Super Mario RPG: Il meraviglioso restauro di un classico immortale. Recensione (Nintendo Switch)

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Sono molte le produzioni che hanno permesso al mondo dei videogiochi di diventare un vero e proprio fenomeno culturale. Esperienze visive e interattive che hanno segnato l’esistenza d’innumerevoli persone, le quali possono farsi trascinare da ricordi, sensazioni ed emozioni a esse associate. Tra le grandi glorie, che hanno permesso tutto questo, è impossibile non citare l’eterna e versatile serie di Super Mario, tra cui la sua ultima pubblicazione per SNES. Ci stiamo riferendo a Super Mario RPG, che da oggi può vantare anche un suo remake per Nintendo Switch.

In Nord America è conosciuto come Super Mario RPG: Legend of the Seven Stars. Distribuito nel remoto 1996 per il già citato Super Nintendo Entertainment System, l’originale videogioco di ruolo, sviluppato da Square, traghettò Mario nel cuore degli amanti dei combattimenti a turni e strategici.

Non sorprende che il pubblico, sempre amante della nostalgia, avesse reagito con entusiasmo all’annuncio del rifacimento. Il ritorno del viaggio del coraggioso idraulico, con i suoi amici Mallow e Geno, tocca il cuore di molti appassionati. Ci siamo chiesti quanto Nintendo sia riuscita a rendere più a passo con i tempi l’esperienza del ’96. Oltre al comparto tecnico sono stati ritoccati anche altri aspetti? Soprattutto, il titolo è ancora capace di reggere il peso dei suoi anni? Direi che è il caso di scoprirlo, per cui saltiamo in alto verso le nostre risposte.

Super Mario RPG: la storia è quella che ricordiamo, ma più approfondita

La storia di Super Mario RPG inizia in quella che potrebbe essere la conclusione di una delle avventure più classiche della mascotte di Nintendo. Difatti, Mario si presta a fare il suo ingresso nel castello del suo instancabile rivale Bowser che, come accade di consuetudine nella loro ciclica lotta, ha rapito la Principessa Peach Toadstool.

L’ennesima missione di salvataggio ha una svolta diversa dal solito. Difatti, appena sconfitto il re Koopa, una misteriosa e gigantesca spada piomba dal cielo e si conficca nella struttura. L’evento separa Peach e Mario, il quale viene fiondato lontano dal castello. Sarà nostro compito esplorare il regno dei funghi per ritrovare la principessa e scoprire l’origine della possente arma, così da mettere fine alla minaccia causata dalla sua presenza.

Il racconto è esattamente lo stesso di quasi 30 anni fa e si presenta più elaborato rispetto al solo pretesto che motiva solitamente le vicende del franchise. Non si tratta di una vicenda adulta o complessa, ma ancora oggi riesce a dare le sensazioni di una deliziosa fiaba. Si incontreranno personaggi bizzarri e fantasiosi di vario tipo, sia tra gli alleati che tra i nemici. I dialoghi strappano spesso un sorriso e l’esposizione di alcune rivelazioni sono un omaggio, sia dolce che comico, a quelle che possiamo trovare in molti giochi di ruolo giapponesi.

Colori brillanti e vivaci per una veste grafica del tutto rinnovata

Queste caratteristiche della storia sono enfatizzate dalla nuova veste grafica. Da questo punto di vista, Nintendo ha fatto un lavoro eccezionale. L’impatto estetico è meraviglioso e i colori accesi enfatizzano il clima fantasioso che pervade il regno dei funghi. L’incanto raggiunge i massimi livelli nei chiaroscuri delle grotte dall’atmosfera quasi sognante.

In un confronto diretto, il titolo originale è leggermente più cupo, soprattutto per i colori meno intensi e le aree in nero più marcate. Riteniamo che le atmosfere più luminose del remake siano però maggiormente coerenti e sinergiche con i toni e le emozioni che l’esperienza vuole trasmettere. Per cui, sentiamo di promuovere totalmente la rappresentazione stilistica.

Aiuta anche il modo in cui sono realizzati i personaggi, ora tridimensionali, sia nelle nuove animazioni che nelle loro proporzioni. Restituiscono non solo il feeling originale, ma sono resi ancora più deliziosi e simpatici. Bellissime da vedere anche le cinematiche, che valorizzano ulteriormente l’intero lavoro tecnico. Evidenziamo anche un’ottima fluidità sia in portatile che in modalità Docked. In quest’ultimo caso abbiamo notato qualche rarissimo calo in alcuni punti durante l’esplorazione, ma niente di rilevante e comunque solo appena percepibile.

Muoversi nelle zone e seguire le dinamiche della storia ci ha coccolati, come un genitore che ci racconta una favola epica e avventurosa vicino a un camino acceso. Insomma, vivere il viaggio con Mario e la sua compagnia fa tornare bambini, sia che si abbia avuto modo di giocare l’esperienza del ’96 o che sia il prima volta che ci si approccia a essa.

Super Mario RPG: il gameplay è stato svecchiato e aggiornato

Nintendo non si è però limitata alla veste grafica o a modificare il nome di qualche personaggio (per esempio, la principessa Peach è ora nominata come è maggiormente conosciuta, anziché come Toadstool). Il gioco in sé è stato raffinato e prevede aggiunte più o meno significative, che rendono l’avventura più accessibile e piacevole da giocare oggi.

Per far comprendere le nuove caratteristiche di questa nuova versione, bisogna spiegare la struttura ludica del gioco originale. Super Mario RPG ci permette di muoverci in varie aree di gioco, tutte ben caratterizzate e divise in livelli. Le zone sono accessibili tramite una mappa di selezione non è tanto diversa da quella a cui ci hanno abituato i capitoli platform della serie.

Da buon gioco di ruolo di stampo giapponese, potremo visitare villaggi abitati in cui fare compere o riposarci. Ci saranno gli immancabili percorsi pieni di nemici, dungeon abbastanza ingegnosi con enigmi da risolvere e via dicendo. Non mancheranno forzieri da trovare, che siano essi visibili o invisibili, con all’interno oggetti o tesori utili nelle battaglie o ad acquistare potenziamenti da equipaggiare.

Nonostante si tratti di un RPG, il salto che tanto rappresenta il personaggio di Mario assume anche qui un ruolo fondamentale. Gli scrigni, sia evidenti che segreti, sono posizionati in alto e solo saltando e colpendoli dal basso è possibile aprirli. Saltare con il giusto tempismo può essere importante per raggiungere piattaforme o vincere dei minigiochi. Niente di complesso, come in un effettivo platform, ma è comunque richiesta un minimo di attenzione e precisione, anche se ciò non comporta una vera e propria difficoltà.

Le battaglie sono, ovviamente, la componente principale offerta dal videogioco. Per iniziare una battaglia, bisogna scontrarsi con i nemici che gironzolano per le aree esplorabili. Possiamo controllare un massimo di tre personaggi. Ognuno di essi, tranne Mario, può essere cambiato in un combattente che abbiamo in ‘panchina’. Lo switch può avvenire sia dal menu di gioco che durante i combattimenti stessi. Quando sarà il turno di un personaggio, potremo decidere con un tasto se scambiarlo con un altro.

Avremo un tasto per l’attacco, uno per la selezione degli oggetti, uno per restare in difesa o fuggire, se possibile, e infine uno per le azioni speciali. Queste ultime sono diverse per ogni membro del party e richiedono il consumo di punti fiore, che sono condivisi da tutta la squadra. Spendere dei punti per far eseguire una mossa a un personaggio significa averne meno per gli altri.

L’elemento che maggiormente contraddistingue il sistema di combattimento è il tempismo. Infatti, quando eseguiamo un’azione o riceviamo un attacco fisico, dovremo premere nuovamente il comando di selezione in un momento specifico. Se riusciremo in questa impresa, un nostro eventuale attacco, che sia normale o speciale, sarà potenziato. Invece, se ad attaccarci è il nemico, il danno sarà ridotto o addirittura annullato. L’efficacia di questa azione dipende da quanto siamo precisi dal premere il tasto nel giusto momento.

La meccanica del ritmo, presente anche nel gioco originale, in questa versione risulta meno frustrante grazie alla nuova interfaccia, che rende l’esperienza delle battaglie più comoda. Difatti, oltre ad avere costantemente sullo schermo i punti fiori disponibili, è stato inserito un indicatore visivo che ci indica quando premere il comando a ritmo.

L’icona con un punto esclamativo ci permette di capire subito il tempo e l’animazione da attendere prima di premere il tasto. Si tratta di un’aggiunta molto utile, poiché il momento giusto cambia in base al tipo di arma o nemico. Inoltre, questa volta eseguire un tempismo perfetto può danneggiare in parte anche i nemici vicini. Potremmo definirla una facilitazione, ma è necessaria se consideriamo un’ulteriore novità aggiunta dal remake.

Difatti, al contrario dell’originale, la riuscita del comando a ritmo non serve solo a potenziare l’effetto della singola azione compiuta. Se a ogni altro turno che segue non falliremo il tempismo, aumenteremo un contatore che assegnerà momentanei vantaggi alle statistiche.

Non è tutto, poiché un’importante novità è data dalla presenza di un inedito attacco triplo. Questa mossa unica cambia in base al trio che abbiamo sul campo, così come la cinematica che l’accompagna. Potreste divertirvi nel cercare di cambiare i personaggi in campo, per scoprire quale scena e quali effetti caratterizzano questo tipo di azione.

La possibilità di usare un attacco triplo è anch’essa legata alla nostra capacità di mantenere il giusto ritmo durante gli scontri. Più saremo bravi, più alzeremo la percentuale che ci permetterà, raggiunto il 100%, di eseguire queste mosse uniche ed esclusive del remake.

Si tratta di novità assolutamente incisive, perché stimolano il giocatore a una maggiore attenzione. Sarà importante cercare di non perdere mai la sequenza giusta del comando a tempo, così da rendere le lotte più dinamiche ed estremamente più divertenti che in passato.

L’unico contro è che, con la giusta manualità, l’esperienza possa diventare troppo semplice. Dobbiamo comunque tenere in considerazione che il Super Mario RPG del 1996 non si proponesse come un’esperienza né difficile né particolarmente longeva. Quindi, riteniamo che premiare ulteriormente i riflessi del giocatore sia un buon modo per rendere più soddisfacente l’intera avventura.

Come già precisato, la difficoltà non è molto alta. I potenziamenti inediti, per fortuna, non rendono automatico o troppo semplice il gioco. Il bilanciamento è adeguato anche in questo rifacimento, ma siamo ben lontani da game over sequenziali. Anche interrompere l’avanzamento, per dedicarsi ad accumulo di esperienza, non sarà necessario.

Salire di livello non ha subìto delle modifiche. Ogni volta che un personaggio avrà accumulato abbastanza punti, riceverà un aumento delle statistiche. Ci sarà data la scelta se fargli ricevere un ulteriore aumento dei parametri, selezionando tra forza, energia o magia.

Quindi, potrebbe non essere soddisfatto chi cerca un RPG particolarmente impegnativo o stratificato. Non che questo sia un problema, poiché sia questo remake che il titolo originale si rivolgono a un pubblico molto ampio. La produzione può essere goduta sia da chi mastica bene il genere e sia da chi ci si approccia, probabilmente, per la prima volta.

In caso di emergenza, ovvero se si volesse rendere l’avventura ulteriormente permissiva e più in funzione alla storia, Nintendo ha inserito una modalità facile.

Un arricchimento totale dell’esperienza

Altre novità da segnalare sono un elenco dei mostri e una modalità post game per affrontare i boss potenziati. Le musiche di Yoko Shimomura sono state aggiornate dalla stessa compositrice, anche se è possibile scegliere dal menu di gioco se lasciare di sottofondo le nuove versioni o quelle originali per SNES. Sarà anche possibile sbloccare, sempre dopo aver terminato il gioco, un menù in cui ascoltare tutte le tracce dell’avventura, sia nella nuova versione che in quella classica.

Possiamo dire con certezza che Nintendo non si è limitata a riproporre Super Mario RPG con un solo avanzamento grafico. Gli sviluppatori sono riusciti ad arricchire l’esperienza e diffonderla nella forma e nella versione migliore possibile. Forse, se ci fosse stata anche l’aggiunta di qualche nemico inedito e di nuove zone, per aumentare ulteriormente le ore di gioco, si sarebbe potuto parlare di totale perfezione.

In conclusione

Tirando le somme, il remake di Super Mario RPG è un rifacimento eccezionale e si può inserire tra i migliori remake mai realizzati nella storia. Il comparto tecnico è ben realizzato e bello da vedere. L’atmosfera e lo stile sono ancora più coerenti con i toni e le intenzioni del gioco originale. La nuova interfaccia rende più gradevole l’esperienza generale. Le aggiunte legate al tempismo dei comandi sono significative e rendono il ritmo più stimolante che in passato.

Tutti gli elementi appena citati rendono questa versione il modo migliore possibile per giocare, o rigiocare, il gioco di ruolo dedicato alla mascotte di Nintendo. La difficoltà non troppo impegnativa e la longevità sotto la media del genere non intaccano un’esperienza divertente, emozionante e piacevole.

Forse, si poteva osare aggiungendo ancora più contenuti ed espandendo ulteriormente il titolo per SNES, ma anche in questo stato il Super Mario RPG per Nintendo Switch va a ingigantire la lista dei titoli, d’incredibile qualità, che hanno reso grandioso il 2023. Non ci resta che sperare di vedere presto un capitolo tutto nuovo dedicato agli RPG sul mondo di Mario. Speriamo il prima possibile, perché ne vogliamo ancora!

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
9.5
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