Forza Horizon 5 Recensione (PC) – Playground colpisce e stupisce: è il migliore della serie?

Forza Horizon 5 Recensione PC Xbox

Ecco la recensione di Forza Horizon 5! Il titolo Playground Games, sarà disponibile dal 9 novembre ed è uno dei giochi più attesi di questo periodo caldo che ci porta dritti verso il Black Friday e successivamente le festività natalizie. Un’esclusiva Microsoft, per PC e Xbox, che gli iscritti a Xbox Game Pass potranno gustarsi dal day1 senza sborsare un euro oltre al costo del loro abbonamento! Siete pronti?

“Casa, il posto più bello della Terra, dove tutti sono i benvenuti. Insieme possiamo esplorare le meraviglie del Messico. Vivi l’esperienza della vera libertà. Sentiti VIVO. Andiamo insieme come amici…e come una famiglia. Ti stai chiedendo se siamo pronti per il passo successivo? Amico, una cosa che ho imparato seguendo Horizon ovunque…è che a volte, devi solo lasciarti andare e goderti il viaggio.

Forza Horizon 5 Recensione Gametime PC

Si apre così la campagna di Forza Horizon 5. Il nuovo capitolo della pluripremiata saga di Playground Games prometteva, sin dalla presentazione all’E3, di essere il miglior Forza Horizon di sempre, e questo andando ben oltre il sontuoso comparto grafico, che finalmente mostrava una frazione delle immense potenzialità di Xbox Series X.

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In Forza Horizon 5, la formula non cambia. I giocatori saranno nuovamente catapultati in un festival, questa volta ancora più grande e ambizioso di quello visto in Scozia. Per l’occasione, l’Horizon Festival si è spostato nel Messico, e Playground Games ha spiegato per filo e per segno il perché di tale scelta. Sono davvero poche le nazioni capaci di offrire una biodiversità così ampia e spettacolare, e giocando Forza Horizon 5 tale aspetto è stato ricreato accuratamente.

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La mappa di gioco è, senza alcuna ombra di dubbio, non solo la miglior mappa vista in un Forza Horizon ma anche una delle mappe più belle mai viste in un racing game open world. La varietà offerta dal titolo Playground Games è impressionante, e il Messico è davvero una meraviglia da esplorare. Con ben undici biomi diversi, possiamo dire addio a quel senso di monotonia visto in Forza Horizon 4.

In Forza Horizon 5 ci troveremo di fronte a foreste rigogliose, paludi, deserti che si perdono a vista d’occhio, spiagge sconfinate, campi pieni di girasole, un vero vulcano e la coloratissima città di Guanajuato. L’offerta proposta dal britannico è un vero tributo a questa splendida nazione, e un esempio di come si dovrebbe sviluppare una mappa in un racing game. Questo perché ci troviamo di fronte non solo a una mappa bella da vedere ma, soprattutto, una mappa bella da esplorare. Anzi, più che bella, goduriosa.

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Playground Games ha saputo confezionare, nei 108 kilometri quadrati che caratterizzano questo enorme parco giochi, un paradiso in cui osservare le meraviglie faunistiche del luogo mentre si vola con bolidi da 500cv. Forza Horizon 5 va infatti a sistemare tutte le criticità che contraddistinguevano il level design visto nel quarto capitolo. Diciamo pure addio all’autostrada orrenda e tortuosissima che attraversava la mappa scozzese; ora avremo un tratto lungo kilometri in cui sfrecciare a bordo delle nostre auto e toccare velocità impensabili.

Siete invece amanti del drifting? Nessun problema! La zona che porta al vulcano è infatti caratterizzata da un passo montano meraviglioso, dove poter pennellare le curve o, in alternativa, affrontarle in derapata. E per la gioia di tutti, si tratta di un tratto davvero lungo. Per gli amanti del Rally, sono presenti invece decine di km di strade sterrate dove scatenarsi con vetture a trazione integrale. Non mancheranno poi occasioni in cui sbizzarrirsi con enormi fuoristrada da Baja 1000, ovviamente, e dopotutto non potrebbe essere altrimenti visto che parliamo del Messico. Addirittura gli amanti delle prove a tempo avranno di che divertirsi, visto che il sito principale dell’Horizon Festival e collocato all’interno di un ottimo circuito. Insomma, non ci si può davvero lamentare.

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Ovviamente, la mappa di Forza Horizon 5 non è solo una bellissima vetrina. Playground Games ha infatti disseminato l’area di attività da fare.

Andando con ordine, in Forza Horizon 5 la modalità principale che caratterizza la campagna di gioco si chiama Avventura Horizon. Si tratta di una modalità carriera composta da ben sei programmi da completare, necessari per realizzare il miglior Festival Horizon di sempre. Ogni programma ha al suo interno degli obiettivi da completare di varia natura. Diversamente dai vecchi Horizon, questa volta le gare non sono l’unico aspetto su cui il si è concentrato. Avremo diverse gare a cui poter accedere, che spaziano dal correre su strada (circuito o sprint) al correre su tratti sterrati, passando poi per il Cross-Country fuoristrada e addirittura gare clandestine, ma non solo.

In Horizon 5, infatti, saranno presenti anche attività legate più all’esplorazione del luogo, attività in cui non è più l’auto ad essere protagonista ma il Messico stesso. In questa modalità prenderemo parte a vere e proprie spedizioni atte a scoprire segreti nascosti e paesaggi da cartolina. Avremo ovviamente totale libertà di scelta sull’ordine in cui intraprendere tali attività, e non esiste un ordine prestabilito da seguire. Il gioco stesso ci spingerà anzi a completare tutti gli obiettivi nell’ordine in cui desideriamo.

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In alternativa, potremo divertirci con i nostri amici e cimentarci nella Playlist Horizon, ossia una serie di sfide stagionali dalla durata di una settimana che ci permetteranno di vincere numerosi premi.

Queste sfide vanno dal correre in co-op contro i Drivatar al compiere abilità specifiche, passando poi per veri e propri giochi adattati al contesto automobilistico. Ritorna anche il The Eliminator, ossia la famosa Battle Royale introdotta in Forza Horizon 4. L’aspetto social del gioco è stato ampliato anche per quel che riguarda le auto, permettendo ora ai giocatori di poter regalare le proprie vetture mettendole in uno dei fienili sparsi nel gioco.

Questi regali, però, andranno a un giocatore casuale e non potremo scegliere dunque il destinatario. Una scelta, affermò Playground in uno dei suoi stream, atta a contrastare eventuali compravendite di veicoli. E se proprio le gare offerte dal non sono di nostro gradimento, potremo crearne di nostre con il potente editor interno, che ci permetterà di modificare moltissimi parametri della gara o varie modalità di gioco.

Forza Horizon 5 offre al giocatore anche la possibilità di ottenere dei “riconoscimenti”. Tali titoli ci saranno dati al conseguimento di determinati obiettivi, che vanno dal completare tutto l’albero Maestria di una vettura (che ci permette di ottenere abilità uniche e, in alcuni casi, addirittura un veicolo) al raggiungere un tot di punti abilità, fino al compiere prodezze con determinate vetture o vincere un numero precisato di gare. Il gioco saprà ricompensare a dovere sia con clacson e sia con auto di un certo livello, come ad esempio una Chevrolet Corvette C7 ZR1.

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Ovviamente, essendo Forza Horizon 5 prima di tutto un gioco di corse, è doveroso parlare di quest’ultime. In Forza Horizon 5 non avremo particolari novità rispetto al passato. Ad essere cambiato, però, è il design dei vari percorsi, influenzati dalla bontà della mappa. I percorsi sono ora ricchi di varietà, e alcuni sono anche molto tecnici. Non mancheranno poi percorsi storici della serie come il Goliath o il Colosso, gare dalla lunghezza di oltre 50km che copriranno tutta la mappa.

Sebbene comunque siamo rimasti soddisfatti dall’offerta di Playground, abbiamo avvertito una sensazione di déjà-vu percorrendo alcune delle tappe offerte dal gioco, come se fossero appunto percorsi ripresi da Forza Horizon 4 e adattati sulla mappa del 5, cambiando di fatto solamente l’ambientazione. Non è una cosa grave, per carità, semplicemente ci chiediamo il perché di tale scelta, vista le possibilità di avere una mappa così grande da cui attingere. Precisiamo, comunque, che si tratta di casi davvero sporadici, e il tutto si limita a specifiche aree di quei percorsi.

Più pesante è, secondo noi, come sono gestiti i checkpoint. Si tratta di un problema che la serie si porta dietro da ormai il primo capitolo e che sembra perdurare in eterno, ed è legato alla penalità in caso non si tocchi il checkpoint. Per chi non conoscesse il brand, in caso di mancato checkpoint (non causato per forza da un taglio volontario) il giocatore avrà cinque secondi per tornare indietro e toccarlo, pena un respawn brutale che ci farà perdere un’infinità di tempo.

È proprio nella perdita di tempo che sussiste il problema, dal momento che sono rari i tratti in cui si guadagnano effettivamente secondi su secondi. Una soluzione migliore potrebbe essere un rallentamento forzato, oppure una penalità di tempo che va ad aggiungersi poi a fine gara. Si tratterebbe senz’altro di una trovata meno penalizzante, soprattutto se consideriamo che i Drivatar non disdegnano dare qualche sportellatina di troppo.

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Nulla da recriminare, invece, sul modello di guida. Qui, senza giri di parole, si rasenta la perfezione, e forse la si è pure toccata.

Playground Games ha infatti continuato la sua strada nel rendere il modello di guida di Forza Horizon sempre più profondo, capitolo dopo capitolo. Nel quarto si ebbe già un salto qualitativo davvero importante, soprattutto per gli utilizzatori di volanti. Il gioco vantava infatti un force feedback che, su alcune auto, era davvero delizioso. Il si è ripetuto con il quinto capitolo, andando a migliorare ulteriormente sia il motore fisico di gioco, sia la compatibilità con le varie periferiche.

Il cambiamento più importante che vi segnaliamo riguarda il modo in cui l’auto effettivamente si comporta. Se siete abituati a Forza Horizon 4 è molto probabile che la prima curva finirà in maniera tragica. In Forza Horizon 5 le auto risultano effettivamente più pesanti e meno agili, soprattutto in frenata e nelle curve lente, e ci chiediamo se tale risultato non dipenda dallo studio fatto dal per implementare al meglio i volanti. Questi ultimi ora godono di un force feedback addirittura migliorato rispetto al quarto capitolo e, onestamente, non mentiamo se vi diciamo che esistono simcade o addirittura sim con un force feedback peggiore.

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Tutto ciò si riflette anche sulla scelta dell’auto, che dovremo fare prima di prendere parte ad ogni evento. Mai come ora è necessario avere l’auto giusta per il percorso giusto e con i potenziamenti più idonei.

Ora le auto si comportano in maniera più naturale e, soprattutto, prevedibile. A beneficiarne saremo noi, che ora proveremo differenze più marcate tra un veicolo e l’altro. Alcuni permettono addirittura di modificare l’assetto in tempo reale, come la stessa auto di copertina, ossia la Mercedes AMG-One. Quest’ultima con la semplice pressione di un tasto abbassa il proprio alettone, chiude gli sfoghi di pressione sul passaruota e alza l’altezza da terra. L’impatto non è solo notevolmente scenico, ma ha anche un vero effetto sulla guida. Con questa modalità infatti l’auto avrà una velocità sul dritto enorme, ma al contempo non riuscirà a risultare efficace in curva, perdendo anche dai 50 ai 60km/h in tratti specifici. Le vetture decapottabili, invece, con lo stesso pulsante ci permetteranno di richiudere il tetto.

Certo, nonostante queste accortezze, il team non ha tradito la natura arcade della serie. Potremo ancora scorrazzare nei campi con una Mercedes AMG One, semplicemente…beh, sarà molto più difficile farlo. Alla barra delle statistiche di ogni auto infatti è stata aggiunta la voce “fuoristrada”. Se non attueremo modifiche anche pesanti a una vettura sportiva, quest’ultima difficilmente riuscirà ad essere performante sullo sterrato, risultando a tratti anche frustrante.Ed è giusto così, ovviamente, dal momento che una Hypercar dovrebbe sfrecciare su asfalto, non sulla terra. Gli stessi potenziamenti, inoltre, andranno fatti con più premura.

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Salvo casi limite come il Goliath oppure il Colosso, dove rispettivamente si privilegiano velocità di punta e agilità nel misto, il gioco non premia particolarmente gli estremi. Non serve a nulla fare un’auto che punta solo alla velocità sul dritto se poi in curva è un pachiderma. Come Chapman insegna: less is more, “aggiungi cavalli e andrai veloce sul dritto, togli peso e andrai veloce ovunque”, diceva il visionario inglese. In Forza Horizon 5 più che mai (nella serie) tale concetto si applica alla perfezione, spingendo il giocatore a ricercare sì la potenza, ma senza sacrificare troppo la maneggevolezza.

Fortunatamente il ventaglio di personalizzazioni offerto dal gioco è come sempre molto ampio. Potremo ritoccare ogni aspetto della meccanica e della telaistica. Volendo, potremo stravolgere completamente un’auto montandole sopra il motore di un veicolo totalmente diverso. Si potrà pure scegliere se trasformare il mezzo e renderlo a trazione integrale, così da guadagnare spunto in partenza e rendere l’auto più controllabile.

È stata inoltre ampliata la possibilità di intervenire sul cambio e sui differenziali, offrendo ora al giocatore trasmissioni da gara che vanno dalle 6 alle 10 marce, quest’ultime molto utili nel fuoristrada. Per chi non mastica il genere racing, comunque, non c’è di che preoccuparsi, Forza Horizon 5 offre un ampio ventaglio di scelte che faciliteranno l’accessibilità. Questa accessibilità riguarda anche un filtro per daltonici sulla UI e la possibilità di inserire una voce audio per UI e dialoghi in chat.

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Ogni intervento legato al propulsore che andremo a fare, poi, impatterà anche sul sonoro, probabilmente l’aspetto su cui Playground Games si è soffermata di più. Forza Horizon 4 aveva infatti deluso i giocatori proprio per il sonoro, ambito in cui la serie Forza ha sempre offerto ottimi risultati, in alcuni casi anche eccelsi ( 4 e Forza Horizon per Xbox 360). I player si sono dunque sentiti un po’ traditi, e Playground Games ha raccolto ogni feedback possibile per non commettere lo stesso sbaglio. Il risultato, beh, è l’aver riavuto finalmente un Forza che sia non solo bello da vedere o da guidare, ma anche da ascoltare.

Playground Games ha infatti eseguito la registrazione di centinaia di vetture, così da poter avere campionamenti audio di altissima qualità. Le auto ora hanno un suono molto, ma molto più realistico e caratteristico, e finalmente possiamo dire addio agli stessi suoni appiccicati su decine di auto. Quello, per fortuna, è solo un lontano e brutto ricordo. Purtroppo alcune auto ancora necessitano di essere ricampionate, come la Carrera GT (che tuttora non ha toccato le vette ascoltate in Forza Horizon 2), ma in generale il lavoro svolto è davvero positivo. Tali registrazioni sono impreziosite poi dalla nuova tecnologia audio adottata da Playground Games.

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Forza Horizon 5 fa infatti uso del ray tracing, però lo applica in due modi diversi.

Il primo, legato alla grafica, si limita al solo Forzavista e fa un uso a dire il vero piuttosto basilare di tale tecnologia. Playground Games ha usato il ray tracing per ricreare le self reflections della carrozzeria, così che le parti dell’auto si riflettano tra loro. Il risultato è senz’altro notevole, per carità, e sicuramente impreziosisce i veicoli, ma non è un aspetto su cui dilungarsi troppo.

Discorso diverso è invece il secondo utilizzo di questa tecnologia, che tanto sta facendo discutere nella next-gen. Il team britannico ha infatti usato la tecnologia ray tracing nel comparto audio, affinché non sia la luce ad essere tracciata, bensì il suono. L’effetto ottenuto è clamoroso. Davvero clamoroso. Il modo in cui il suono si propaga nell’ambiente è di una naturalezza incredibile, e addirittura un piccolo ostacolo comporterà un cambio del suono della nostra auto. In campi aperti, ad esempio, il suono che arriverà alle nostre orecchie dopo aver accelerato sarà diverso rispetto al farlo in una città o in una zona montuosa.

È un qualcosa che effettivamente è anche difficile da descrivere a parole, e andrebbe provato con mano per capire di cosa parliamo, perché detto così non sembra nulla di diverso da quanto visto con altri racing, i quali semplicemente applicavano degli effetti per simulare la spazialità del suono. Qui invece è tutto applicato in tempo reale, è semplicemente il suono che rimbalza su ogni superfice dello scenario per poi tornare al nostro orecchio. Si tratta di uno dei modi più intelligenti per applicare tale tecnologia, soprattutto in ambito racing.

E non è solo il nostro apparato uditivo a godere, ma anche i nostri occhi. Senza giri di parole, Forza Horizon 5 graficamente non è solo uno dei migliori racing esistenti, ma uno dei migliori prodotti sfornati nell’industria.

Il ForzaTech splende come non ha mai fatto prima nella serie, offrendo un comparto grafico spacca-mascella. A colpire non sono tanto le auto, molte delle quali comunque realizzate in maniera superba, bensì l’ambientazione stessa. L’uso della fotogrammetria per catturare il cielo e il terreno di alcune zone dona al titolo un fotorealismo finora sconosciuto per la serie. Le texture hanno una risoluzione incredibile per un titolo cross-gen, e la vegetazione è rigogliosa e dettagliatissima. Vi diciamo solo questo: Playground non scherzava quando diceva che le spine dei cactus si potevano contare singolarmente.

Tutto ciò è stato poi impreziosito da un’illuminazione davvero di impatto. Il team ha infatti usato un sistema di illuminazione volumetrica molto avanzato, che risalta particolarmente soprattutto nelle zone boschive. La stessa cura è riservata anche al sistema climatico, con condizioni meteo visivamente spettacolari che spaziano da piogge torrenziali a vere e proprie tempeste di sabbia capaci di azzerare la visibilità. Queste calamità naturali, inoltre, saranno localizzate in luoghi specifici e le vedremo a km di distanza. Davvero sensazionale.

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Anche le auto meritano un paragrafo dedicato. In Forza Horizon 5 sono presenti oltre 500 vetture, 526 per la precisione. Il parco auto è davvero vario nell’offerta e va da hot hatch moderne agli ultimi ritrovati di tecnologia come la Mercedes AMG-One, dotata della stessa Power Unit utilizzata sulla Mercedes W06, auto con cui Lewis Hamilton vinse il Campionato Mondiale di Formula 1 nel 2015. Il tutto, ovviamente, adattato alla strada per renderla omologabile.

Di queste vetture, alcune sono ottenibili solo tramite ricompense stagionali o nelle Ruote della Fortuna, come le auto Forza Edition oppure veicoli particolari. Quattordici di queste, invece, sono nascoste nei vari fienili sparsi nel mondo di gioco, fienili che ci verranno segnalati di volta in volta. Purtroppo però il comparto auto di Forza Horizon 5 presenta anche diverse mancanze particolarmente gravi.

Ci riferiamo in particolare alle auto italiane, come Alfa Romeo, Abarth e Lancia, le quali non sono presenti nel gioco. Onestamente crediamo che tali veicoli verranno aggiunti successivamente in via gratuita, esattamente come accadde con le Mitsubishi di Forza Horizon 4, anche perché la loro assenza è inspiegabile. Nel video dedicato alla registrazione del sonoro, infatti, erano presenti proprio due Lancia.

In ogni caso, Forza ci ha sempre saputo offrire ottimi modelli, e Forza Horizon 5 non si smentisce. Veicoli come la Mercedes AMG-One sono modellati divinamente, così come la Chevrolet Corvette Stingray C8 o la Ford Bronco. Altre, però, mostrano il segno del tempo.

Ci riferiamo in particolare alle vetture risalenti ai Forza per Xbox 360, vetture che ormai mostrano un po’ di magagne. Una in particolare è poi totalmente sbagliata nelle proporzioni. Ci riferiamo alla Nissan Silvia S15, auto fortemente criticata nei Forza precedenti proprio perché riprodotta in maniera poco accurata rispetto non solo a quella reale, ma anche ad altri modelli di Nissan Silvia visti nella serie. È segno che certe vetture, dunque, andrebbero rimodellate da zero.

In tutte le auto, inoltre, ancora aleggia quel senso di “plasticosità” delle carrozzerie. Il team è riuscito a migliorare non poco questo aspetto intervenendo sul rendering dei materiali, e con alcune auto è anche stato quasi risolto del tutto, eppure ciò non si può dire per altri veicoli. Ci sono auto che in alcuni contesti appaiono come se fossero separate dallo scenario e quasi stonano con la meraviglia del mondo di gioco.

Anche i danni non hanno subito particolari stravolgimenti, e in generale consigliamo di disattivarli visto che l’auto si romperà facilmente dopo i contatti o salti troppo alti. Realistico, sì, ma abbastanza rognoso vista la natura del titolo. Anche esteticamente non sono stati fatti particolari passi avanti rispetto al quarto capitolo, risultando in danni abbastanza blandi.

Nonostante questa piccola sbavatura, il comparto grafico di Forza Horizon 5 non si può non definire grandioso, e negarlo è praticamente impossibile. Non basta questo dettaglio, per molti in realtà anche impercettibile, per scalfire quanto di buono ha fatto Playground Games.

La cosa bella? Questo comparto grafico così meraviglioso non grava particolarmente sul PC, anzi!

Doverosa precisazione: il PC su cui è stato eseguito il gioco è dotato di RTX 2060, Intel Core i5 4690 e 8GB di Ram. Voi penserete che tolta la scheda video, i requisiti siano appena superiori al minimo consigliato da Playground Games…e avete ragione. Ma nonostante tutto vi possiamo confermare che il gioco riesce a girare stabilmente sopra i 45fps con i dettagli impostati su elevato. Riuscendo a sopportare lo scoglio dei 30fps abbiamo addirittura potuto alzare il tiro, impostando tutto ad estremo.

Insomma, mica male se consideriamo che si parla di un setup che definire vetusto è poco. Ciò conferma quanto di buono fatto dal team per quanto riguarda l’ottimizzazione. Qualora non disponeste di un PC all’ultimo grido, dunque, non dovete preoccuparvi, perché la scalabilità del titolo Playground Games è davvero notevole. Il gioco è addirittura pregevole pure con dettagli bassi, e non scherziamo. Ovviamente, su PC di fascia alta il risultato è da strabuzzare gli occhi, soprattutto con framerate elevati.

In conclusione, Forza Horizon 5 è davvero sontuoso in ogni singolo aspetto.

Il capolavoro partorito dalle menti di Playground Games è esaltante e trasuda amore da ogni pixel, risultando in un vero tributo al Messico e al mondo dell’auto in generale, con tutti i limiti dettati dalla sua natura arcade e “caciarona”. Che siate giocatori casual o petrolhead accaniti, dunque, non potrete non amare quanto di buono fatto da Playground Games.

L’unica cosa di cui si sente la mancanza è un sistema di progressione più graduale e simile al primo Horizon, dove si partiva da un’auto scadente per scalare la vetta fino a diventare il Re del Festival. In Horizon 5 si comincia invece con ben tre auto, tra cui una Supercar. Insomma, si smorza non poco il senso di guadagnare soldi da investire in vetture potenti. Riconosciamo però che questo sia un discorso fortemente soggettivo, e di conseguenza non andrà a influenzare il voto, sarebbe ingiusto.

Ritornando al quesito iniziale: Forza Horizon 5 è il miglior capitolo della serie? A caldo diremmo di sì ma, ragionando a mente fredda, bisognerebbe poi analizzare come il team supporterà il gioco post lancio, e soprattutto cosa si inventerà il talentuoso studio britannico con le due espansioni. Nel frattempo, scaldate i motori. Il Messico vi attende!

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