
ChatGPT entra in una nuova fase della sua evoluzione con l’introduzione del piano GO da 8 euro al mese e con l’arrivo della pubblicità nella versione gratuita. La decisione segna un passaggio chiave nella strategia di OpenAI, che punta a rendere il servizio sostenibile nel lungo periodo senza rinunciare a una diffusione globale e capillare. L’obiettivo è chiaro: ampliare l’accesso all’intelligenza artificiale mantenendo attivi modelli sempre più costosi da gestire.
Dopo il successo del piano Plus, l’azienda guidata da Sam Altman sceglie quindi una strada intermedia, rivolta a chi utilizza ChatGPT con maggiore frequenza ma non necessita delle funzionalità più avanzate riservate agli utenti professionali.
Cos’è ChatGPT GO e cosa cambia rispetto alla versione gratuita
ChatGPT GO è un piano di abbonamento a basso costo che si colloca tra la versione gratuita e il piano Plus. Al prezzo di circa 8 euro mensili, gli utenti ottengono un accesso più generoso ai modelli più recenti, con limiti decisamente meno stringenti rispetto al piano free. L’esperienza risulta più fluida, con una maggiore continuità nelle conversazioni, una migliore gestione del contesto e strumenti più affidabili per l’uso quotidiano, dallo studio al lavoro.
Il piano GO non elimina però completamente i compromessi. La presenza della pubblicità è uno degli elementi distintivi di questa nuova formula, pensata per ridurre il costo dell’abbonamento e allo stesso tempo garantire a OpenAI una nuova fonte di ricavi. In questo senso, GO rappresenta un punto di equilibrio tra accessibilità economica e sostenibilità del servizio.
La pubblicità arriva su ChatGPT: come viene integrata
La novità più discussa è senza dubbio l’introduzione degli annunci pubblicitari all’interno di ChatGPT. OpenAI ha chiarito che le inserzioni non interferiscono con le risposte generate dall’intelligenza artificiale e vengono mostrate in modo separato e riconoscibile, generalmente al termine delle interazioni. La pubblicità non influisce sull’output del modello e non modifica il contenuto delle risposte, un punto su cui l’azienda ha voluto rassicurare fin da subito gli utenti.
Secondo quanto dichiarato, le conversazioni non vengono utilizzate per addestrare sistemi pubblicitari né vendute agli inserzionisti, e gli annunci non vengono mostrati in contesti sensibili come salute, politica o tematiche personali. La sperimentazione iniziale riguarda solo utenti adulti e avviene in mercati selezionati, con un’estensione progressiva prevista nei prossimi mesi.
Perché OpenAI punta su pubblicità e piani più accessibili
Il crescente utilizzo di ChatGPT comporta costi infrastrutturali enormi, legati soprattutto al funzionamento dei modelli più avanzati e ai server necessari per garantire tempi di risposta rapidi a milioni di utenti. L’introduzione della pubblicità e di un piano low cost come GO nasce proprio dall’esigenza di bilanciare questi costi senza limitare drasticamente l’accesso gratuito.
OpenAI sembra voler seguire un modello già visto in altri servizi digitali: una versione gratuita sostenuta dalla pubblicità, un piano economico con qualche compromesso e soluzioni premium dedicate a professionisti e aziende. In questo modo ChatGPT rimane accessibile a un pubblico molto ampio, offrendo allo stesso tempo alternative per chi desidera un’esperienza più pulita e priva di annunci.
Un cambiamento destinato a ridefinire l’esperienza di ChatGPT
Con l’arrivo del piano GO da 8 euro e della pubblicità nella versione gratuita, ChatGPT cambia volto e si avvicina sempre di più a un servizio strutturato su più livelli, pensato per utenti con esigenze diverse. Chi vuole evitare completamente gli annunci potrà continuare a puntare su Plus o sui piani professionali, mentre chi cerca un miglioramento rispetto al free senza spendere troppo troverà nel piano GO una soluzione equilibrata.
Si tratta di una svolta significativa per il chatbot più utilizzato al mondo, che conferma come l’intelligenza artificiale stia entrando in una fase di maturità anche dal punto di vista economico.
Fonte: Il Sole 24 Ore









