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MediaTek domina tra i processori per smartphone, ma la crisi delle memorie RAM la mette sotto pressione

MediaTek principale fornitore di chipset per smartphone ma colpito dalla crisi delle memorie

MediaTek si è affermata negli ultimi anni come uno dei principali fornitori di chipset per smartphone al mondo, superando concorrenti storici come Qualcomm, Samsung e Apple in termini di volumi di spedizione dei processori utilizzati negli smartphone, specialmente negli ultimi trimestri. Questo primato si deve in gran parte alla capacità dell’azienda taiwanese di fornire soluzioni SoC (System on Chip) competitive, ampiamente adottate dai produttori di dispositivi Android, e a una presenza molto forte nei mercati asiatici e nei modelli di fascia media e bassa.

Tuttavia, proprio la sua dipendenza dal mercato degli smartphone potrebbe rivelarsi un punto di vulnerabilità nell’attuale contesto tecnologico. Secondo un’analisi recente, oltre il 50 % dei ricavi di MediaTek nel terzo trimestre del 2025 è arrivato proprio dalla vendita di chipset per smartphone e questo lo espone in modo significativo alle oscillazioni nel mercato delle memorie e dei componenti.

La leadership di MediaTek nei chipset smartphone

La leadership di MediaTek nel mercato dei processori per smartphone è documentata dai dati delle società di analisi: secondo i rapporti più recenti, l’azienda ha guidato il segmento globale dei SoC per smartphone in termini di unità spedite, con volumi superiori a quelli di Apple, Qualcomm e Samsung negli ultimi trimestri. Questo risultato riflette la forte domanda per i suoi chip, in particolare quelli della serie Dimensity, che combinano performance solide con costi contenuti, rendendoli attraenti per un’ampia gamma di OEM (Original Equipment Manufacturer).

Negli ultimi anni MediaTek ha beneficiato anche della crescita del mercato 5G, poiché molti produttori di smartphone — in particolare cinesi — hanno scelto i suoi chipset per abbassare i costi di produzione mantenendo performance elevate. In alcuni trimestri ha superato la concorrenza proprio nel computo totale dei chip spediti, anche se non sempre è leader nelle entrate complessive, dove Apple mantiene la posizione dominante grazie ai prezzi più alti dei suoi dispositivi.

La crisi delle memorie RAM colpisce il modello di business

Nonostante questa posizione di forza, MediaTek rischia di essere uno dei produttori più colpiti dalla crisi globale delle memorie DRAM e delle NAND flash che sta interessando l’intero settore tecnologico. I prezzi di questi componenti essenziali per gli smartphone sono aumentati in modo significativo, con stime che parlano di un aumento fino a 70 % per la DRAM e circa 100 % per le NAND flash, complicando notevolmente la catena di approvvigionamento.

Questa situazione pone diversi problemi per MediaTek: da una parte, la scarsità e i costi più elevati di memorie RAM e flash possono aumentare il costo complessivo dei dispositivi finiti, riducendo i margini dei produttori di smartphone che montano chip MediaTek; dall’altra, la forte dipendenza da questi segmenti di mercato rende l’azienda più vulnerabile rispetto a competitor che possono contare su linee di ricavo più diversificate o producono anche altri tipi di componenti.

Secondo le analisi più recenti, la combinazione di forte dipendenza dai SoC per smartphone e l’aumento dei prezzi delle memorie potrebbe tradursi in una riduzione delle spedizioni complessive di smartphone nel 2026, soprattutto nella fascia bassa del mercato, dove i margini sono già molto sottili e l’incidenza dei costi dei componenti è maggiore.

Implicazioni per l’industria mobile

La situazione attuale solleva interrogativi importanti per l’intero comparto degli smartphone. Una crisi delle memorie prolungata potrebbe spingere molti OEM a rivedere le loro linee di prodotto o i piani di lancio, cercando alternative di approvvigionamento o rimodulando le specifiche tecniche per contenere i costi. Per un’azienda come MediaTek, che ha costruito la sua posizione proprio sulla domanda di chip di ampia diffusione, questo significa dover trovare nuove strategie per mantenere competitività, diversificare i ricavi e mitigare gli effetti della scarsità dei componenti.

Allo stesso tempo, la crisi della memoria sta avvantaggiando settori che possono assorbire i costi più alti o che stanno beneficiando della domanda generata dall’intelligenza artificiale, come i produttori di GPU e chip per data center, rendendo la competizione nello spazio dei semiconduttori ancora più complessa e dinamica.

Fonte: WCCFTech

FONTEWCCFTech

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