
Le azioni di Nintendo hanno registrato un crollo del 33% rispetto al picco storico raggiunto ad agosto 2025, scatenando preoccupazioni tra gli investitori e segnando una fase difficile per il colosso giapponese dei videogiochi. Dal massimo di circa 14.795 yen per azione, il titolo è sceso a circa 9.950 yen nei primi giorni del 2026, riprendendo un livello di prezzo che non si vedeva da mesi e innescando dibattiti sul futuro della strategia commerciale e del portafoglio prodotti dell’azienda.
Una caduta accentuata dopo l’esordio di Switch 2
Il calo delle azioni arriva nonostante il grande debutto della Nintendo Switch 2, lanciata nel giugno 2025 e subito diventata una delle console più vendute nei primi mesi sul mercato. Nel corso del periodo natalizio tuttavia le vendite hanno mostrato una normalizzazione rispetto all’entusiasmo iniziale, influenzando la fiducia degli investitori che avevano scommesso su una crescita esponenziale stabile per la nuova piattaforma.
Il fenomeno non è isolato, ma è particolarmente rilevante per Nintendo poiché la sua struttura aziendale è fortemente dipendente dalle vendite hardware e software, a differenza di concorrenti come Sony o Microsoft che possono contare su divisioni più diversificate per ammortizzare gli shock del mercato.
Timori su aumenti di prezzo e costi dei componenti
Una delle principali cause di nervosismo tra gli azionisti riguarda le pressioni sui costi di produzione, in particolare l’aumento dei prezzi delle memorie RAM e di altri componenti essenziali per la fabbricazione della Switch 2. Gli analisti temono che, per tutelare i margini di profitto, Nintendo potrebbe essere costretta ad aumentare il prezzo di vendita della console o dei suoi accessori, un passo che potrebbe frenare la domanda in un mercato già molto competitivo.
Il presidente Shuntaro Furukawa ha riconosciuto apertamente che i costi delle memorie e le tariffe commerciali internazionali rappresentano una fonte di preoccupazione per i margini dell’azienda, soprattutto nei mercati chiave come gli Stati Uniti. Questo tipo di incertezza non è passato inosservato tra gli investitori.
Mancanza di bestseller first party nel 2026
Un altro elemento che ha contribuito alla flessione delle azioni è la percezione di una carenza di titoli first party di grande impatto nel calendario 2026 di Nintendo. Storicamente, grandi franchise come Mario, Zelda o Pokémon sono stati in grado di sostenere non solo le vendite di console ma anche l’immagine del marchio nel lungo termine. La mancanza di annunci di blockbuster imminenti è vista da alcuni analisti come un potenziale freno alla crescita sostenuta, alimentando l’incertezza sul flusso di ricavi software nei prossimi trimestri.
La combinazione di questi fattori — rallentamento delle vendite hardware post-lancio, costi crescenti dei componenti e prospettiva di un 2026 con pochi grandi ritorni first party — ha contribuito a rendere il titolo Nintendo particolarmente volatile sui mercati finanziari.
La visione degli analisti: normalizzazione o rischio reale?
Nonostante il calo del -33% rappresenti una flessione significativa, alcuni esperti ricordano che fenomeni analoghi si sono verificati nelle transizioni di console passate, con fasi di euforia seguite da correzioni di mercato. La performance di Nintendo va infatti osservata anche alla luce della storia dei picchi azionari legati ai cicli hardware e del fatto che lo stock resta comunque ad un livello superiore rispetto a molte fasi precedenti prima del 2025.
Tuttavia, la reazione degli investitori indica che la fiducia nel modello di business di Nintendo è attualmente più fragile del solito. Il timore di aumenti di prezzo, la pressione sui margini e il confronto con competitor dotati di ricavi più diversificati aumentano la percezione di rischio nel breve termine, spingendo alcuni azionisti a rivedere le proprie posizioni.
Cosa guardare nei prossimi mesi
Con l’avvicinarsi della pubblicazione del resoconto finanziario di Nintendo prevista per febbraio 2026, molti analisti ritengono che i dati ufficiali sulle vendite e sui margini potrebbero offrire un orientamento più chiaro. Se i numeri confermeranno la solidità delle vendite di Switch 2 e un’indicazione di forte pipeline software, le azioni potrebbero riprendere terreno. In caso contrario, la pressione al ribasso potrebbe continuare.
In un mercato azionario globalmente incerto, il caso Nintendo è diventato un esempio di come aspettative elevate possano trasformarsi rapidamente in volatilità, soprattutto in settori altamente ciclici come quello dei videogiochi.










