Chernobylite – Recensione (PC): Pronti alla zona di alienazione?

Gli stalker sono quegli individui che, affascinati dalla cosiddetta zona di alienazione (ovvero quei trenta chilometri di territorio che circondano l’ex centrale nucleare di Chernobyl), non resistono alla tentazione di esplorare quell’area proibita, misteriosa e pericolosamente radioattiva.

Il fenomeno dello “stalkerismo”, molto diffuso in Ucraina, ha influenzato vari prodotti letterari, ma anche filmici e videoludici. C’è Chernobyl, la miniserie HBO del 2019; Stalker, il film profetico di Andrej Tarkovskij del 1979; ma anche S.T.A.L.K.E.R.: Shadow of Chernobyl, il videogioco cult del 2007 del quale vedremo finalmente un seguito a inizio 2022; e ci sono pure le serie di Metro o addirittura Fallout, il quale sebbene non riprenda così da vicino la catastrofe di Chernobyl, riesce sicuramente ad evocarla.

E da oggi, 28 luglio 2021, potremo aggiungere alla lista interminabile di prodotti ispirati alla catastrofe nucleare del 1986 anche Chernobylite, un gioco sì derivativo, ma al contempo originale, caratterizzato da un mix di generi molto particolare, che lo rendono un’esperienza decisamente singolare.

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Chernobylite 1

Il titolo, sviluppato da The Farm 51, già conosciuti per il horror del 2019 Get Even, arriverà su il 28 luglio al prezzo di 29,99 euro, ma sbarcherà su console (ed esclusivamente su PS4 e Xbox One) il 7 settembre, con una versione next-gen annunciata e prevista per fine anno. Chernobylite è un (prendete fiato) fps gdr horror gestionale che segue le vicende dello stalker Igor, il quale dovrà farsi strada nella zona di alienazione alla ricerca di indizi che lo conducano a Tatiana, la sua fidanzata scomparsa trenta anni prima durante il disastro di Chernobyl.

La zona di alienazione è stata ricreata fedelmente attraverso una scansione 3D, e nonostante una grafica non eccellente, caratterizzata da texture e modelli abbastanza grezzi, le ambientazioni riescono comunque ad essere molto suggestive, a tratti emozionanti. L’area del centro città di Prypiat, con l’iconica ruota panoramica e il parco, è semplicemente incredibile. Oltre al mondo reale, ci troveremo ad esplorare anche un’altra dimensione spaziotemporale, quella dei ricordi, anch’essa molto curata e affascinante.

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Sebbene l’illuminazione non sia certamente la punta di diamante di questa produzione, all’esterno la luce funziona molto bene e riesce a creare un’atmosfera di sospensione, mistero e desolazione pressoché perfetta. All’interno invece il contrasto fra la luce della torcia e l’oscurità degli edifici abbandonati avrebbe potuto essere reso diversamente.

Infatti, dato che le missioni vengono intraprese durante il giorno, l’oscurità non è mai totale, e il gioco non riesce a spaventare il giocatore nemmeno in presenza delle Ombre, le creature sovrannaturali che popolano la zona. L’elemento horror, in effetti, funziona solo a tratti: non c’è tensione, sia perché il gioco è in gran parte facile e non mette quasi mai in grande difficoltà il giocatore, sia perché il design delle creature non è abbastanza terrificante.

Nella stragrande maggioranza dei casi non vedremo mai i volti dei personaggi con i quali interagiremo, poiché saranno coperti dalla maschera antigas; una scelta consapevole, senz’altro, e che inficia solo di poco il coinvolgimento del giocatore nella storia, che si troverà davanti a dei corpi senza volto, ma che riescono ad esprimere comunque, anche visivamente, la loro individualità.

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Il design dei soldati del NAR che pattugliano la zona, così come quello delle altre creature che ci troveremo a dover affrontare, è essenziale e, nel caso dei soldati, abbastanza vario. Ci sono i soldati semplici, quelli con giubbetti ed elmetti rinforzati, i sergenti (ancora più pericolosi e resistenti), e altri ancora. Tra i nemici non umani troviamo invece le Ombre, caratterizzate da un look più abbozzato, che purtroppo non centra pienamente il bersaglio.

Il sonoro di Chernobylite è azzeccato e di qualità. Sia gli effetti ambientali che le musiche sono molto gradevoli e riescono, insieme alle ambientazioni, a coinvolgere il giocatore all’interno del mondo di gioco. Un mondo molto avvolto da un’aura di mistero e tutto sommato ben caratterizzato dal punto di vista estetico, ma anche da quello narrativo.

Un plauso va fatto per la realizzazione di una storia non lineare che, per una volta, funziona alla grande: a seconda delle scelte che faremo infatti cambierà il nostro rapporto con gli altri personaggi, e affronteremo gli eventi che il gioco ci proporrà in maniera diversa. L’impatto delle nostre decisioni è netto e tangibile, e per questo motivo Chernobylite è un titolo che si presta ad essere rigiocato da capo, nonostante alcune sequenze di gioco (molto limitate) ci permettano di rivedere le nostre decisioni passate e di cambiarle.

Da una parte la presenza di un sistema come questo è intrigante, e consente al giocatore di sperimentare, sapendo che potrà poi tornare sui suoi passi; d’altra parte, però, poter cambiare idea sulle decisioni prese inficia, anche se molto parzialmente, la rigiocabilità.

La storia di Chernobylite è ben scritta e ben sviluppata ma, a tratti, soffre di un ritmo leggermente troppo veloce, che non dà sempre il tempo al giocatore di sentire ciò che accade nel gioco, di venir coinvolto emotivamente al cento per cento. I dialoghi non sono mai ridondanti, vanno dritti al punto, e riescono a trasmetterci l’individualità del personaggio con il quale stiamo parlando. La localizzazione in italiano è ottima, e il voice acting (in inglese e in polacco) è convincente, ed è un altro elemento fondamentale per caratterizzare i vari soggetti bizzarri che incontreremo nella zona.

La scrittura dei personaggi è un po’ altalenante: mentre alcuni sono approfonditi in maniera soddisfacente, e hanno un certo spessore psicologico, altri sono invece quasi delle macchiette. Michail, ad esempio, è sempre scontroso, qualsiasi cosa dica e qualunque sia la situazione che bisogna affrontare.

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E Michail è solo uno dei vari personaggi che potremo reclutare e che faranno parte della nostra squadra, che dovrà lavorare per aiutare Igor a trovare Tatiana. La squadra di Igor si trova in una base disadorna e poco accogliente, almeno all’inizio, che deve essere migliorata e potenziata per poter accogliere sempre più persone.

Ogni mattina dovremo assegnare una missione a Igor e ai vari membri della squadra. Potremo scegliere fra missioni principali e secondarie, ma dovremo assegnare le missioni principali esclusivamente ad Igor. Una volta terminata questa riunione mattutina useremo la pistola spara-portali, alimentata a chernobylite (un materiale radioattivo che impareremo a conoscere molto bene), per raggiungere la zona e iniziare così la missione. Una volta terminata, torneremo in base e dovremo dividere le razioni di cibo fra gli occupanti della base, ovvero i membri della squadra, e occuparci di loro nel caso siano feriti.

Successivamente, prima di coricarci, potremo spendere parte delle risorse accumulate durante le missioni per migliorare la base con attrezzature di vario tipo: televisori e grammofoni per sollevare la psiche delle truppe; letti e divani per incrementare la comodità; ma anche banchi da e altro ancora. Le mattine sono quindi dedicate principalmente alle missioni, all’elemento action fps del gioco, mentre le sere sono il momento più prettamente gestionale.

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L’eterogeneità del gameplay è sicuramente uno degli elementi più interessanti e ben riusciti del gioco. Chernobylite ha infatti anche parecchi elementi , con un sistema di crafting davvero vario, ma allo stesso tempo intuitivo e molto accessibile. Durante le missioni troveremo parecchie risorse, specialmente se ci cimenteremo nell’esplorazione delle varie zone e nel completamento degli obiettivi secondari.

Queste risorse potranno poi essere utilizzate sia in base che durante le missioni, per creare armi, munizioni, medikit e unguenti utili a ridurre l’effetto negativo delle radiazioni, per esempio. Oltre alla barra della salute, infatti, dovremo prestare attenzione anche a quella della psiche, e all’effetto delle radiazioni. Far fuori altri esseri umani o entrare in contatto con le creature della zona ridurrà la nostra psiche, che è anche suscettibile alla quantità di cibo e alle comodità della base.

È importante, dunque, raccogliere abbastanza risorse e abbastanza cibo per mantenere in salute non solo noi stessi, ma anche la nostra squadra. I nostri stalker infatti avranno bisogno di un letto, di cibo e di farmaci, poiché nel caso in cui fossero fisicamente o psicologicamente troppo provati non potranno essere selezionati per andare in missione. Inoltre, ogni decisione che prenderemo durante le missioni influirà sul nostro rapporto con gli altri componenti della squadra, che potrebbero finire addirittura per abbandonarci, o per ostacolarci.

Chernobylite è dunque anche un gdr, un titolo che ci permetterà di dar vita ad un Igor buono e compassionevole, o spietato e cinico, a seconda delle scelte che opereremo. E mantiene anche il sistema di crescita del personaggio tipico del gioco di ruolo, ma con qualche particolarità.

Acquisiremo esperienza, saliremo di livello e otterremo dei punti abilità, da spendere poi alla base come meglio vorremo. E qui viene il bello: ogni personaggio che fa parte della nostra squadra infatti ci offrirà degli addestramenti specifici ai quali sottoporci per salire di livello nelle varie abilità. L’idea è decisamente interessante, ma la sua realizzazione purtroppo non è soddisfacente. Le prove infatti sono di una semplicità disarmante, al punto tale che sembrano solo una perdita di tempo più che un elemento di gameplay.

Inoltre non superare la prova non ha conseguenze, dal momento che la si può riprovare più volte. Sarebbero stati preferibili degli addestramenti più difficili, e che avessero potuto restituirci una progressione in quell’abilità che fosse proporzionata alla nostra prova. Per esempio: con un punto abilità si ha accesso alla prova di miglioramento della potenza di fuoco, che è un tiro al bersaglio. A seconda dei bersagli centrati e del tempo impiegato si ottiene un miglioramento più o meno impattante. Nello stato in cui sono ora, gli addestramenti purtroppo non hanno molto senso, e sembrano davvero essere un tutorial ripetuto, e dunque una perdita di tempo.

Durante le missioni potremo scegliere se affrontare i nemici a viso aperto, se assassinarli silenziosamente, o se aggirarli semplicemente, evitando lo scontro. Avremo a disposizione un revolver, un ak47, un fucile da caccia e un altro paio di armi. Poche, senza dubbio, ma completamente personalizzabili: dal grilletto alla canna, passando per il calcio e il caricatore. Ogni parte dell’arma sarà migliorabile e modificabile.

Inoltre un radar ci aiuterà durante l’esplorazione, indicandoci la quantità di radiazioni presenti nell’area e indirizzandoci verso le risorse disponibili in zona. Rivisiteremo le stesse zone più e più volte, quindi non preoccupatevi se non riuscite ad entrare in un palazzo o ad aprire una porta: ci saranno altre occasioni per farlo, forse anche troppe. Sì, perché nonostante le ambientazioni siano sicuramente ben realizzate purtroppo non sono molte, e alla lunga, considerando che tutte le missioni di Chernobylite si svolgeranno sempre nella stessa manciata di aree, tendono a stancare.

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Il combat system e l’esplorazione soffrono di un problema comune e sostanziale: l’assenza di corporeità dei personaggi. Igor è leggero, quasi come se non avesse un corpo, e sembra che voli, che fluttui attraverso le rovine di Prypiat. Non si avverte nessuna resistenza quando lo muoviamo, quando ci accovacciamo, quando saltiamo: nemmeno i suoi passi sono percepibili. E la stessa assenza di corporeità, di realtà, la si avverte nel combattimento, specialmente nello shooting. L’interazione fra il personaggio e gli altri elementi del gioco, che siano nemici o semplicemente l’ambiente circostante, è quasi nulla.

Lo shooting non restituisce alcun feedback al giocatore, che si vedrà costretto ad osservare la barra della vita dei nemici per capire se il colpo sia andato a segno o meno. E, nel caso in cui ci si trovi di fronte al nemico e non ci sia dubbio di averlo colpito, comunque la sensazione è quella di aver sparato ad un fantasma. Sebbene non sembri, questi non sono problemi da poco, poiché il movimento del personaggio è continuo e costante; e lo shooting, che dovrebbe essere l’elemento più soddisfacente per il giocatore, finisce per essere più un difetto che altro.

Il titolo ha una longevità che si aggira intorno alle 15-16 ore circa, che potrebbero aumentare o diminuire a seconda del vostro ritmo di gioco e di quante missioni secondarie scegliate di fare.

Tirando le somme, Chernobylite è un gioco sì derivativo, ma anche articolato e allo stesso tempo accessibile, che si caratterizza per un gameplay unico e sfaccettato.

Ci troveremo a dover gestire una base e dei compagni di avventure, e a destreggiarci fra le vaste possibilità di una storia non lineare molto valida, in cui ogni scelta avrà un impatto deciso e netto sull’avventura che vivremo. Avremo modo di combattere contro i nemici nel modo che preferiamo, il tutto mentre saremo immersi in un’atmosfera misteriosa e desolante, che arriva al cuore del giocatore tramite una colonna sonora azzeccata e delle ambientazioni da brividi.

Chernobylite insomma è sostanzialmente un buon gioco, nonostante possa risultare un po’ ripetitivo (specialmente a causa del riciclo delle sue ambientazioni) e la presenza di alcune problematiche tecniche, specie lato shooting, che ne compromettono discretamente la giocabilità.