A Normal Lost Phone – Recensione

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Un’inchiesta virtuale

A Normal Lost Phone ci chiede di scoprire la verità celata dietro un cellulare da noi ritrovato fortuitamente nei pressi della città di Melren. Per perseguire tale scopo, abbiamo la possibilità di accedere a svariate sezioni dell’apparecchio (messaggi, galleria, calendario, e-mail, musica, meteo e ulteriori applicazioni) attraverso un’intuitiva interfaccia simulata ispirata chiaramente ai moderni sistemi operativi mobile.

Passando in rassegna la marea di conversazioni consultabili, ci si rende subito conto dell’enorme attenzione riservata al comparto linguistico, caratterizzato da stili di scrittura, registri e gerghi differenti (parolacce comprese), nonché da errori ortografici e grammaticali messi di proposito. Ottima altresì la scelta delle canzoni, appartenenti ai generi più disparati e riproducibili in qualunque momento.

Amori, amicizie e parentele si intrecciano in modo continuo, tessendo un’intricata tela di gelosie, litigi, inganni e ambiguità

Un appunto negativo va sollevato invece in merito ai fin troppo facili e scarsi indovinelli, presenti in numero alquanto esiguo e quasi sempre riconducibili all’inserimento di password numeriche desumibili da specifiche date. Se proprio vogliamo cercare il “pelo nell’uovo”, poi, possiamo domandarci come mai la batteria del telefono sembri durare in eterno, non mostrando il minimo segno di esaurimento dopo un assiduo utilizzo.

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto:
8,5
a-normal-lost-phone-recensione<b>PRO</b><br> Storia avvolgente. <br> Gameplay originale. <br> Tematiche complesse e delicate. <br> Conversazioni convincenti. <br> <b>CONTRO</b><br> Enigmi facili e limitati. <br> Durata troppo breve. <br>