Armored Core 6: Fires of Rubicon è il ritorno in grande stile della serie FromSoftware! Recensione (PS5)

Siamo stati su Rubicon 3, devastato dalla cupidigia delle corporazioni. Quello che abbiamo (ri)trovato è l'amore per una serie immortale.

armored core 6

Fare la recensione di Armored Core 6 è il culmine di una carriera videoludica che ci ha forgiato negli anni: facevamo parte di un gruppo di amici appassionati di videogiochi ma che si discostavano dal cliché del gamer. Non guardavano anime, non leggevano manga, tanto meno facevano collezioni di ogni sorta. L’unica cosa che contava era l’amore per il medium in tutte le sue sfumature.

FromSoftware (prima che diventasse quella che conosciamo) era considerata una software house che faceva cose molto interessanti ma parecchio grezze e, tra i vari titoli, quello con i “robottoni” era considerata la roba più “strana” e per certi versi più indecifrabile.

Le trame erano intrise di distruzione, transumanesimo e un realismo molto più accentuato di quanto non si possa pensare: al centro c’erano queste manovre di potere delle corporazioni che arrivavano a fare man bassa delle popolazioni e dei mondi fino alla quasi autodistruzione. Insomma, l’allegria non era di casa.

armored core 6

Tema che viene ripreso anche in Armored Core 6 ma partendo dal fatto che noi siamo un human plus, ovvero, un umano potenziato dedito alla guida di un Armored Core. Cosa significa essere un human plus? In realtà era una sorta di malus che aumentava sì le nostre capacità ma ci faceva perdere l’umanità.

In questo nuovo capitolo siamo proprio questo. Sotto gli ordini del Supervisore Walter affronteremo una serie di missioni che ci verranno assegnate mano a mano dalle varie fazioni in gioco su Rubicon 3, ormai resa un colabrodo da una esplosione di Coral che ne ha devastato l’ecosistema.

Ma come ci ha insegnato la serie, questo evento catastrofico non ha bloccato nessuna delle corporazioni dal continuare ad accaparrarsi la preziosa risorsa ad ogni costo. Da un punto di vista narrativo, il gioco sceglie di perseguire la tradizione ma risulta molto più discorsivo e molto spazio viene dedicato all’ascolto di dialoghi e commenti che sembrano sfuggire di bocca dai vari comprimari di questa avventura.

La cosa che ci ha colpito è che spesso il gioco fa proprio affidamento a mezze frasi o silenzi inaspettati come espediente comunicativo. Le varie cutscene di briefing missione che spiegano la situazione in gioco e il da farsi sono brevi ma esaustive. Ovviamente sono presenti più finali, distribuiti nelle varie run, come da tradizione.

armored core 6 fires of rubicon fromsoftware

Il comparto artistico risulta fortemente contestualizzato al mondo di gioco con strutture industriali, ampi spazi naturali o compound militari curati con la stessa dovizia che ci aspetteremmo da un souls sebbene non si respiri la stessa aria di maestosità. Rubicon 3 è un pianeta distrutto di cui restano solo macerie e desolazione. La colonna sonora è caratterizzata da suoni molto meno epici e tende a vibe da musica elettronica che si adegua al contesto perfettamente.

Il gameplay di Armored Core 6 si concentra sul combattimento ad alta velocità in un ambiente tridimensionale che lo discosta fortemente da quanto abbiamo potuto saggiare con la serie souls: un combat system che vi metterà subito alla prova presentando immediatamente questa nuova dinamica di combattimento dove sarete impegnati non solo a terra ma dovrete fare i conti con la gravità, accelerazioni e schivate al volo, anche in aria. Tutto questo in un quadro di gestione build gdr che vede come pillar di design la scelta da parte del giocatore dei vari componenti dell’AC come braccia, gambe, propulsori e tantissimo altro.

In particolar modo dobbiamo far menzione del SCF che è letteralmente un chip con cui si gestisce l’aggancio semi automatico del mirino: detta così sembra un dettaglio ininfluente, non è solo il lock-on inserito in questo capitolo, ma è una componente fondamentale se volete andare a segno sparando contro chicchessia. Sbagliarlo significa non solo non riuscire mai ad inquadrare adeguatamente il bersaglio ma anche consumare inutilmente munizioni preziose. Scegliere quello adatto, ad esempio quello dedicato alla missilistica o al combattimento ravvicinato, può fare la differenza.

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Un discorso a parte è da fare per il precedentemente menzionato lock-on che ha già fatto in parte storcere il naso ai veterani della serie. Proprio per questo gli sviluppatori hanno previsto un’opzione apposita per eliminare questa feature, inserita per aiutare coloro che sono nuovi a questa IP. L’uso del lock-on comporta una mira meno precisa che pare a tutti gli effetti una sorta di compensazione a questo assist al giocatore.

Una scelta che ci sentiamo di condividere e non penalizzare, sopratutto alla luce di un ritorno di una serie non molto conosciuta e che ai tempi non brillava tecnicamente e che ha ora la possibilità di lasciarsi scoprire dal grande pubblico, sopratutto dopo lo sfolgorante successo di Elden Ring. 

armored core 6 fires of rubicon fromsoftware

L’armamentario è variegato e si passa dalle armi da fuoco a ripetizione ai lanciamissili. Si possono settare una serie infinita di combinazioni letali a patto di rispettare i limiti di peso e energetici, infatti gli AC utilizzano un generatore di corrente che deve essere anch’esso scelto con accortezza.

Alla luce delle evoluzioni sul fronte mappatura tasti, FromSoftware ne ha rivisto completamente l’organizzazione generale e ha dedicato ai grilletti la gestione delle varie bocche da fuoco: una scelta che non comporta solo una migliore esperienza utente ma anche un diverso approccio alle battaglie, ora più intuitivo che in passato.

Così come nettamente migliorata è la responsività dei controlli che si liberano da quella atavica legnosità che affliggeva più o meno tutti i titoli precedenti, regalando un feedback molto più scattante e fluido. Insomma, il team di sviluppo ha fato in modo di portare la serie ad un livello successivo di godibilità.

La stessa costruzione in termini del “robottone”  diventa essenziale più di quanto ci aspettassimo: infatti, la build che sceglieremo diventerà un vero game changer. Impostare quella corretta potrebbe diventare essenziale per superare le sfide che il gioco ha in serbo per voi.

armored core 6 fires of rubicon fromsoftware

Proprio per questo, a disposizione del giocatore c’è un’interfaccia dedicata all’acquisto delle componenti dei mech. Le varie caratteristiche delle componenti, notiamo con grande piacere, sono state rese più chiare nella lettura rispetto alle famigerate paginate di dati che la serie sfoggiava senza troppi complimenti. Detto questo, non possiamo nascondervi che una volta assemblata e perfezionata una serie di build, le abbiamo utilizzate per il resto dell’esperienza. Giungere a quell’equilibrio però ci è costato caro in termini di tempo e, soprattutto, di indebite morti sul campo.

Altro fattore importantissimo è la gestione dei Settaggi SO coi quali è possibile sbloccare una serie di miglioramenti come la gestione del peso o la diminuzione dei danni subiti, spendendo appositi punti esperienza acquisibili solo affrontando le speciali arene dedicate. È possibile resettare le scelte compiute precedentemente dietro corrispettivo di moneta in game.

Armored Core è sempre stata una serie votata al combattimento puro che offriva sfide e scontri epici e in questo sesto capitolo vi troverete ad affrontare bossfight veramente spettacolari, alcune delle quali vi lasceranno senza respiro sia da un punto di vista della velocità che del comparto estetico dei nemici proposti. Se avete già visto qualcosa con i vari trailer, vi garantiamo che è solo l’antipasto di quello che vi aspetta per davvero sia in termini di spettacolarità che di difficoltà.

Armored Core 6 vi fires of rubicon

Per quanto riguarda proprio quest’ultimo aspetto, dobbiamo considerare che la serie si è sempre comportata in modo non lineare quindi non proponendo una gradualità. Avrete fasi veramente molto concitate ed ardue e fasi molto più rilassate. Abbiamo riscontrato un picco di difficoltà veramente tarato verso l’alto in una fase e sebbene ne comprendiamo le ragioni, ovvero quello di costringere il giocatore a sperimentare con le build, dall’altro abbiamo riscontrato una ostilità tanto spinta da lasciare più di un dubbio circa la legittimità delle scelte dei designer.

Soprattutto di fronte alla necessità di rigiocare più volte. Ogni capitolo della serie, infatti, richiede di essere portato a termine più di una volta per avere chiare trama e meccaniche. Armored Core 6 Fires of Rubicon non fa eccezione. Noi abbiamo portato a termine tre run. Sebbene apparentemente pesante, una maggiore chiarezza espositiva (come abbiamo accennato sopra) ha reso l’esperienza meno tediosa di quanto si possa credere.

Ciononostante non possiamo negare che il dover ripetere molte delle missioni proposte fin dall’inizio potrebbe creare della pesantezza in qualche giocatore ma vi garantiamo che restano comunque molto soddisfacenti da affrontare data la possibilità di fare dei miglioramenti significativi della componentistica al proprio AC . Detto questo, ci saranno missioni nuove che si sbloccheranno appositamente anche in base alle scelte che avrete compiuto nella run precedente e che vi daranno filo da torcere

Al netto di queste piccole sbavature, che sebbene facciano parte del DNA originale della serie e che in parte speravamo di vedere modificate, non possiamo non notare come FromSoftware abbia compiuto un lavoro in senso evolutivo apprezzabilissimo e sia riuscita a traghettare Armored Core in una nuova era videoludica con significativi miglioramenti sia da un punto di vista tecnico (come una migliorata manovrabilità dell’AC), che di fruibilità generale (come la lettura delle pagine delle caratteristiche che erano la bestia nera di ogni giocatore veterano della serie).

armored core

Anche in termini di onboarding, Armored Core 6 offre un’introduzione alle meccaniche base di buon livello e ben concepito sopratutto per coloro che non hanno mai approcciato il titolo e si trovano ad affrontare una serie di dinamiche molto diverso da quanto proposto da FromSoftware nei più famosi souls-like. 

In conclusione non possiamo che promuovere questo ritorno in grande stile di una serie che mancava da tanto tempo e che ora ha l’occasione di riprendere a brillare anche grazie ai successi che FromSoftware ha avuto in questi anni. Un vero e proprio passo da gigante in termini di miglioramento complessivo di una IP che ai tempi non brillava per freschezza tecnica e di design che spesso si abbandonava a grettezze poco ragionate.

Avremmo preferito una difficoltà gestita in modo più graduale sebbene la situazione attuale rispecchi quello che è la cifra stilistica storica della serie. Ci sarebbe anche piaciuto un ripensamento parziale del quest design ma possiamo non sentirci più che soddisfatti. Un titolo che consigliamo non solo ai fan di FromSoftware ma a tutti coloro che amano le ambientazioni futuristiche e i combattimenti con i mech al cardiopalma.

Armored Core 6: Fires of Rubicon è atteso su PC, PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox One, Xbox Series X e Series S il 25 agosto.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8.7
armored-core-6-fires-of-rubicon-e-il-ritorno-in-grande-stile-della-serie-fromsoftware-recensione-ps5Se da una parte FromSoftware rimane fedele alla sua natura, Armored Core 6: Fires of Rubicon, con le novità introdotte, finisce col rappresentare non solo un agevole punto di ingresso alla serie per i novizi che mai vi si sono avvicinati ma anche una installazione fresca per tutti i veterani che, nel corso degli anni, si son "fatti le ossa" con le meccaniche hardcore che hanno sempre contraddistinto gli altri capitoli. Per alcuni tra i più puristi alcune novità potrebbero far storcere il naso di primo acchito, ma la situazione cambia dopo poche ore pad alla mano.