ricorda ogni giorno dagli scaffali nei negozi. Difficile, in questo senso, attendersi inversioni di marcia sul fronte prezzi e men che mai il rischio di battezzare qualche nuova IP.

Ancora una volta, il sospetto è che toccherà dunque ai futuribili sequel di serie simbolo come Super Mario e Legend of Zelda il compito di tenere a galla una nave che solca le tumultuose acque di un oceano che non aspetta nessuno, in cui si aggirano predatori sempre più aggressivi.

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