
Netflix ha confermato in modo discreto e non annunciato con comunicato ufficiale che Alice in Borderland, la popolare serie live-action di origini giapponesi basata sul manga di Haro Aso, non proseguirà oltre la terza stagione dopo il suo debutto nel 2020. La notizia è trapelata principalmente attraverso il report What We Watched: The Second Half of 2025 pubblicato dalla piattaforma, in cui la terza stagione viene esplicitamente definita “terza e ultima stagione”, ponendo così fine alla narrazione principale senza un annuncio roboante da parte di Netflix.
La terza stagione, uscita il 25 settembre 2025, ha raccolto un pubblico considerevole — con oltre 25 milioni di visualizzazioni tra luglio e dicembre 2025 e piazzandosi tra le serie più viste del catalogo nel periodo — ma nonostante questi numeri solidi la piattaforma non ha optato per un rinnovo o per un quarto ciclo di episodi.
Una fine che è passata sotto silenzio
A differenza di molte cancellazioni clamorose di serie molto attese, Alice in Borderland non ha ricevuto un annuncio ufficiale ampio da parte di Netflix o dai profili social del franchise, cosa che ha portato molti fan a parlare di “cancellazione silenziosa”. In effetti, la piattaforma ha semplicemente tratto la conclusione della serie come parte del proprio rapporto di visione semestrale, etichettando la terza stagione come conclusiva. Questo approccio ha sorpreso parte del pubblico, visto che non è stata rilasciata alcuna dichiarazione pubblica dedicata o evento speciale legato alla chiusura.
Mentre alcuni spettatori e commentatori considerano la decisione una vera e propria cancellazione, altri osservatori sottolineano che la storia di Alice in Borderland aveva già sentito il suo culmine narrativo, soprattutto perché la terza stagione include materiale tratto dai sequel del manga e non solo dagli archi originali adattati nelle prime due stagioni.
Il percorso della serie e il finale narrativo
La serie era diventata un punto di riferimento per il pubblico internazionale grazie alla sua storia intensa, personaggi complessi e all’ambientazione distopica mozzafiato. Seguendo le vicende di Arisu (interpretato da Kento Yamazaki) e della sua compagna Usagi (Tao Tsuchiya), Alice in Borderland ha saputo mescolare suspense, azione, relazione umane e riflessioni esistenziali mentre i protagonisti affrontavano sfide mortali in un mondo alternativo.
La terza stagione, pur lasciando un finale intrigante con elementi che potevano suggerire potenziali sviluppi futuri — come alcune trame narrative non del tutto risolte e i riferimenti a possibili spin-off ambientati negli Stati Uniti — ha rappresentato il capitolo conclusivo della saga principale. Netflix non ha però confermato alcun progetto derivato o serie spin-off ufficiale, alimentando ulteriormente l’idea di una chiusura definitiva per la produzione.
Reazioni dei fan e prospettive sul futuro
La reazione della community è stata mista. Molti fan hanno espresso delusione per la mancanza di una conferma formale di rinnovo o di eventi ufficiali, considerando la fine della serie come una cancellazione “sottotraccia” piuttosto che un commiato celebrato. Alcuni spettatori hanno anche sottolineato come la terza stagione fosse percepita più come un epilogo o un contenuto extra rispetto a una prosecuzione canonica della storia, complicando ulteriormente la percezione del pubblico sulla decisione di Netflix.
Altri appassionati, pur riconoscendo il successo delle prime due stagioni, hanno notato critiche al terzo ciclo di episodi, citando motivazioni narrative e creative che potrebbero aver influito sulle decisioni di produzione e sui piani di rinnovo.
Fine di un fenomeno globale
In definitiva, Alice in Borderland ha lasciato un segno importante nel catalogo di Netflix come una delle serie asiatiche di maggior impatto internazionale, ma si conclude con la terza stagione senza un rinnovo formale né annunci di futuri spin-off. La modalità con cui è stata annunciata la chiusura — attraverso un report di visione piuttosto che con una conferenza o comunicato dedicato — ha reso la notizia meno evidente al grande pubblico, facendo parlare di una cancellazione “silenziosa” nonostante il successo di visione del titolo.
Fonte: The Independent










