
I segnali che spingono “Golden”, brano del film di animazione KPop Demon Hunters verso un possibile Oscar 2026 si moltiplicano. La canzone ha infatti vinto ai Grammy Awards 2026 il premio per la miglior canzone scritta per un audiovisivo, diventando il primo brano k-pop a conquistare un Grammy in questa categoria. I fan sono rimasti forse un po’ delusi, perché la canzone era favorita anche per il prestigioso Grammy di Song of the Year, vinto invece da “Wildflower” di Billie Eilish.
Al di là dei riconoscimenti mancati e delle prospettive future, la vittoria ha già un valore simbolico enorme: rappresenta l’ingresso ufficiale del k-pop nella storia dei Grammy, non più come fenomeno laterale, ma come protagonista riconosciuto.
Un record per il brano e per EJAE
Oltre al premio vinto, “Golden” aveva ricevuto anche un’altra nomination e diverse candidature di rilievo. Il brano era infatti in corsa come canzone dell’anno, miglior interpretazione pop di un gruppo – attribuita alle immaginarie Huntr/x, protagoniste del film – e miglior registrazione remixata.
Il risultato più significativo riguarda però EJAE, coautrice del pezzo e interprete insieme a Audrey Nuna e Rei Ami. EJAE è diventata la prima americana di origine coreana a ricevere una nomination per la canzone dell’anno, un primato che va oltre il singolo premio e assume un forte valore culturale.
Il significato culturale di “Golden” ai Grammy
Già al momento della nomination, Audrey Nuna aveva sottolineato il peso simbolico di questo traguardo per la comunità coreano-americana, parlando apertamente di rappresentanza e orgoglio culturale. L’idea che “tre facce coreane” potessero salire su un palco di quel livello è stata descritta come un messaggio potente per le nuove generazioni, capace di mostrare ai più giovani cosa sia possibile realizzare nella propria vita.
In questo senso, “Golden” è diventata qualcosa di più di una semplice canzone premiata: un simbolo di visibilità e riconoscimento per il k-pop in un contesto storicamente poco permeabile a questo genere.
KPop Demon Hunters continua a collezionare record
Il successo musicale si inserisce in un percorso già straordinario per KPop Demon Hunters, produzione Sony Pictures Animation realizzata per Netflix. Il film aveva già stabilito un record come film originale più visto di sempre sulla piattaforma, e ai Grammy 2026 ha ottenuto anche una nomination come miglior compilation destinata a un audiovisivo.
La vittoria di “Golden” consolida quindi il ruolo del film non solo come fenomeno di pubblico, ma anche come progetto capace di incidere sull’industria musicale internazionale.
Voci, doppiaggio e un’identità musicale lasciata intatta
Nel film, EJAE, Audrey Nuna e Rei Ami prestano la voce solo alle parti cantate delle tre protagoniste, popstar che sul palco brillano mentre lontano dai riflettori combattono demoni. I dialoghi sono invece affidati ad Arden Cho, May Hong e Ji-young Yoo.
Nella versione italiana, una scelta significativa ha mantenuto le canzoni in lingua originale, mentre il parlato è stato doppiato da Giorgia Brunori, Camilla Marcucci e Beatrice Maruffa, preservando così l’identità musicale del progetto.
Un successo che va oltre i premi
Indipendentemente da ciò che accadrà agli Oscar 2026, la vittoria di “Golden” ai Grammy rappresenta già un punto di svolta. Non solo per il film o per le sue interpreti, ma per l’intero k-pop, che per la prima volta alza la testa e viene premiato in uno dei contesti più prestigiosi dell’industria musicale globale.
Un momento che difficilmente passerà inosservato, e che potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase di riconoscimento internazionale.










