
La piattaforma sociale X (ex Twitter) ha introdotto una nuova funzione basata sull’intelligenza artificiale Grok che consente a chiunque di modificare immagini pubblicate da altri utenti direttamente tramite AI, senza che il creatore originale debba dare il suo consenso. La novità, annunciata nei giorni delle festività, ha subito generato forti polemiche tra artisti, creatori di contenuti, fotografi e sostenitori della privacy digitale, preoccupati per le implicazioni di una tecnologia così potente e potenzialmente invasiva.
Un editor AI integrato e accessibile su tutte le immagini
La funzione di modifica immagini si attiva tramite un pulsante “Edit Image” che appare direttamente sulle foto e sui video pubblicati su X. Facendo clic o tenendo premuto sull’immagine, chiunque può scrivere un prompt testuale per richiedere a Grok di alterare quella foto o quel video: dal semplice cambio di sfondo alle trasformazioni più elaborate, la AI risponde generando immediatamente la nuova versione. Questo strumento è disponibile di default per tutti gli utenti, senza alcuna opzione per disattivarlo o per impedire ad altri di modificare un’immagine che hai condiviso tu stesso.
Ciò significa che qualunque immagine pubblicata in passato o presente su X può essere trasformata in pochi secondi con istruzioni testuali — compresi ritratti personali, fotografie di famiglia, opere artistiche o contenuti protetti da copyright. Il risultato è spesso realistico e convincente, e può essere poi visualizzato pubblicamente nel thread come commento o contenuto generato dall’IA.
Le reazioni: privacy, copyright e rischio deepfake
La risposta alla funzione non si è fatta attendere. Molti artisti digitali e creativi hanno espresso forte preoccupazione, sostenendo che permettere a chiunque di modificare le immagini altrui indebolisce la protezione delle opere originali, rendendo più facile la diffusione di immagini alterate senza rispetto del copyright o del volere dell’autore. Alcuni creator hanno persino dichiarato di considerare l’abbandono della piattaforma, spostandosi verso alternative come BlueSky o Instagram, dove non esiste una funzione simile.
La mancanza di un’opzione di opt-out o di impostazioni per impedire che altre persone possano modificare le tue immagini ha ulteriormente infiammato le discussioni. In pratica, una foto di famiglia o un ritratto privato condiviso pubblicamente può essere cambiato in modi che l’autore non desidera e non riceverà nemmeno una notifica di tali alterazioni. Alcuni utenti e fotografi hanno sottolineato che questo lascia tutti i contenuti pubblici a rischio di manipolazioni indesiderate, con effetti potenzialmente dannosi sulla reputazione e sulla privacy.
Rischi di disinformazione e creazione involontaria di contenuti sensibili
Oltre alle questioni legali, emergono anche preoccupazioni legate alla disinformazione e alla dignità delle persone ritratte. La possibilità di generare immagini modificate credibili può essere sfruttata per creare contenuti fuorvianti o addirittura offensivi, sviluppando ad esempio profonde alterazioni di foto innocue o generando falsi impressionanti che possono essere condivisi pubblicamente con ampia visibilità.
Alcuni rapporti riportano casi in cui utenti hanno ottenuto immagini alterate di persone in pose o contesti non voluti, e anche se in molti casi non si tratta di nudi integrali o contenuti espliciti, il semplice fatto che si possano creare versioni non consensuali di immagini altrui è stato sufficiente per sollevare allarmi sul potenziale abuso della tecnologia.
Possibili soluzioni e alternative per proteggere le immagini
Al momento non esistono impostazioni ufficiali per impedire ad altri di modificare le tue immagini con Grok su X. Alcuni utenti stanno sperimentando soluzioni alternative, come caricare immagini in formato GIF, poiché il pulsante “Edit Image” non appare su quel tipo di file, anche se questa è una soluzione imperfetta che riduce la qualità visiva e non blocca del tutto la possibilità di editing tramite download e ri-upload in altri strumenti di AI.
La discussione attorno a questa funzione ha anche riportato al centro del dibattito pubblico la questione del consenso digitale: allo stesso modo in cui nella vita reale la modifica del corpo o dell’immagine di qualcuno senza permesso è moralmente e legalmente problematica, molti esperti chiedono che lo stesso principio venga applicato alle immagini online. Finché non saranno implementate protezioni chiare, la paura di abusi — dalla manipolazione artistica alla diffusione di falsi sensazionali — resta alta.
Fonte: Wired










