
Un nuovo progetto pilota guidato dall’Ospedale San Raffaele di Milano, in collaborazione con il Politecnico di Milano, mira a trasformare gli smartwatch — come l’Apple Watch — in “sentinelle” familiari in grado di prevedere un arresto cardiaco prima ancora che si manifestino i sintomi. Questa ambiziosa iniziativa, denominata TIME-CARE, sfrutta l’analisi avanzata dei dati biometrici e l’intelligenza artificiale per identificare segnali precoci di un possibile collasso cardiocircolatorio, con l’obiettivo di intervenire in anticipo e migliorare concretamente le chance di sopravvivenza.
Il progetto TIME-CARE: anticipare l’arresto cardiaco con i dati degli smartwatch
L’arresto cardiaco è una delle principali cause di mortalità nel mondo e in Italia colpisce decine di migliaia di persone ogni anno. In cardiologia esiste una regola fondamentale: il tempo è vita, perché ogni minuto senza soccorso efficace riduce drasticamente le possibilità di sopravvivenza. Il progetto TIME-CARE nasce proprio da questa consapevolezza, con l’idea di sfruttare la ricchezza di dati che gli smartwatch raccolgono quotidianamente senza che l’utente ne sia pienamente consapevole.
L’intuizione alla base del progetto è che molti segnali che precedono un arresto cardiaco possano già essere presenti nei parametri biometrici registrati dai dispositivi indossati al polso: frequenza cardiaca, variabilità del battito, pattern di movimento, livelli di ossigeno nel sangue e altri indicatori fisiologici. Analizzando non un singolo dato isolato, ma la sua evoluzione nel tempo, gli scienziati credono di poter identificare pattern sottili che anticipano un evento cardiaco per settimane.
Come funzionano gli smartwatch e l’intelligenza artificiale nel progetto
Gli smartwatch moderni sono dotati di una serie di sensori sofisticati che già oggi permettono di monitorare la frequenza cardiaca, la variabilità dei battiti e altri parametri vitali, e talvolta di rilevare aritmie o variazioni anomale che hanno portato a diagnosi salvavita nella pratica clinica.
Nel progetto TIME-CARE, questi flussi di dati non sono semplicemente visualizzati, ma vengono aggregati e analizzati con tecniche di intelligenza artificiale e big data, addestrando algoritmi in grado di riconoscere deviazioni dai modelli fisiologici normali. L’obiettivo è costruire un sistema predittivo che, prima che la persona avverta sintomi evidenti, segnali una possibile traiettoria verso un collasso cardiaco. Gli algoritmi sono calibrati sulla traiettoria dei dati nei trenta giorni precedenti a eventi reali di arresto, analizzati a partire da casi documentati nei decenni passati.
Una prevenzione “discreta” senza nuovi dispositivi
Uno degli aspetti più interessanti di TIME-CARE è che non richiede la creazione di nuovi dispositivi dedicati: l’idea è sfruttare gli smartwatch che molte persone già indossano ogni giorno. Ciò significa che, se la tecnologia si dimostrerà efficace, la prevenzione predittiva potrebbe essere resa accessibile e diffusa con costi contenuti, integrandosi nelle routine quotidiane degli utenti senza appesantire la loro esperienza.
Secondo i ricercatori coinvolti, più che il valore di un singolo indicatore è rilevante la traiettoria dei parametri nel tempo. Il cuore spesso non si ferma all’improvviso senza preavviso: prima che un arresto cardiaco si verifichi, il corpo cambia gradualmente, e questi cambiamenti potrebbero essere identificati ben prima che la persona percepisca sintomi evidenti.
Verso fasi successive e prospettive future
La raccolta dati per il progetto è già in corso e coinvolge pazienti con diverse condizioni cardiovascolari accanto a volontari sani. L’analisi internazionale dei dati è prevista con partner anche in paesi extraeuropei, con l’obiettivo di affinare gli algoritmi in vista di una possibile applicazione su larga scala.
TIME-CARE è finanziato dall’Unione europea attraverso il PNRR ed è coordinato da ricercatori clinici e specialisti in anestesia, rianimazione, cardiologia e ingegneria, che lavorano insieme per validare scientificamente la tecnologia. Le prossime fasi del progetto includono la raccolta di sempre più dati, la riduzione dei “falsi positivi” — segnali errati che potrebbero causare allarmismi — e la creazione di piattaforme che supportino i soccorritori e i pazienti in caso di emergenza.
Impatto sociale e trasformazione della prevenzione
Se avrà successo, TIME-CARE potrebbe segnare un cambiamento epocale nell’approccio alla prevenzione cardiaca, spostando l’attenzione dall’intervento reattivo alla previsione proattiva. In Italia, dove l’arresto cardiaco colpisce decine di migliaia di persone ogni anno, avere uno strumento in grado di individuare precocemente un rischio reale potrebbe tradursi in un aumento significativo delle vite salvate.
Questa innovazione non riguarda soltanto la tecnologia: è una sfida culturale verso un uso più intelligente dei dati biometrici e verso un modello di salute che anticipa i segnali del corpo, piuttosto che rincorrerli quando ormai è troppo tardi.
Fonte: Corriere della Sera










