Styx: Shards of Darkness – Recensione

Indietro
Successivo

Pelle verde

I goblin, nel contesto fantasy generale, sono solitamente visti come carne da macello, i classici avversari da eliminare durante gli inizi di un qualsiasi GDR per poter aumentare di livello, spesso considerati stupidi e codardi. Difficile pensare di creare un videogioco con protagonista proprio un membro di questa razza, soprattutto senza stravolgere gli stereotipi elencati prima.

Styx è uno stealth game duro e puro, non c’è spazio per l’ azione diretta.

Gli sviluppatori francesi di Cyanide Studios invece hanno deciso di puntare proprio sui goblin e su altre razze nemiche degli umani secondo i classici canovacci fantasy, creando la serie Styx; iniziata nel 2012 con Of Orcs and Man, un action RPG, la saga si è poi concentrata sul coprotagonista del precedente titolo, Styx, un goblin astuto e letale, che ha dato vita a una nuova serie tutta sua incentrata soprattutto sulle meccaniche stealth. Il primo titolo, chiamato Styx: Master of Shadows, uscì nel 2014, ricevendo un discreto seguito di pubblico, e in questo 2017 è da pochissimo arrivato il suo seguito, Styx: Shards of Darkness, oggetto della nostra prova.

Indietro
Successivo
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7.5

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.