Immortals: Fenyx Rising – Gli Dei Perduti – Recensione (PS5) dell’ultimo DLC

Con Immortals: Fenyx Rising – Gli Dei Perduti, conclude la trilogia di contenuti espansivi dedicati alle avventure mitologiche di Fenyx e di tutto il pantheon greco.

Un trittico davvero ben congeniato dallo studio canadese, che ha voluto dedicare ogni singola iterazione a una delle caratteristiche che compongono il ventaglio ludico del riuscitissimo gioco base. Se nel primo il focus era incentrato sugli enigmi, nel secondo si volgeva lo sguardo ad altre tradizioni di racconto mitologico come quello cinese. In quest’ultimo invece Ubisoft Quebec si è spinta più in là: nell’accentuare l’attenzione sull’azione, ha trasformato Immortals in un vero e proprio action- con visuale isometrica.

Un cambio di registro che non ci saremmo aspettati da una software house conosciuta per essere piuttosto fedele al proprio modello produttivo.

Banner-canale-Telegram-Gametime-Offerte-Tech
Banner Telegram Gametimers 2
Immortals Fenyx Rising: Gli Dei Perduti 1

Questa volta saremo alle prese con una nuova protagonista, la mortale Ash, che dovrà convincere alcune divinità transfughe dell’Olimpo a ritornare sui propri passi, nonostante le frizioni avute con Zeus. Ristabilire l’equilibrio per il bene della Terra: questa è la missione per cui verremo arruolati da Fenyx, ormai assunto/a a divinità della Coesione, e ci porterà ad attraversare le lande dell’Isola di Pirite, la nuova mappa di questa espansione.

Come abbiamo detto in apertura di recensione Gli Dei Perduti è il DLC che testimonia di più la voglia degli sviluppatori di sperimentare e creare formule nuove. Resta ovviamente il tono scanzonato ed ironico del racconto originario ma, per adattarlo alla nuova struttura, la modalità di dialogo è stata modificata: non avremo più scambi di battute servite da cutscene animate, ma da finestre che richiamano i classicissimi giochi di ruolo, strappandoci un nostalgico sorriso.

La sceneggiatura, in generale, sembra pensata come sequel diretto del gioco base, e il finale sembra veramente strizzare l’occhio alla possibilità di un futuro Immortals 2.

Immortals Fenyx Rising: Gli Dei Perduti 2

Senza ombra di dubbio il gameplay è il comparto che ha ricevuto lo stravolgimento maggiore: oltre alla visuale in isometria l’intero sistema di progressione è stato rivisitato in modo da rispondere coerentemente alla più marcata impronta action de Gli Dei Perduti.

Abbiamo assolutamente apprezzato questa visuale alla Baldur’s Gate ma, effettivamente, il cono visivo risulta essere troppo alto, tanto da rendere fastidiosa l’esplorazione del terreno di gioco. La svolta action è anche testimoniata dalla quantità di nemici che ci si frapporranno: gli scontri rivelano una nuova anima brawler, con gli avversari che appaiono a ondate mano a mano che li falcidiamo. Spariscono le tradizionali fiaschette della salute e dell’energia, per far posto alla raccolta di sfere specifiche che verranno perse dai nemici durante i combattimenti.

A differenza di Fenyx, Ash non possiede alcuna abilità (per esempio l’arrampicata), che limiterà le nostre iniziali opzioni di movimento ed esplorazione all’interno della composita mappa. Mano a mano che avanzeremo acquisiremo una maggiore libertà dinamica, e saremo in grado di procedere al backtracking delle zone prima inaccessibili. La varietà di situazioni ludiche come enigmi, scontri e dungeon resta ricca quanto nel gioco base.

In Immortals Fenyx Rising: Gli Dei Perduti la raccolta di materiali diventa un requisito essenziale per la crescita del personaggio: grazie ad essi potremo sbloccare slot nel ramo delle abilità nei quali incastonare le cosiddette Essenze. Quest’ultime sono indispensabili per un efficace sviluppo di attacco e difesa, e soprattutto ci garantiranno una buona personalizzazione dell’intero impianto offensivo e difensivo.

Di per sé la nuova struttura di progressione è ben concepita ma non del tutto facile da capire, data la non esagerata lunghezza del DLC (sette ore circa). A differenza di Immortals base il sistema di checkpoint è legato a doppio filo con quanto farmeremo in giro per la mappa: per poter salvare dovremo sacrificare un certo numero di frutti presso i vari altari sparsi per la mappa.

Insomma, siamo rimasti assolutamente sorpresi da questo Immortals Fenyx Rising: Gli Dei Perduti, che mantiene intatte alcune delle caratteristiche che ci avevano assolutamente convinto nel gioco base, come la varietà ludica e la spiccata ironia, pur cambiando genere di gioco.

Apprezziamo quindi tantissimo il lavoro compiuto da Ubisoft Quebec, che è riuscita a implementare questo inaspettato cambio di passo con intelligenza e guizzo. Purtroppo però alcune ingenuità tecniche, come la telecamera troppo alta e un sistema di progressione non del tutto ben calibrato, non ce lo hanno fatto amare fino in fondo.

Ma da giocatori, ancora prima che da recensori, ci sentiamo di dire che tutto il pacchetto Immortals: Fenyx Rising ci ha dimostrato, finalmente, che anche nella “Ubisoft che non cambia mai” qualcosa di bello stia succedendo.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7.8