Maneater (PlayStation 4) – Recensione: Il folle simulatore di squalo famelico

Maneater

Con una premessa folle quanto originale, Maneater ci mette nei sanguinari panni di uno squalo in cerca di un sadico cacciatore per ottenere la sua vendetta, un morso alla volta.

I toni documentaristici e il black humor della voce narrante si mescolano a un’ambientazione che balza costantemente tra il verosimile e la demenziale parodia della realtà, con risultati a dir poco spassosi. Tutto ciò che faremo sarà infatti commentato dal narratore della trasmissione, di cui il nostro squalo è protagonista, che sia la scoperta di un relitto sottomarino o un pranzetto a base di barracuda e coccodrilli.

Maneater, l'RPG che ci trasforma in squalo, nell'ultimo video ...

Sarà proprio mangiando che cresceremo e diventeremo sempre più pericolosi, fino a raggiungere dimensioni davvero imponenti ed in grado di minacciare anche le imbarcazioni più grosse. Ma il nostro asso nella manica saranno le temibili e fantasiose mutazioni che otteremo dalle varie attività, in grado di trasformarci in macchine mortali.

Le missioni, pur non brillando molto per varietà e tendendo ad una certa ripetitività, rimangono comunque divertenti nel corso di tutto il gioco; complici soprattutto la curva di crescita della nostra acquatica protagonista, unita ai diversi tipi di nemici e potenziamenti disponibili.

Sia chiaro: Maneater non è un gioco rivoluzionario. Ha anzi numerose difficoltà tecniche che spaziano da improvvisi cali di framerate ad un pessimo sistema di mira delle prede che, insieme, rendono particolarmente ostiche le situazioni più concitate.

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Ha però un carisma unico e spassoso, in grado di intrattenere per tutta la sua durata. Non si prende mai sul serio e ad ogni momento di apparente serietà seguirà qualche follia degna di un B-Movie su tornadi e squali. Più andrete avanti nella partita, più spererete in qualche potenziamento ancora più folle.

E non temete, non rimarrete delusi dalla stramberia delle mutazioni, realmente in grado di cambiare tanto l’aspetto del nostro squalo quanto il nostro approccio ai nemici, donandoci poteri decisamente improbabili. In questo senso il difetto più grande è forse la mancanza di ambizione del titolo, dato il numero contenuto di set e un tetto massimo per la crescita. Sarebbe stato divertente infatti vederci raggiungere davvero le dimensioni di un megalodonte e compiere imprese semplicemente assurde, magari sfidando una portaerei militare.

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Ma, a conti fatti, il titolo rischia già la monotonia nelle sue 15 ore e difficilmente potrebbe sostenerne altre senza colmare le proprie lacune. Con Maneater, il risultato finale è quello di un gioco equilibrato e divertente, seppur con un certo numero di difetti importanti, soprattutto sul lato tecnico.

L’idea è originale e, coi dovuti miglioramenti, meriterebbe di certo anche dei sequel. Se cercate un gioco diverso dal solito, ricco di black humor, esplorazione, potenziamenti e squali voraci, vale decisamente l’acquisto.

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