
Dopo gli aumenti di inizio anno, il mercato delle schede video si prepara a un’altra stretta sui prezzi. Secondo informazioni che circolano nei canali della distribuzione, i partner di AMD avrebbero ricevuto indicazioni su un nuovo rialzo dei listini delle GPU Radeon previsto nel corso del primo trimestre 2026. Un intervento che, se confermato, segnerebbe la seconda revisione al rialzo in pochi mesi. Il primo aumento, entrato in vigore all’inizio del 2026, ha avuto un impatto immediato sui costi di produzione e distribuzione. In diversi casi, il rincaro si è tradotto in un incremento fino a circa 40 dollari per singola scheda, con variazioni legate principalmente alla quantità e al tipo di memoria installata.
I nuovi aumenti stimati oscillerebbero ancora una volta tra il 5% e il 10%, andando a colpire un mercato già sotto pressione e sempre più distante dai prezzi di listino ufficiali annunciati al lancio.
Memorie più care e forniture instabili: il problema non si è risolto
Alla base di questo possibile nuovo rincaro c’è una combinazione di fattori che il settore hardware conosce ormai molto bene. I costi delle memorie continuano a salire e le difficoltà di approvvigionamento non accennano a rientrare, influenzando l’intera filiera produttiva. L’aumento dei prezzi delle memorie sta spingendo AMD e i suoi partner a rivedere la pianificazione produttiva per il 2026, con un’attenzione crescente verso le configurazioni da 8 GB.Le informazioni indicano una maggiore allocazione produttiva su modelli con quantitativi di memoria più contenuti, considerati più sostenibili dal punto di vista dei costi. Al contrario, le versioni da 16 GB e superiori rischiano di diventare meno centrali nella strategia di volume, con una disponibilità più limitata e prezzi più difficilmente controllabili.
Questa impostazione non riguarda solo l’offerta globale, ma si inserisce in un quadro più ampio di razionalizzazione della gamma, dettato dalla necessità di preservare margini in un contesto di costi in costante crescita. Un approccio analogo a quello che intende adottare la concorrente NVIDIA.
Il primo aumento, scattato a gennaio, aveva già coinvolto sia le GPU Radeon sia le soluzioni concorrenti di NVIDIA, con rincari che in alcuni casi arrivavano a diverse decine di dollari in base alla quantità di VRAM. Il nuovo adeguamento, previsto tra febbraio e marzo, seguirebbe una logica molto simile, anche se al momento non sono stati indicati modelli specifici.
Scorte accumulate, ma non per proteggere i consumatori
Un dettaglio particolarmente critico riguarda il comportamento dei distributori. Secondo quanto emerge, diversi operatori della filiera avrebbero iniziato ad accumulare scorte già prima dell’entrata in vigore dei nuovi listini. Tuttavia, questo non avrebbe l’obiettivo di calmierare i prezzi.
Al contrario, la disponibilità effettiva sul mercato sarebbe stata ridotta artificialmente, trattenendo parte delle unità in magazzino per poi rimetterle in vendita a prezzo maggiorato una volta scattati i nuovi aumenti. Una dinamica che, di fatto, rischia di amplificare l’impatto dei rincari per l’utente finale.
Prezzi Radeon sempre più vicini a quelli NVIDIA
Un altro segnale evidente è l’allineamento progressivo dei prezzi delle GPU Radeon consumer a quelli delle controparti NVIDIA equivalenti. Un fenomeno che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato impensabile, soprattutto nelle fasce medio-alte del mercato.
Oggi, invece, entrambe le gamme hanno ampiamente superato i prezzi di listino ufficiali, rendendo sempre più difficile individuare un vero vantaggio economico nell’una o nell’altra proposta, soprattutto per chi guarda alle soluzioni di fascia alta.
Un problema destinato a durare
Guardando oltre il breve periodo, il quadro resta tutt’altro che rassicurante. Non ci sono segnali concreti che facciano pensare a un’inversione di tendenza entro la fine del 2026. Alcuni produttori ipotizzano addirittura che la situazione possa protrarsi fino al 2027, o anche oltre, se i costi delle memorie e le tensioni sulla supply chain non rientreranno.
In questo scenario, l’idea che ulteriori aumenti possano arrivare anche nei prossimi trimestri non appare affatto remota. Per chi sta pensando di aggiornare la propria scheda video, il rischio è che l’attuale livello dei prezzi non rappresenti un picco temporaneo, ma solo l’inizio di una nuova normalità.










