Immortals: Fenyx Rising – Provato il nuovo action/adventure di Ubisoft

Immortals: Fenyx Rising lo avevamo già conosciuto. Lo avevamo visto infatti allo scorso E3, quando Ubisoft Quebec lo presentò col nome Gods & Monsters. Trailer che catturò immediatamente l’attenzione di molti videogiocatori per via dell’aspetto che potremmo definire atipico rispetto alle precedenti produzioni della casa di sviluppo francese.

Finalmente questo action-adventure ritorna, rinnovato nel titolo, sulla scena videoludica mondiale, e grazie ad Ubisoft abbiamo avuto la possibilità di poterlo provare in anteprima, con un hands-on della durata di due ore.

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Teatro di questa prova è stata una porzione di denominata “Le Terre della Fucina” facente parte di un’isola chiamata “Golden Island”. Sebbene fossimo galvanizzati dalla prospettiva di esplorare questo nuovo mondo, ci siamo accostati ad esso con cautela, non del tutto aperti ad una fiducia incondizionata. Con grande sorpresa, invece, ci siamo dovuti ricredere.

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Immortals: Fenyx Rising è un action adventure open world che esteticamente si presenta con un corredo artistico che si discosta dal realismo, abbracciando una svolta cartoonesca fortemente caratterizzata. Se in Zelda: Breath of the , la sfumata palette cromatica ispirava una visione quasi contemplativa e fiabesca della mappa, in Immortals la visione d’insieme risulta essere molto più decisa, grazie ad una spiccata saturazione dei colori ed un orizzonte che dona una sensazione di spazi più densi e concentrati.

Fin da subito, Ubisoft gioca benissimo le sue carte: l’entrata in game è stata affidata alle spassosissime voci narranti di Prometeo e Zeus, che ci hanno reso complicatissimo il compito di rivestire i panni del serioso critico di videogiochi, e ricordandoci l’atmosfera ironica di Kid Icarus, gioco Nintendo di parecchi anni fa.

La possibilità di poter affrontare una missione della trama principale ci ha permesso di esplorare, seppur superficialmente, una struttura di gameplay soddisfacente e varia, composta da un’amalgama ben equilibrata tra combattimento, enigmi ambientali e puzzle.

L’aspetto che ci ha stupito di più è stato il combattimento. Ci aspettavamo una riproduzione 1:1 del sistema di Assassin’s Creed: Odyssey ma (seppur la mappatura dei tasti sia la medesima), l’aggiunta delle schivate a mezz’aria, del lancio dei nemici, e un uso più fluido degli attacchi speciali durante l’azione ci hanno fatto assaporare un retrogusto decisamente più hack’n slash rispetto a quello degli Assassini. Ci è sembrato, sostanzialmente, un sistema facile ed efficace da padroneggiare nell’immediato, ma che lascia a noi tutto il divertimento nel masterarlo.

Con Immortals: Fenyx Rising, gli autori hanno decisamente lasciato la via della parametria del gioco di ruolo duro e puro, per affidarsi un sistema molto più snello e di semplice comprensione. Ogni arma o armatura ha un valore di base che si arricchirà di abilità attive o passive upgradandole di volta in volta, senza dover ricorrere a calcoli infiniti tra percentuali e caratteristiche specifiche.

L’armamentario presente in questo hands-on comprendeva ovviamente armature ed elmi, ma anche archi, armi leggere come le spade, o pesanti come l’ascia. Per tutti questi equipaggiamenti esiste una possibilità di customizzazione. Se in Odyssey venivamo sommersi da attrezzature di vario tipo, qui pare che siano limitate nel numero, e sinceramente non ne siamo così dispiaciuti.

Anche sul versante delle abilità si ha una semplificazione del sistema complessivo, liberandolo dal concetto di build in senso stretto. Ma, di fatto, sarà comunque necessario investire risorse per sbloccarle, e poter avanzare nell’esplorazione completa della mappa. Dovremo ad esempio imparare a nuotare, o acquisire la capacità di planare. Per quanto riguarda le abilità speciali, potranno essere non solo migliorate ma anche ampliate, garantendoci la capacità di scagliare oggetti direttamente contro i nemici, o lanciarli lontano da sé.

Proprio come si era ipotizzato ai tempi della prima presentazione del gioco, il nostro eroe avrà una stamina a cui rendere conto. Mosse speciali, o azioni come l’arrampicarsi ed il volare, necessiteranno dunque di una sua congrua gestione, ma non aspettatevi nulla di complicato: essa infatti si ricaricherà con una certa rapidità, e sarà anche possibile ampliarne il numero di slot dedicati.

In Immortals: Fenyx Rising non saremo da soli durante l’avventura, ma avremo a nostra disposizione un curiosissimo cavallo meccanico come destriero. E inoltre, trattandosi di un gioco Ubisoft, poteva forse mancare un amico volante? Ovviamente no, e appunto lo avremo. Ma invece della tipica aquila, ormai assunta a marchio di fabbrica, ci accompagnerà una splendida fenice, anch’ella oggetto di abilità speciali specifiche.

Sfortunatamente, vista la durata della prova, non ci è stato possibile verificare la qualità della trama o dell’eventuale lore del mondo di gioco, ma di sicuro abbiamo apprezzato il tono comico della narrazione in generale.

Sebbene all’uscita del trailer fosse stato frettolosamente etichettato come un Assassin’s Creed: Odyssey fumettoso, o come la copia di Breath of the Wild made in Ubisoft, le due ore passate insieme ad Immortals: Fenyx Rising ci hanno soddisfatto e sopratutto incuriosito.

Il titolo risulta assolutamente provvisto di un suo carattere originale, e fa trasparire il grande impegno profuso dallo studio canadese nel crearlo. Cosa che ci fa molto piacere nei riguardi di una software house spesso accusata di aver perso inventiva e passione per quello che faceva.

In buona sostanza, non vediamo l’ora di avere Immortals: Fenyx Rising tra le mani, e di godere delle sue mitologiche avventure.