
Metro 2039 non è semplicemente il nuovo capitolo di una serie amata. È un gioco che, già da questa prima presentazione, dà la sensazione di portarsi addosso un peso diverso.
Dopo l’anteprima realizzata insieme a Xbox, 4A Games ha finalmente tolto il velo su quello che sarà il prossimo episodio della saga, confermando l’uscita su Xbox Series X|S, PlayStation 5, PC tramite Steam ed Epic Games Store nel corso dell’inverno. E quello che si è visto, tra trailer e gameplay, racconta un ritorno alle radici, ma con una maturità nuova.
Un ritorno nelle profondità della Metro
L’ambientazione resta quella che ha reso iconica la serie: una Mosca devastata, tossica in superficie e soffocante nelle sue profondità. Ma questa volta siamo nel 2039, venticinque anni dopo la guerra nucleare, in un mondo dove la sopravvivenza non è più solo una questione di risorse, ma di controllo.
Le fazioni sotterranee sono state riunite sotto un unico regime, il Novoreich, guidato da una figura potente e ambigua: Hunter, lo Spartan diventato Führer. Promette una via d’uscita verso la superficie, una nuova vita, ma quello che si intravede è un sistema costruito su propaganda, disinformazione e repressione.
È un contesto che non fa sconti, e che sembra voler riportare Metro verso territori ancora più cupi e politici.
Un protagonista diverso, più umano
Questa volta il giocatore veste i panni dello Straniero, un personaggio tormentato, segnato da incubi violenti e da un passato da cui aveva cercato di allontanarsi.
Il viaggio lo riporta nella Metro, un luogo che aveva giurato di non rivedere mai più. Ed è proprio questo ritorno forzato a dare il tono all’intera esperienza: non è un’avventura eroica, ma un percorso carico di peso emotivo.
Una delle novità più importanti è che il protagonista sarà interamente doppiato, una scelta che segna un cambio netto rispetto al passato e che punta a rafforzare l’immersione narrativa, rendendo il racconto ancora più diretto e personale.
Un gameplay che resta fedele alla serie
Il lungo showcase di circa 15 minuti ha mostrato una campagna single player costruita con grande attenzione, dove narrazione, horror psicologico e tensione ambientale restano gli elementi centrali.
Si è visto un mix di gameplay e sequenze in tempo reale, con ambienti estremamente dettagliati e un’illuminazione che contribuisce a creare quella sensazione di costante oppressione che è da sempre il marchio della serie.
Tornano anche gli elementi iconici, dalle armi artigianali all’orologio da polso, strumenti che non sono solo estetica, ma parte integrante dell’esperienza di sopravvivenza. Il tutto culmina in scontri intensi contro mutanti, che sembrano più aggressivi e imprevedibili che mai.
Un gioco segnato dalla realtà
C’è però un aspetto che rende Metro 2039 diverso da qualsiasi altro capitolo precedente, ed è qualcosa che va oltre il gioco stesso.
4A Games è uno studio nato in Ucraina, e lo sviluppo di questo titolo è avvenuto nel pieno dell’invasione russa. Questo ha inevitabilmente influenzato il progetto, spingendo il team a mettere al centro temi come le scelte, le conseguenze e il costo umano della sopravvivenza.
Non è un dettaglio di contorno. È qualcosa che si riflette nella direzione narrativa, nella costruzione del mondo e nel modo in cui vengono raccontate le dinamiche di potere.
Oggi il team lavora tra Kiev e Malta, ma l’identità resta profondamente legata alle sue origini. E Metro 2039, pur restando fedele alla sua natura, sembra voler raccontare tutto questo in maniera ancora più diretta.
Un Metro più maturo, senza perdere la sua anima
Quello che emerge da questa prima presentazione è un equilibrio interessante. Da un lato c’è la volontà di restare fedeli alla formula che ha reso grande la serie. Dall’altro, la necessità di evolversi, di raccontare qualcosa di più attuale, più personale.
Metro 2039 sembra voler fare entrambe le cose.
E se riuscirà davvero a tenere insieme queste due anime, potrebbe non essere solo il capitolo più ambizioso della saga, ma anche quello più significativo.









