
Amazon ha confermato una seconda grande ondata di licenziamenti globali nel suo personale corporate, annunciando che circa 16.000 dipendenti saranno tagliati come parte di un ampio piano di riorganizzazione interna che mira a snellire l’organizzazione, rimuovere livelli gerarchici e accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale. Questo secondo turno di licenziamenti segue quello da 14.000 posizioni annunciato a ottobre 2025, portando il totale delle riduzioni di personale corporate recenti a circa 30.000 ruoli eliminati.
Una ristrutturazione storica: dove e perché stanno avvenendo i tagli
I tagli riguardano in larga parte ruoli corporate e funzioni di staff in diverse aree dell’azienda, tra cui servizi cloud come Amazon Web Services (AWS), team di contenuti digitali come Prime Video, settori di retail e funzioni di risorse umane. Questi licenziamenti rappresentano una delle riduzioni più ampie nella storia dell’azienda, con impatto significativo soprattutto sui team amministrativi e di supporto che, secondo Amazon, sono più suscettibili di essere ridisegnati grazie ai benefici derivanti dall’automazione e dall’uso dell’IA.
Beth Galetti, Senior Vice President per l’esperienza delle persone e la tecnologia di Amazon, ha spiegato che l’obiettivo è “rafforzare la nostra organizzazione riducendo i livelli, aumentando la responsabilità e rimuovendo la burocrazia”. Nel suo messaggio ai dipendenti, Galetti ha sottolineato che non si tratta di avviare una serie regolare di tagli periodici, ma di completare la riorganizzazione interna iniziata nell’autunno scorso.
L’automazione e l’intelligenza artificiale come fattori di cambiamento
L’adozione crescente di strumenti di intelligenza artificiale ha un ruolo importante nella riduzione del personale, confermando le dichiarazioni precedenti del CEO Andy Jassy secondo cui l’introduzione di tecnologie generative e di automazione modificherà il modo in cui il lavoro viene svolto in molte aree dell’azienda. Jassy aveva già indicato che, man mano che Amazon integra più strumenti di IA nei processi aziendali, “avremo bisogno di meno persone per alcune delle attività oggi esistenti e più persone per altri tipi di ruoli”, prevedendo una diminuzione complessiva della forza lavoro corporate nel tempo grazie alle efficienze determinate dall’IA.
Questo trend non è unico per Amazon: come evidenziato da analisti e osservatori del settore, molte grandi aziende tecnologiche stanno ristrutturando i propri organici in favore dell’adozione di soluzioni automatizzate e basate su IA, che possono eseguire compiti amministrativi e decisionali in modo più rapido e a costi inferiori rispetto alle attività tradizionali.
Supporto per i dipendenti e prospettive per il futuro
Amazon ha dichiarato che ai dipendenti statunitensi colpiti verranno concessi 90 giorni per cercare alternative interne all’azienda. Per coloro che non troveranno un ruolo alternativo o che decideranno di lasciare, sarà offerto un pacchetto di indennità di licenziamento, servizi di outplacement e il mantenimento dell’assicurazione sanitaria per un periodo di transizione.
Nonostante i tagli, l’azienda ha ribadito che continuerà a assumere in aree strategiche, come quelle legate all’IA, al cloud e ad altre tecnologie di crescita, con l’intento di bilanciare la riduzione dei costi e l’investimento in nuovi segmenti di sviluppo.
Un impatto significativo per l’industria e i lavoratori
Dal punto di vista dei numeri, i 16.000 posti eliminati costituiscono circa il 4,6 % della forza lavoro corporate di Amazon, che comprende circa 350.000 impiegati a livello mondiale, su un totale di circa 1,57 milioni di lavoratori. Questi tagli si inseriscono in un contesto più ampio di riduzione dell’organico corporate iniziato dopo gli eccessi di assunzioni legati al boom della pandemia, quando molte aziende tecnologiche avevano ampliato rapidamente i team per far fronte alla crescita della domanda.
La riorganizzazione e l’uso crescente dell’intelligenza artificiale nei processi operativi e decisionali segnano quindi una transizione profonda nel modo in cui Amazon e molte altre imprese tecnologiche strutturano il lavoro, con un impatto diretto non solo sui dipendenti coinvolti, ma anche sulle comunità e sull’ecosistema occupazionale legato al settore tech.
Fonte: The Wall Street Journal










