Caso IPTV e pirateria: De Siervo rilancia la linea dura, 2.000 multe da 1.000 euro agli abbonati al “pezzotto”

Pirateria IPTV Serie A: De Siervo annuncia 2.000 multe da 1.000 euro agli utenti del pezzotto

La nuova offensiva della Lega Serie A contro la pirateria IPTV

La pirateria digitale legata ai servizi IPTV illegali, comunemente noti in Italia come “pezzotto”, continua a essere uno dei fronti più dibattuti nel panorama della tutela dei diritti televisivi e sportivi. La Lega Serie A e il suo amministratore delegato Luigi De Siervo hanno annunciato l’invio di oltre 2.000 multe con richiesta di pagamento di 1.000 euro agli utenti che sono stati identificati come utilizzatori di servizi pirata per accedere a contenuti sportivi e audiovisivi protetti da copyright.

Questa iniziativa rappresenta un passaggio ulteriore rispetto alle sanzioni amministrative già in atto, ed è pensata per “far capire che non esistono più zone grigie” nell’uso di servizi illegali. Secondo De Siervo, questa strategia mira a rafforzare la cultura della legalità nel consumo di contenuti sportivi e a colpire non solo i fornitori, ma anche gli utilizzatori finali.

Come si è arrivati a questo punto: dalle indagini alle lettere agli utenti

Negli ultimi mesi la Guardia di Finanza, in collaborazione con AGCOM e diverse procure italiane, ha intensificato i controlli contro i servizi IPTV non autorizzati. In una grande operazione di contrasto alla pirateria audiovisiva, sono stati identificati e notificati oltre 2.280 verbali a utenti in circa 80 province italiane che utilizzavano servizi illegali per vedere partite di calcio e altri contenuti protetti.

Le sanzioni amministrative previste dalla legge sul diritto d’autore possono variare da qualche centinaio fino a 5.000 €, soprattutto in caso di recidiva. Questo sistema di multe si basa sulla normativa conosciuta come “legge anti-pezzotto” (Legge 93/2023), che ha dato ad AGCOM poteri più estesi per contrastare la pirateria digitale e intervenire anche contro gli utenti finali.

Il nuovo passo deciso dalla Lega Serie A con l’invio di multe da 1.000€ rappresenta un elemento aggiuntivo: non strettamente una sanzione amministrativa automatica, ma una richiesta di risarcimento danni da parte della Lega stessa verso coloro che hanno violato i diritti televisivi.

Perché le autorità puntano sugli utenti finali

Storicamente, le operazioni contro la pirateria digitale si sono concentrate principalmente sui fornitori dei servizi illegali: chi crea e gestisce le piattaforme IPTV pirata, oscura i domini e blocca le infrastrutture usate per la diffusione. Con la normativa più recente, però, anche gli utenti finali che fruiscono dei contenuti senza pagare la giusta licenza possono essere perseguiti.

I sostenitori di questa linea — tra cui lo stesso De Siervo — argomentano che colpire anche chi utilizza questi servizi “legittima” l’industria dei contenuti e disincentiva il fenomeno, che causa danni economici significativi non solo al calcio, ma all’intera filiera culturale e audiovisiva.

Secondo alcuni rapporti, il fenomeno della pirateria audiovisiva in Italia ha continuato a rappresentare un problema rilevante nel 2023 e 2024, con milioni di utenti che utilizzano servizi illegali, generando un mercato clandestino molto vasto.

Critiche, dubbi legali e impatto sul consumatore

Nonostante l’azione congiunta di autorità e istituzioni, l’approccio di multare gli utilizzatori finali non è privo di critiche. Alcuni osservatori sottolineano che dimostrare concretamente l’utilizzo personale di un servizio pirata può essere complesso, e che misure troppo punitive potrebbero essere percepite come eccessive da parte di consumatori che cercano soluzioni “a basso costo” per accedere a contenuti. Questo tipo di dibattito è emerso anche nelle discussioni pubbliche online, dove alcuni utenti hanno espresso dubbi circa la giustizia e l’efficacia di queste sanzioni.

C’è anche il tema della distinzione tra sanzioni amministrative e richieste di risarcimento civile. Mentre le multe della Guardia di Finanza si applicano in base alla normativa vigente, lettere come quelle inviate dalla Lega Serie A per un importo fisso di 1.000 € pongono questioni diverse sul piano legale e procedurale.

Cosa succede ora? Verso una cultura della legalità o un effetto deterrente?

L’azione della Lega Serie A e delle autorità italiane indica un cambio di approccio nella lotta alla pirateria digitale, spostando parte dell’attenzione sul consumatore finale insieme ai gestori dei servizi pirata. Obiettivo dichiarato: ridurre il fenomeno e recuperare risorse a favore dei detentori dei diritti, creando un effetto deterrente per potenziali nuovi utenti del “pezzotto”.

Resta da vedere se questa strategia porterà a una diminuzione significativa della pirateria IPTV o se invece genererà nuovi contenziosi legali e dibattiti sulla sua equità, anche alla luce delle modalità con cui vengono tracciati e notificati gli utenti coinvolti.

Fonte: TuttoMercatoWeb

FONTETuttoMercatoWeb

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here