
Il trimestre natalizio è sempre il momento della verità per l’hardware. Ed è proprio lì che PlayStation 5 mostra il primo vero segnale di rallentamento commerciale. Nei tre mesi chiusi al 31 dicembre 2025, Sony ha spedito 8 milioni di console, contro i 9,5 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Un calo netto, pari a –15,7%, che pesa direttamente sui ricavi hardware.
Il dato diventa ancora più significativo se allargato ai primi nove mesi dell’anno fiscale: 14,4 milioni di PS5 distribuite, contro 15,7 milioni nel periodo equivalente precedente. Numeri che raccontano una piattaforma entrata in una fase più matura del suo ciclo vitale, proprio mentre il mercato si aspettava il massimo sprint.
Meno console, meno fatturato hardware
Il riflesso diretto di questo rallentamento è sui conti. Nei nove mesi, le vendite hardware hanno generato ¥1,18 trilioni (circa 7,5 miliardi di dollari), segnando un –8,5% anno su anno. Guardando al solo terzo trimestre, il colpo è ancora più visibile: i ricavi hardware scendono del 15,1%, fermandosi a ¥614,8 miliardi (3,9 miliardi di dollari).
È un dato che pesa, soprattutto perché arriva nel periodo tradizionalmente più forte dell’anno. Ma non racconta tutta la storia.
Il software regge, e anzi cresce
Se l’hardware frena, il software continua a muoversi nella direzione opposta. Durante il trimestre natalizio sono stati venduti 97,2 milioni di giochi, in crescita rispetto ai 95,9 milioni dell’anno precedente. Ancora più rilevante è la quota first-party: 13,2 milioni di unità, contro 11,6 milioni nello stesso periodo del 2024. Conseguenza anche della maggior base installata nel tempo.
Il titolo simbolo del trimestre è Ghost of Yōtei, sviluppato da Sucker Punch Productions, che ha già superato 3,3 milioni di copie vendute dal lancio del 2 ottobre 2025. Un risultato che conferma quanto le produzioni interne restino centrali nel sostenere l’ecosistema PlayStation, soprattutto quando l’hardware non traina più da solo.
Digitale e servizi tengono in piedi il sistema
A bilanciare il calo hardware ci pensano sempre più i servizi e il digitale. Le vendite digitali di giochi e contenuti aggiuntivi crescono del 6%, raggiungendo ¥761,5 miliardi (4,8 miliardi di dollari). Anche i servizi di rete fanno segnare un progresso deciso: ¥199,2 miliardi (1,2 miliardi di dollari), con un aumento del 12,6% anno su anno nel trimestre.
Il risultato è che, nonostante il calo delle console, il segmento Game & Network Services riesce comunque a contenere i danni: nel terzo trimestre i ricavi scendono del 4,1% a ¥1,61 trilioni, ma l’utile operativo cresce in modo marcato.
Più utenti, più ore giocate
Un altro segnale chiave arriva dalla base utenti. A fine trimestre, gli utenti attivi mensili salgono a 132 milioni, contro i 129 milioni dell’anno precedente. Sony parla apertamente di un record storico di account, accompagnato da un aumento delle ore di gioco complessive.
È un indicatore importante: meno console vendute non significa meno persone nell’ecosistema. Anzi, la piattaforma continua ad assorbire tempo, attenzione e spesa da una base installata ormai enorme.
Sony guarda avanti, senza allarmismi
Nel complesso, Sony chiude i nove mesi con ricavi totali in crescita del 2,3% e un utile operativo in aumento del 21%, fino a ¥1,3 trilioni (8,2 miliardi di dollari). Il gruppo alza anche le previsioni per l’intero anno fiscale, stimando per il comparto Games & Network Services ricavi pari a ¥4,6 trilioni (29,2 miliardi di dollari), meglio delle stime precedenti.
Il messaggio che emerge dai numeri è chiaro: PS5 vende meno, ma PlayStation guadagna di più. Il peso dell’hardware diminuisce, mentre software, servizi e utenti attivi diventano il vero baricentro del business.










