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PlayStation chiude Bluepoint ma poi chiede quali remake vogliamo: il post scatena la rabbia dei fan

PlayStation chiede quali remake vogliono i fan dopo la chiusura di Bluepoint, immagine evocativa di Bloodborne

PlayStation è finita al centro di una polemica che molti fan definiscono paradossale. Ricordate lo scalpore per la chiusura di Bluepoint Games, studio acquisito da Sony nel 2021 e famoso per alcuni dei remake più apprezzati degli ultimi anni? Evidentemente in buona fede e non considerando le implicazioni, l’account ufficiale PlayStation Germany ha pubblicato un post sui social ponendo ai fan una domanda apparentemente innocente: quale gioco PlayStation vorreste vedere rifatto con un remake?

Un messaggio che, nel contesto della chiusura dello studio che più di tutti era specializzato proprio in questo tipo di produzioni, è stato percepito da molti utenti come un clamoroso scivolone nella comunicazione.

Il post social che ha fatto infuriare i fan

La discussione si è subito trasformata in un’ondata di critiche. Molti utenti hanno fatto notare la contraddizione: Sony ha deciso di chiudere uno studio celebre proprio per i remake, e poi chiedeva alla community quali classici avrebbe voluto rivedere rifatti.

La reazione della community è stata così negativa che il post è stato successivamente rimosso dall’account Twitter/X di PlayStation Germany. Come spesso accade online, però, nulla scompare davvero: screenshot e copie del messaggio continuano a circolare in rete.

Bluepoint, lo studio dei remake chiuso dopo cinque anni

La vicenda è ancora più difficile da comprendere se si considera il ruolo che Bluepoint aveva costruito negli anni. Lo studio era diventato celebre per alcuni dei remake più curati e tecnicamente impressionanti del settore, tra cui Demon’s Souls e Shadow of the Colossus, ma anche per numerose collection remaster come Uncharted: The Nathan Drake Collection, Metal Gear Solid HD Collection e The Ico&Shadow of the Colossus Collection.

Proprio per la qualità di questi lavori Sony aveva deciso di acquisire ufficialmente Bluepoint nel 2021, integrandolo nella famiglia PlayStation Studios.

Da allora però lo studio non ha pubblicato alcun remake o remaster sotto il marchio PlayStation, una situazione che oggi appare ancora più strana alla luce della decisione di chiuderlo.

Il progetto su cui lavorava Bluepoint

Secondo le informazioni emerse, durante il periodo sotto il controllo diretto di PlayStation lo studio avrebbe lavorato principalmente su un progetto multiplayer ambientato nell’universo di God of War.

Si trattava di un progetto piuttosto lontano dalla specializzazione dello studio, storicamente concentrato su remake e remaster.

Quel titolo, però, è stato cancellato, lasciando Bluepoint senza un progetto principale. Una situazione che avrebbe contribuito alla decisione finale di chiudere lo studio.

La strategia live service di PlayStation

Negli ultimi anni Sony ha cercato di espandere la propria presenza nel mercato dei giochi live service, investendo su titoli multiplayer persistenti.

Su questo tema è intervenuto anche Shuhei Yoshida, ex dirigente PlayStation, spiegando che gli studi interni non vengono obbligati a sviluppare giochi live service, ma che queste scelte derivano da una collaborazione tra team e management.

Nonostante queste dichiarazioni, molti osservatori continuano a chiedersi perché uno studio noto per i remake sia stato spinto verso un progetto multiplayer che non rientrava nelle sue competenze principali.

Le proteste dei fan e l’effetto su altri giochi

La polemica non si è limitata alla discussione online. Secondo quanto riportato da diversi commentatori della community PlayStation, la frustrazione legata alla chiusura di Bluepoint si sta riversando anche su altri progetti in arrivo.

Tra questi c’è Marathon, il nuovo sparatutto sviluppato da Bungie (ndr: che uscirà domani). Alcuni fan hanno dichiarato di aver annullato il preordine del gioco come forma di protesta, collegando direttamente la decisione alla gestione recente dei PlayStation Studios.

Una vicenda che continua a sollevare domande

A oggi restano molte domande senza risposta. Non è chiaro perché Sony abbia deciso di acquisire uno studio specializzato in remake, non assegnargli progetti coerenti con la sua esperienza e poi chiuderlo cinque anni dopo.

E proprio per questo motivo il post pubblicato da PlayStation Germany – con la domanda su quali remake i fan vorrebbero vedere in futuro – è stato percepito da molti come il simbolo perfetto di una strategia difficile da comprendere.

FONTETheGamer

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