
A guardare i freddi numeri potrebbe sembrare solo un altro grafico da report annuale. Ma il nuovo sondaggio pubblicato in vista della Game Developers Conference 2026 racconta qualcosa di molto più profondo — e decisamente più scomodo per Microsoft.
Non stiamo parlando di vendite, di console war o di percezione del pubblico. Stiamo parlando di priorità creative. E in questo momento, per molti sviluppatori, Xbox semplicemente non lo è.
Gli sviluppatori scelgono il PC, poi PS5 e Switch 2: Xbox resta indietro
Alla domanda “Quali piattaforme ti interessano di più come sviluppatore in questo momento?”, l’80% dei professionisti interpellati ha risposto PC. Un dato enorme, che da solo basterebbe a raccontare un cambio di paradigma ormai completato.
Subito dopo arrivano PlayStation 5 e Steam Deck (entrambi al 40%), seguite a ruota da Nintendo Switch 2 (39%). Xbox Series X|S? Ferma al 20%.
Non è una differenza marginale. È un abisso.
Per la prima volta, Xbox non è solo dietro a Sony e Nintendo: è fuori dal blocco delle piattaforme considerate strategiche.

Non è una console war: è una questione di convenienza industriale
Qui sta il punto che fa discutere. Gli sviluppatori non stanno “punendo” Xbox. Stanno semplicemente ottimizzando tempo, costi e ritorno.
Il PC offre un pubblico enorme, store meno restrittivi e una flessibilità tecnica che nessuna console può garantire. PlayStation mantiene un bacino solido e una percezione premium. Nintendo, con Switch 2, promette una nuova ondata installata pronta a comprare software.
Xbox invece paga una strategia che, paradossalmente, ha funzionato troppo bene: quella multipiattaforma.
Xbox sta vincendo come publisher, ma perdendo come piattaforma
Microsoft ha spinto fortissimo sull’idea che Xbox non sia più una console, ma un ecosistema. Game Pass, cloud, pubblicazioni su PC e su piattaforme concorrenti: tutto coerente, tutto razionale.
Il problema è l’effetto collaterale. Se i giochi Xbox arrivano ovunque, per uno studio terze parti ha sempre meno senso investire risorse specifiche su una versione console Xbox.
Non a caso, l’ultimo report finanziario Microsoft parla di un -32% di ricavi hardware su base annua. Meno console vendute significa meno utenti potenziali. Meno utenti significa meno priorità nello sviluppo.
Il dato più inquietante: Xbox è ancora usata, ma non è desiderata
C’è un numero che rende il quadro ancora più interessante — e più duro.
Alla domanda su quali piattaforme siano state usate nell’ultimo progetto, Xbox Series X|S è al 40%, non lontanissima dal 47% di PS5. Questo significa una cosa molto chiara: Xbox è ancora presente nei pipeline, ma sempre più spesso per inerzia, non per scelta strategica. In altre parole su Xbox si sviluppa perché “va fatto”, non perché “convenga farlo”. Ed è esattamente il tipo di situazione che, nel medio periodo, porta a cancellazioni, porting tardivi o versioni tecnicamente meno curate.

PS5 e Switch 2 non dominano per hype, ma per chiarezza
Sony e Nintendo, oggi, offrono qualcosa che agli studi piace moltissimo: certezze.
Un target definito, una piattaforma chiara, un pubblico che compra giochi su quella piattaforma. Anche Switch 2, nonostante sia sul mercato da poco, viene comunque percepita come una console su cui vale la pena esserci.
Xbox invece vive una contraddizione: è ovunque, ma proprio per questo non è più centrale da nessuna parte.
La domanda scomoda che nessuno vuole fare
Il punto non è se Xbox “morirà”. Quella è una provocazione facile. La vera domanda è un’altra, molto più interessante e molto più divisiva:
Xbox vuole ancora essere una piattaforma prioritaria per gli sviluppatori… o ha già accettato di non esserlo più?
Se la risposta è la seconda, allora i numeri del GDC non sono un campanello d’allarme. Sono semplicemente la conferma che il mercato ha già capito prima di noi dove sta andando Microsoft. Ed è da qui che, inevitabilmente, partirà la prossima grande discussione.










