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Mario Tennis Fever: tra nostalgia e frenesia strategica – Recensione Nintendo Switch 2

Mario Tennis Fever Recensione Nintendo Switch 2 (1)

Per molti giocatori, Mario Tennis non è mai stato soltanto un gioco di solo sport. È un ricordo nostalgico, un rituale da salotto fatto di sfide accese e risate, nato ai tempi di Virtual Boy nel 1995 e portato avanti attraverso le varie generazioni di console Nintendo. Un percorso lungo che a oggi arriva su Nintendo Switch 2 con Mario Tennis Fever, un capitolo tutto nuovo che guarda al passato con nostalgia.

Il primo impatto è letteralmente positivo sul piano tecnico. La grafica segna un salto netto rispetto ai capitoli precedenti: modelli dei personaggi più dettagliati, animazioni fluide e campi da tennis ricchi di particolari ed effetti visivi. Le prestazioni restano elevate e stabili sia in modalità docked che in portatile, senza alcuna differenza. Il risultato è un’esperienza sempre pulita, fluida e reattiva, che valorizza al meglio l’hardware di nuova generazione.

Dal tennis classico al duello strategico

Mario Tennis Aces, uscito nel 2018 per Nintendo Switch, puntava più sulla tecnica e la competizione. Mentre Mario Tennis Fever sceglie una strada diversa. Le basi del tennis sono tutte presenti: topspin, slice, pallonetti, colpi piatti e gestione delle traiettorie restano centrali e fondamentali durante gli scambi.

La differenza è che qui il tennis smette di essere soltanto uno sport e si trasforma quasi in un duello strategico. Ogni colpo va pensato velocemente e non solo per conquistare il punto, ma per mettere in difficoltà l’avversario e costringerlo all’errore. La partita diventa una continua lettura della situazione: quando attaccare, quando difendere, quando rischiare e quando conservare risorse. Scritto così sembra una battaglia all’ultimo sangue con l’unica differenza che è tutto colorato e simpatico.

Racchette Frenesia e nuove dinamiche di gioco

Il cuore dell’esperienza è rappresentato dalle Racchette Frenesia, vera e propria rivoluzione del gameplay. In totale sono disponibili 30 racchette, ognuna con caratteristiche ed effetti unici: dalla racchetta di ghiaccio a quella di fuoco, passando per la racchetta scattante e per soluzioni più eccentriche come quella ispirata a Marghibruco.

I colpi frenesia infliggono danni diretti, visibili tramite una barra HP: in poche parole quando l’energia si esaurisce, ovvero gli hp, il personaggio viene temporaneamente messo fuori gioco, lasciando spazio al recupero prima di rientrare in campo. Quindi abbiamo una barra dedicata che permette di caricare l’effetto frenesia, scatenando colpi potenti e spettacolari! È importante sottolineare che questi colpi non sono mai definitivi: anche l’attacco più devastante può essere contrastato con il giusto tempismo. Questo equilibrio mantiene alta la tensione e impedisce che le partite si risolvano in modo arbitrario, rafforzando ulteriormente la componente strategica del gioco. Sí, ripeto… che scritto così può sembrare un gioco +18!

Un’intelligenza artificiale sorprendentemente solida

Uno degli aspetti più riusciti di Mario Tennis Fever è l’intelligenza artificiale degli avversari. Gli NPC non si limitano a rispondere in modo prevedibile, ma leggono il gioco, variano le strategie e sfruttano con intelligenza colpi, posizionamento e Racchette Frenesia. Per questo in molte situazioni, batterli non è affatto semplice: gli avversari sanno mettere pressione, difendersi nei momenti critici e rispondere efficacemente anche ai colpi più potenti. La sensazione è spesso quella di trovarsi di fronte a giocatori reali, rendendo le partite contro la CPU coinvolgenti e mai banali. Un risultato tutt’altro che scontato per un titolo di questo genere, che merita senza dubbio i famosi “90 minuti” di applauso!

Un roster vasto e una modalità storia ben costruita

Il cast di personaggi è tra i più ricchi mai visti nella serie. Accanto ai volti storici del Regno dei Funghi, trovano spazio personaggi come Goomba, Ruboniglio e Baby Waluigi, ampliando ulteriormente la varietà delle scelte disponibili.

La modalità storia si dimostra solida e ben strutturata: accompagna il giocatore nell’apprendimento delle basi del tennis e introduce gradualmente le meccaniche più avanzate. È un’ottima palestra sia per i nuovi arrivati sia per chi vuole prendere confidenza con il sistema delle Racchette Frenesia. Il tennis lo imparate a prescindere e non ci sono scuse.

Multiplayer, Game Share e spirito party

Il vero cuore di Mario Tennis Fever resta però il multiplayer. È qui che il gioco dà il meglio di sé, grazie a partite sempre diverse, caotiche e spettacolari, perfette per essere condivise con tutti.

La modalità Game Share rappresenta una delle aggiunte più intelligenti: in locale è sufficiente che una sola persona possieda il gioco, mentre gli altri devono avere soltanto la console. Nessun acquisto obbligatorio per tutti, nessuna barriera d’ingresso. Una scelta che incentiva il gioco di gruppo e rende il titolo ideale per serate tra amici o in famiglia. A completare il puzzle troviamo il supporto ai Joy-Con con sensori di movimento, utilizzabili come vere e proprie racchette. Una modalità perfetta per coinvolgere grandi e piccoli, trasformando il match in un’attività fisica leggera ma divertente.

Campi e varietà dei contenuti

La varietà dei campi contribuisce a mantenere l’esperienza sempre fresca: dal campo in erba a quello ispirato al flipper, fino al Campo Meraviglia e al suggestivo Campo Foresta. Ogni arena ha una propria identità visiva e contribuisce a rendere ogni partita diversa dalla precedente.

Conclusioni

Mario Tennis Fever è un titolo che abbraccia completamente la sua anima arcade, senza rinunciare alla profondità. Rispetto ad Aces, è meno sportivo e più spettacolare, trasformando il tennis in un duello strategico fatto di tecnica, gestione delle risorse e colpi speciali. Un gioco chiesto e richiesto dai fan.

Il gioco pensato per essere condiviso, per divertirsi insieme e per tornare, ancora una volta, in campo.

A impugnare una racchetta.

Non una qualunque, ma la Racchetta Frenesia.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto:
8.5
mario-tennis-fever-tra-nostalgia-e-frenesia-strategica-recensione-nintendo-switch-2 Per molti giocatori, Mario Tennis non è mai stato soltanto un gioco di solo sport. È un ricordo nostalgico, un rituale da salotto fatto di sfide accese e risate, nato ai tempi di Virtual Boy nel 1995 e portato avanti attraverso le varie generazioni...

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