Observer: System Redux – Recensione (PS5): Il miglior titolo di Bloober Team ritorna

Ammettiamolo: dei polacchi Bloober Team stiamo aspettando tutti The Medium, horror/thriller psicologico che strizza particolarmente l’occhio a Silent Hill, e sembra davvero promettente. Ma non è affatto da sottovalutare il ritorno, per PC e console next gen, di quello che è ad oggi il loro migliore lavoro: Observer: System Redux.

Un lavoro di rifinitura prettamente tecnico, che mira a rinnovare l’aspetto estetico della produzione senza andare a stravolgere quelli che erano i suoi innegabili pregi, ma anche senza limarne i difetti. Nella versione da noi testata, quella PS5, abbiamo potuto valutare anche l’utilizzo delle funzioni aptiche del Dual Sense. Vediamo insieme come è andata.

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In Observer: System Redux interpretiamo il detective Daniel Lazarski, interpretato dal leggendario Rutger Hauer (che nel frattempo, ahinoi, ci ha lasciati). Il nostro obiettivo è quello di indagare su una chiamata ricevuta da nostro figlio, scomparso da anni, e tutti gli indizi portano a un fatiscente condominio e ai suoi misteriosi inquilini. La vicenda prenderà ben presto una piega molto misteriosa, tra assassini, lockdown (manco a farlo apposta), criminali di vario genere e allucinanti incursioni nelle menti dei personaggi secondari.

Lazarski infatti è un Osservatore, dotato di alcuni innesti che gli permettono di entrare nella mente del prossimo, e non c’è davvero niente di meglio per investigare che entrare nei ricordi e nei segreti delle persone o dei potenziali testimoni. Con questo stratagemma Bloober Team ci permette pure di approfondire tutto il lore dietro al devastato 2084 del mondo di gioco, grazie a storie secondarie interessanti e variegate (in Redux ne troveremo anche tre totalmente nuove).

La scrittura è di buon livello, e unita ad una buonissima rappresentazione di un futuro cyberpunk distopico, per quanto “classica” nella sua critica ai rischi dell’iper evoluzione tecnologica, contribuisce a restituire un’atmosfera generale davvero riuscita. Sicuramente il punto forte della produzione.

Lato gameplay, anch’esso quasi invariato, ci troviamo di fronte a un investigativo non eccezionalmente complesso, con alcune brevi incursioni nello stealth e nella risoluzione di enigmi tramite una meccanica di hacking, entrambe leggermente semplificate in questa versione. Lazarski può cercare indizi passando tra due tipi di visione speciale, quella biologica e quella tecnologica, ma la parte del leone la fanno sicuramente i dialoghi (spesso attraverso porte o interfoni) e l’esplorazione delle menti altrui.

Queste fasi “oniriche” sono un vero tour de force audiovisivo, tra orrore lisergico e accenni di pazzia, e non potranno che far salire una sensazione di disturbo al giocatore. Inquietudine ulteriormente accentuata (almeno su PS5) da un utilizzo intelligente del Dual Sense, che senza mai volersi ergere a protagonista come in un Astro’s Playroom, ci accompagna con le sollecitazioni giuste nei momenti giusti, come ad esempio l’apertura delle porte.

L’esperienza Observer: System Redux in ogni caso rimane basata più sull’immersione che su un gameplay particolarmente approfondito (ancora più dell’originale), ma riesce bene nei suoi intenti al netto di qualche problema nel ritmo, che non sempre è perfetto durante le circa otto ore necessarie a portarla al termine.

Graficamente Observer: System Redux è stato tirato a lucido, e anche questo non fa che favorire l’immersione e il realismo visivo. Il ray-tracing, attivabile a piacimento, migliora in maniera davvero esponenziale l’illuminazione ambientale, con riflessi e giochi di luce eccezionali, anche se la sua presenza rende difficoltoso il mantenimento del target di 60 fps. Visto il tipo di gioco però, non è un problema eccessivamente fastidioso.

Tutti i modelli poligonali sono stati ricreati e rianimati in maniera molto più convincente che in passato. Migliorate anche le texture, sia come risoluzione che come realizzazione vera e propria. La Cracovia dove è ambientato il gioco insomma non è mai stata così “bruttamente bellissima” da vedere, e non possiamo quindi che definire egregio il lavoro svolto da Bloober Team.

Observer: System Redux sembra ancora Observer, ma rimodellato in chiave next gen senza comprometterne minimamente la già ottima visione artistica di partenza.

Senza dubbio, Observer: System Redux è la versione da acquistare se si vuole affrontare la disturbante esperienza di Bloober Team. Ogni intervento sull’opera originale è stato migliorativo, sia in termini visivi che di immersione, e il lavoro è assolutamente da premiare, giustificando il prezzo (comunque ridotto) a cui è venduto.

Ricordiamo che lo potete giocare dal 12 novembre su PC, PS5 e Xbox Serie X.