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NVIDIA potrebbe non lanciare nuove GPU gaming nel 2026: sarebbe la prima volta in 30 anni

Bilancia sbilanciata: GPU GeForce RTX in alto a sinistra, rack server AI in basso a destra, simbolo del focus NVIDIA sui data center

Per la prima volta in oltre trent’anni, NVIDIA potrebbe attraversare un intero anno senza lanciare nuove schede video dedicate al gaming. Non è un ritardo tecnico, né una questione di roadmap temporanea: secondo quanto riportato da The Information, l’azienda avrebbe deciso di rinviare qualsiasi aggiornamento della linea RTX 50 almeno al 2026, sacrificando di fatto il pubblico che l’ha resa dominante nel mercato PC. L’arrivo della serie successiva nel corso di quest’anno è fuori discussione. Il motivo non è un mistero. Si chiama AI.

L’AI ha riscritto le priorità di NVIDIA

Negli ultimi anni NVIDIA si è trasformata da azienda focalizzata su grafica e gaming a pilastro infrastrutturale dell’intelligenza artificiale globale. Data center, modelli generativi, sistemi di inferenza e training su larga scala sono oggi il vero motore economico dell’azienda.

I numeri lo raccontano meglio di qualsiasi dichiarazione ufficiale. Nei primi nove mesi del 2022, le GPU gaming rappresentavano circa il 35% del fatturato NVIDIA. Nello stesso periodo del 2025, quella quota è scesa intorno all’8%. Al tempo stesso, i chip per l’AI garantiscono margini nettamente superiori: circa il 65%, contro il 40% delle schede video consumer.

In un contesto simile, il gaming non è più una priorità strategica. È diventato un segmento marginale, utile per l’immagine, ma non più centrale per i conti.

La carenza di memoria accelera il distacco dai gamer

A complicare ulteriormente il quadro c’è la crisi globale delle memorie, alimentata proprio dall’esplosione dei data center AI. DRAM e NAND sono sempre più difficili da reperire, con prezzi in forte crescita e capacità produttiva dirottata verso i clienti enterprise.

Le GPU, per loro natura, dipendono in modo critico dalla disponibilità di memoria. In un mercato già sotto pressione, continuare a produrre schede gaming significherebbe sottrarre risorse a prodotti infinitamente più redditizi. La scelta di NVIDIA appare quindi brutale, ma perfettamente coerente con una logica industriale fredda e razionale.

Il risultato è che le RTX 50, già difficili da trovare, non avranno probabilmente una variante “Super” nel 2026. E, cosa ancora più significativa, anche la prossima generazione — la presunta RTX 60 — sarebbe stata spostata, con una produzione di massa che non partirebbe prima della fine del 2027.

Un segnale storico per il mercato PC

Che NVIDIA salti un intero ciclo di aggiornamento gaming non è solo una notizia di prodotto: è un segnale strutturale. In trent’anni, l’azienda non aveva mai rinunciato a presidiare annualmente il mercato delle GPU consumer. Farlo oggi significa ammettere che il baricentro del settore si è spostato altrove.

Per i giocatori PC, questo si traduce in meno scelta, meno concorrenza interna e prezzi che difficilmente scenderanno nel breve periodo. Per l’industria, invece, è la conferma che l’era in cui il gaming trainava l’innovazione hardware è finita. Ora è l’AI a dettare tempi, investimenti e priorità.

Il gaming come collateral damage

C’è anche un aspetto simbolico difficile da ignorare. NVIDIA è l’azienda che ha costruito il proprio mito proprio grazie ai videogiocatori, alle GeForce, alle battaglie generazionali e al progresso grafico spinto anno dopo anno. Vedere quel pubblico messo in secondo piano segna una frattura culturale prima ancora che commerciale.

Il messaggio è chiaro: se c’è da scegliere tra gamer e data center, tra la propria storia e il profitto NVIDIA non ha dubbi. E il fatto che questa decisione arrivi in un contesto di crisi delle memorie, prezzi in aumento e disponibilità sempre più limitata rende il colpo ancora più duro da digerire per il mercato consumer.

Il 2026 rischia così di passare alla storia non come un anno di transizione, ma come l’anno in cui NVIDIA ha ufficialmente smesso di considerare il gaming il proprio cuore pulsante.

FONTEEngadget

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