Home News MSI MEG X: il monitor AI che i pro-gamer definiscono praticamente un...

MSI MEG X: il monitor AI che i pro-gamer definiscono praticamente un “cheat”

MSI MEG X: AI che sembra cheat

MSI ha presentato al CES 2026 il suo nuovo monitor da gaming MEG X, un display ultra-wide QD-OLED da 34” con refresh rate a 360Hz e una suite di funzioni intelligenti basate su intelligenza artificiale. Oltre alla qualità visiva e alle specifiche tecniche di alto livello, il monitor integra funzionalità AI estremamente avanzate che stanno sollevando un acceso dibattito nella community di giocatori competitivi, tanto da essere considerate da molti come veri e propri cheat — cioè strumenti che forniscono un vantaggio ingiusto nei videogiochi.

Intelligenza artificiale integrata: assistenza o vantaggio sleale?

La caratteristica più discussa del MEG X è la suite AI Gaming, composta da sei strumenti che analizzano in tempo reale ciò che accade sullo schermo per intervenire automaticamente e aiutare il giocatore: tra questi AI Tracker (evidenzia personaggi e nemici), AI Vision+ (migliora la visibilità nelle scene buie), AI Scope (zoom automatico su target), AI Goggle (riduce l’effetto accecante delle flashbang), AI Gauge (mostra dinamicamente barre di salute o energia) e AI Scene (switch automatico dei profili in base al tipo di gioco). Tutte queste funzioni operano localmente nell’hardware del monitor e non tramite software del gioco.

Grazie a questo tipo di elaborazione on-display, non è necessario alcun supporto da parte degli sviluppatori e nessuna modifica ai file di gioco, rendendo questi strumenti difficilmente rilevabili da sistemi anti-cheat tradizionali. È proprio questa caratteristica che sta creando un acceso dibattito, perché può comportare vantaggi tangibili in titoli competitivi, soprattutto negli sparatutto in prima persona o nei giochi ad alta intensità visiva.

MSI MEG X: AI che sembra cheat

Dove finisce l’assistenza e dove inizia il cheating

Per molti pro-gamer e membri della community, le funzionalità AI del MEG X oltrepassano la semplice assistenza tecnica e si avvicinano a ciò che, nei contesti competitivi, viene considerato cheating. Questo perché strumenti come l’evidenziazione automatica dei nemici o il zoom intelligente su un target possono dare a un giocatore un vantaggio diretto sulle reazioni e sulla precisione rispetto a chi utilizza un monitor standard.

Nei commenti su forum e social è emersa una netta divisione di opinioni: alcuni utenti sottolineano che l’uso di IA di questo tipo in multiplayer competitivo potrebbe essere incompatibile con i regolamenti degli e-sport, tanto da pensare a possibili divieti o restrizioni in tornei ufficiali. Altri, invece, riconoscono l’innovazione tecnica, pur ritenendo che queste funzioni debbano essere disattivabili o riservate esclusivamente a modalità single-player o allenamenti.

MSI stessa consiglia ufficialmente di utilizzare le funzioni AI del MEG X nel gioco in singolo o per sessioni di pratica, piuttosto che in ambienti competitivi, proprio per evitare controversie legate alla correttezza del gioco.

Un futuro controverso per i monitor da gaming con AI

Il caso del MEG X apre una riflessione più ampia sul ruolo dell’intelligenza artificiale nell’hardware gaming, e su dove tracciare il limite tra beneficio tecnico e vantaggio sleale. Finora molte tecnologie hardware, come mira assistita o indicatori visivi, sono state gestite dai regolamenti e dagli anti-cheat; tuttavia, strumenti integrati direttamente nel monitor complicano ulteriormente la situazione, proprio perché operano al di fuori del controllo dei giochi stessi.

Se da un lato queste funzioni possono essere viste come un aiuto per l’accessibilità visiva o per giocatori con esigenze specifiche, dall’altro rischiano di creare diseguaglianze competitive che potrebbero portare a nuove regole di fair play o addirittura a esclusioni hardware nelle competizioni ufficiali.

Fonte: Gizmochina

FONTEGizmochina

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here