
Il 2025 doveva essere un anno da incorniciare per Obsidian Entertainment. Tre giochi pubblicati in dodici mesi, un consenso critico diffuso e due RPG — Avowed e The Outer Worlds 2 — finiti spesso nelle classifiche di fine anno. Eppure, qualcosa non ha funzionato dove conta di più: le vendite.
Il quadro emerge da un approfondimento pubblicato da Jason Schreier su Bloomberg, che ha ricostruito l’annata record dello studio Xbox e ne ha messo in luce anche le fragilità. Secondo il CEO Feargus Urquhart, i due RPG non hanno raggiunto gli obiettivi commerciali prefissati. Non un fallimento, ma nemmeno il risultato che giustifica investimenti e tempi così lunghi.
Sei anni di sviluppo sono ancora sostenibili?
Avowed e The Outer Worlds 2 hanno richiesto oltre sei anni di sviluppo ciascuno, un dato che pesa più delle singole copie vendute. Urquhart non parla di errori clamorosi, ma di un campanello d’allarme chiaro: il rapporto tra costi, tempi e ritorno economico va ripensato. L’idea, ora, è ridurre il ciclo produttivo a tre o quattro anni, un obiettivo che segna una svolta concreta nel modo in cui Obsidian intende affrontare i prossimi progetti.
Il punto non è la qualità — raramente messa in discussione — ma la sostenibilità di RPG di grandi dimensioni in un mercato dove l’attenzione del pubblico è sempre più frammentata e l’offerta cresce a ritmi serrati.
Il paradosso Grounded 2
A rendere il confronto ancora più netto c’è Grounded 2, sviluppato in circa tre anni e diventato, al contrario, un successo commerciale rilevante. Un progetto più compatto, meno ambizioso sul piano produttivo, ma capace di raggiungere il pubblico giusto al momento giusto.
Il messaggio che filtra è difficile da ignorare: non servono troppi anni di sviluppo per vendere milioni di copie. Anzi, in alcuni casi, un perimetro più controllato può tradursi in risultati migliori.
Niente The Outer Worlds 3, almeno per ora
La conseguenza più evidente riguarda il futuro della serie: The Outer Worlds 3 non è attualmente in sviluppo. Una decisione che riflette direttamente le performance del secondo capitolo. Questo non significa però un abbandono totale dell’universo narrativo: sono previsti nuovi contenuti per The Outer Worlds 2, mentre i prossimi progetti dello studio torneranno a muoversi nel mondo di Avowed, condiviso con Pillars of Eternity.
Il messaggio di Urquhart resta pragmatico e, per certi versi, disarmante nella sua semplicità: fare giochi che le persone vogliano giocare e comprare. Il 2025 di Obsidian dimostra però quanto oggi queste due cose non siano più automaticamente collegate — nemmeno quando la critica è dalla tua parte.










