Crisi delle memorie RAM: rivenditori giapponesi bloccano la vendita di PC mentre i prezzi esplodono

Crisi delle memorie RAM con rivenditori giapponesi che sospendono la vendita di PC

Il mercato delle memorie RAM sta attraversando una delle fasi più critiche degli ultimi anni, tanto da spingere alcuni rivenditori giapponesi a sospendere temporaneamente la vendita di PC completi per l’impossibilità di reperire modul i di memoria e altri componenti essenziali. Questo fenomeno, documentato da diverse fonti internazionali sia tecniche che economiche, non è isolato ma fa parte di una crisi globale delle DRAM che sta influenzando prezzi, disponibilità e prospettive di crescita dell’intero settore dei computer.

Domanda esplosiva e offerta sotto pressione

I prezzi della memoria DRAM e delle unità SSD sono saliti a livelli decisamente elevati nell’ultimo trimestre, con l’aumento della domanda da parte dei data center dedicati all’intelligenza artificiale come principale motore di questa impennata. L’allocazione progressiva delle linee di produzione verso memorie ad alta larghezza di banda e HBM destinate all’IA ha ridotto drasticamente la disponibilità di moduli per il mercato consumer. Questa dinamica ha portato i prezzi delle RAM mainstream a quadruplicare rispetto all’inizio del 2025, posizionandosi a livelli che rendono difficile l’inclusione di quantità adeguate nei PC da gaming e nei sistemi desktop standard.

In Giappone, dove il distretto di Akihabara rappresenta un punto di riferimento per l’elettronica di consumo, diverse catene di negozi e rivenditori di PC su misura hanno segnalato difficoltà nel mantenere scorte sufficienti di memoria e SSD, costringendo alcuni a sospendere ordini di PC preassemblati per tutto il periodo festivo e fino all’inizio del 2026. Questa decisione è stata presa per evitare di vendere sistemi incompleti e salvaguardare il servizio clienti di fronte a forniture instabili e prezzi fuori controllo.

L’effetto sul mercato globale dei PC

La crisi delle memorie non colpisce soltanto il Giappone. Secondo gli analisti di IDC, l’aumento dei prezzi delle DRAM e delle NAND sta già incidendo sulle previsioni di vendita dei computer a livello globale, con una potenziale contrazione del mercato PC fino al 9% nel 2026. L’incremento dei costi di componenti chiave come la RAM si traduce inevitabilmente in prezzi finali più alti per i consumatori e in cicli di sostituzione più lunghi, fenomeno che potrebbe far rallentare anche il segmento degli smartphone e di altri dispositivi elettronici.

Per molte aziende produttrici e rivenditori, la scarsità di memoria DRAM rappresenta una scelta obbligata: i produttori di chip sembrano preferire allocare la capacità produttiva dove i margini sono più redditizi, come nei server e nei sistemi per intelligenza artificiale, piuttosto che in sistemi consumer. Questo disallineamento ha portato anche aziende come Framework a rimuovere temporaneamente i moduli RAM dal proprio store per evitare speculazioni, mentre produttori di PC pronti a vendere desktop e laptop si trovano costretti a limitare o sospendere ordini fino a quando non sarà possibile garantire una fornitura adeguata.

Ripercussioni per consumatori e appassionati

Per consumatori e appassionati di PC, la crisi delle memorie si traduce in una scelta difficile tra pagare prezzi molto più alti o rimandare acquisti e upgrade. Il fenomeno si estende anche al mercato delle GPU, dove la scarsità di VRAM — anch’essa basata su chip di memoria DRAM — inizia ad aggravare la disponibilità di schede video ad alte prestazioni. In pratica, anche se componenti come CPU e GPU sono disponibili, l’assenza di memoria adeguata può bloccare l’intero ecosistema di vendita di computer nuovi.

Anche i produttori di hardware stanno cercando di adattarsi: aziende come ASUS stanno pensando di aumentare la produzione di schede madri compatibili con DDR4 per ridurre l’impatto dei costi delle DDR5 più moderne, mentre altri brand annunciano aumenti di prezzo nei loro prodotti a partire dai primi mesi del 2026 per riflettere i costi più elevati delle memorie e degli altri componenti.

Una crisi che potrebbe durare anni

Questa crisi delle memorie, trainata dall’inarrestabile domanda di chip da parte dei sistemi di intelligenza artificiale, non sembra destinata a risolversi in breve tempo. Senza significativi investimenti in nuova capacità produttiva o un riequilibrio della domanda tra segmenti AI e consumer, i prezzi potrebbero restare elevati e le dinamiche di scarsità potrebbero persistere per gran parte del 2026 e oltre. Per gli appassionati di tecnologia e per chi deve aggiornare o acquistare un PC, questo potrebbe significare prezzi più alti, disponibilità ridotta e scelte di acquisto più complicate nei prossimi mesi.

Fonte: Tom’s Hardware

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