[Gamescom 2016] Warhammer 40K Inquisitor: Martyr – Hands On

Uno dei giochi più trascurati di questa Gamescom ma al contempo una delle rivelazioni è sicuramente Warhammer 40K: Inquisitor, prodotto dai ragazzi di Neocore (ricordate la saga di Van Helsing? Ecco, loro).
Ambientato nell’oramai conosciutissimo universo della Games Workshop, Inquisitor è un action RPG hack & slash con visuale isometrica.
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Formata da sistemi planetari, che a loro volta si dividono in sottosistemi e successivamente nelle singole location, la prima cosa che colpisce è sicuramente la vastità delle zone esplorabili a nostro piacimento, senza nessuna restrizione. Già dall’inizio della campagna, della durata circa di sessanta ore, potremo infatti decidere di trascurare la nostra missione principale per dedicarci alla miriade di quest secondarie disseminate nelle varie costellazioni. Completare questi incarichi ci fornirà ovviamente dei vantaggi di vario tipo per le missioni della trama principale, rendendoci la vita più facile e sarà dunque importante scegliere quale bonus ottenere per primo.
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Per quanto il sistema di combattimento in sè non offra grandi novità di gameplay, l’IA del gioco è riuscita a distogliere la mia attenzione da questo difetto. Tutte le squadre nemiche con le quali ci troveremo a combattere saranno infatti guidate da un leader non solo in grado di comandare le truppe in modo efficiente, ma anche di mandarle in rotta nel qual caso venisse ucciso.
Tutte le unità, tanto quelle alleate quanto nemiche, potranno poi sfruttare gli elementi scenografici presenti sulla mappa per ripararsi dal fuoco ma attenzione, ogni singolo oggetto e ogni singolo muro potrà essere abbattuto e potrebbe causare effetti indesiderati. Il crollo di una colonna ad esempio procurerà danni a tutti coloro che vi si trovano al di sotto.
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Per il momento gli sviluppatori hanno annunciato la presenza di tre diverse classi, ma io ho avuto modo di provarne solo una. Ogni specializzazione sarà dotata delle proprie abilità peculiari, ma queste non dipenderanno solamente dal percorso scelto, ma anche dall’equipaggiamento che avremo a nostra disposizione e che potrà essere implementato attraverso un sistema di crafting molto ben sviluppato.

Warhammer 40K Inquisitor: Martyr è uno dei giochi più trascurati di questa Gamescom, ma al contempo una delle sue maggiori rivelazioni

All’interno dell’avventura dovremo poi fare i conti con diverse fazioni, con le quali potremo decidere di allearci o, perchè no, di entrare in aperto conflitto. Le scelte che prenderemo nei confronti di queste andranno ovviamente a influenzare la nostra campagna in modo diverso, aumentando la rigiocabilità di Inquisitor di una buona percentuale.
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Oltre alle fazioni ci saranno anche vari tipi di eventi globali, comuni a tutti i giocatori, che potranno prendere piede in diversi settori della galassia. Insomma, starà ai player decidere come evolvere il mondo di gioco multiplayer.

Nota negativa per il comparto tecnico invece, che, seppur privo di evidenti bug, non riesce a rimanere al passo con i tempi e a brillare.

Insomma, Warhammer 40K: Inquisitor è riuscito ad attirare la mia completa attenzione, pur se la grafica è risultata non ottimale, e i trenta minuti di gioco che mi sono stati concessi sono letteralmente volati. A questo punto non posso che aspettare trepidante la data di uscita, fissata per la fine di questo anno per PC e non ancora annunciata per Xbox One e PS4.