Ratchet & Clank Trilogy – la recensione

PlayStation 2 ha visto la nascita di tante nuove IP di successo, ancor più di quanto sia accaduto con PlayStation 3 o con la neonata PlayStation 4. Alcune di queste hanno avuto un riscontro sul mercato molto importante, e si sono sviluppate in più capitoli. La serie Ratchet & Clank ha avuto la fortuna di appartenere a questa categoria di giochi, ma anche la sfortuna di essere un brand lasciato al suo destino, con degli ultimi capitoli sottotono e decisamente non esaltanti. Sebbene ogni elemento lasci pensare che le avventure del meccanico Lombax e del suo amico metallico stiano per volgere al termine, Sony ha deciso di “resuscitare” una delle sue saghe del passato, affidandosi al filone dei videogiochi remastered. Prima è stata la volta di Ratchet & Clank Trilogy, uscito per PS3 nel 2012, ora la stessa collection in HD è stata riproposta su PlayStation Vita.
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Il risultato non è quello sperato, e non è possibile passare sopra a certi difetti che arriverei a definire titanici.

Originariamente sviluppata sotto le sapienti mani di Insomniac Games, questa riedizione in alta definizione è stata invece affidata, come accade solitamente per questo genere di progetti, a un team che non c’entra proprio niente con l’universo di Ratchet & Clank, cioè Mass Media Inc. Inutile nasconderlo, il risultato è, purtroppo, un disastro: la versione PS3, benché non fosse particolarmente brillante, non presentava di certo tutti i problemi che si possono riscontrare, invece, sulla console portatile di casa Sony. Si è lavorato in maniera palesemente svogliata, senza porre nessun tipo di cura sul prodotto, e senza il desiderio di far uscire sul mercato un titolo che avesse una qualsivoglia sembianza di software che fosse pronto per l’utilizzo da parte dell’utente finale.

L’input lag è imbarazzante: scordatevi di saltare o sparare quando volete.

La trilogia per PS Vita di Ratchet & Clank, a partire dal primo episodio, rappresenta un climax discendente di bug e problemi tecnici. Quando vi troverete di fronte al primo filmato, l’espressione del vostro viso assumerà pose di assoluta incredulità: avrete davanti, infatti, un video in 4:3, sì, avete capito bene… e come se non bastasse, la risoluzione sarà indecente. Ma questi problemi rappresentano solo la punta di un iceberg decisamente grande: la giocabilità è influenzata negativamente da un framerate ballerino e decisamente antipatico. Le texture sono sgranate e orribili alla vista, manca un filtro anti-aliasing, e le scalette riportano alla mente i tempi andati di PS2, ovviamente non in senso positivo.

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Si è lavorato in maniera palesemente svogliata, senza porre nessun tipo di cura sul prodotto.

La qualità va leggermente migliorando quando si ha a che fare con i capitoli più recenti, ma rimangono problemi insormontabili. L’input lag è imbarazzante: scordatevi di saltare o sparare quando volete: quando vi troverete in quelle situazioni prettamente platform per cui vi serviranno riflessi pronti per poter procedere nel livello, dovrete scendere a patti con una risposta agli stimoli di input aberrante. In un videogioco, lo sappiamo, è necessario se non fondamentale conoscere i comandi che permettono al personaggio che si sta utilizzando di compiere delle azioni… bene, qui non è sufficiente. Sarà messa alla prova anche la vostra capacità nell’adattarvi al ritardo della risposta alla pressione dei tasti. A proposito di questi ultimi: la scelta di affidare ai dorsali di PS Vita l’atto di accovacciarsi e la modalità in prima persona è a dir poco opinabile, dato il rarissimo utilizzo che si fa di queste due meccaniche di gameplay. È quindi assente la possibilità di bloccare la visuale, e di eseguire schivate laterali, una mancanza che va a inficiare un’esperienza di gioco basata principalmente su questo fattore. Entra in scena allora un sistema di targeting automatico che, indovinate un po’, non funziona come dovrebbe.
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Le boss fight rappresenteranno un incubo da cui sarà difficile svegliarsi, e le imprecazioni non tarderanno ad arrivare, riempiendo le vostre camere da letto o il mezzo pubblico che avete preso per andare a scuola o al lavoro, di parolacce e altre brutte cose.
Ciliegina sulla torta dei problemi di natura tecnica, è la compenetrazione poligonale, che troverete sia in-game sia durante le cut-scene. Unitamente alla fantastica (si fa per dire) e incredibile interruzione della musica che avverrà mentre starete giocando, e alla incapacità di avere un HUD che si adatta allo schermo della console portatile della casa di Tokyo.

Sarà messa alla prova anche la vostra capacità nell’adattarvi al ritardo della risposta alla pressione dei tasti.

In conclusione, ci troviamo di fronte a un titolo che ha accompagnato molti di noi durante il periodo in cui Sony la faceva da padrone con una console come PlayStation 2, che ci ha regalato tanti prodotti di qualità come la serie di Ratchet & Clank. Dodici anni dopo è stata data la possibilità agli utenti PS Vita di rigiocare (o giocare per la prima volta) questa perla del passato, ma l’intento non è riuscito per colpa di una riedizione fatta senza cura, con il solo scopo di essere portata a termine perché lo si doveva fare. Il risultato non è quello sperato, e non è possibile passare sopra a certi difetti che arriverei a definire titanici. Difficile che la nostalgia, da sola, possa far cambiare le sorti di un giudizio basato su una oggettiva incapacità nel giocare al titolo, dovuta ai suoi numerosi e imbarazzanti problemi tecnici.