Horizon Zero Dawn – La Recensione

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L’avventura ha inizio

Dopo circa quattro anni di assenza dal palcoscenico del mondo videoludico, il team dell’olandese Guerrilla Games torna alla carica abbandonando, dopo tanto tempo, la ben navigata serie sparatutto di Killzone, cambiando completamente genere e puntando tutto su un open world con tanta voglia di far parlare di sé: Horizon Zero Dawn.
Presentato per la prima volta in occasione dell’E3 2015, Horizon ottenne subito il plauso del pubblico e della critica, vincendo anche il premio come gioco più originale grazie alla sua ambientazione post-apocalittica fuori dai soliti canoni dei videogames. In un settore dove l’immaginario collettivo è ormai saldamente stretto a scenari “atomici” e vasti deserti abitati da mutanti, il gioco di Guerrilla Games stupisce fin dal primo istante presentando un mondo completamente dominato dalla natura, dove l’uomo è sopravvissuto ma la società dominata dalla ragione è regredita fino all’inverosimile. Ora, in un presente ubicato approssimativamente nel 3000 d.C., la razza umana è tornata a vivere in tribù isolate, a venerare feticci e divinità pagane e accogliendo l’unica verità che sembra essere rimasta in auge: la tecnologia è il male… quasi meglio di una puntata di Black Mirror.

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
9
horizon-zero-dawn-la-recensione<strong>PRO</strong><br> Un mondo immenso, brulicante di vita<br> La giovane Aloy vi conquisterà immediatamente<br> Grafica eccellente, quasi un'opera d'arte<br> <strong>CONTRO</strong><br> Personaggi secondari poco riusciti<br> Trama coinvolgente ma poteva essere raccontata meglio<br> Qualche glitch e bug di troppo<br>