
Negli ultimi giorni si è tornato a parlare con forza di PlayStation 6, ma non per un annuncio ufficiale. Tutto nasce da un intervento pubblicato su NeoGAF da KeplerL2, insider noto per aver anticipato in passato diverse informazioni legate all’hardware AMD e alle console.
È proprio su quel forum – uno dei punti di riferimento storici per la community hardcore – che è comparso un ragionamento tecnico molto preciso sulle prestazioni della prossima console Sony, partendo da dati reali e arrivando a conclusioni che, se confermate, cambiano parecchio la percezione del salto generazionale.
Chi sono KeplerL2 e NeoGAF, e perché questa voce conta
KeplerL2 è considerato uno degli insider più affidabili quando si parla di architetture GPU e CPU, soprattutto in ambito AMD. Negli anni ha anticipato dettagli tecnici poi rivelatisi corretti, motivo per cui le sue analisi vengono seguite con attenzione anche quando restano nel campo delle indiscrezioni.
NeoGAF, dal canto suo, è uno dei forum più longevi e influenti nel panorama videoludico. Non è una fonte ufficiale, ma è spesso il luogo in cui emergono discussioni tecniche approfondite e leak che poi rimbalzano su tutto il settore.
Il punto di partenza: le prestazioni ray tracing di PS5
Il ragionamento di KeplerL2 parte da un dato concreto: le performance di ray tracing osservate su PS5, in particolare in un esempio legato ad Assassin’s Creed Shadows.
Secondo i numeri analizzati, il tempo necessario per calcolare alcune operazioni legate al ray tracing si aggira intorno ai 5 millisecondi complessivi per frame a 1440p. Questo valore, tradotto in termini pratici, contribuisce a determinare il frame rate finale, che si assesta attorno ai 30 fps in modalità RT.
Da qui parte l’intero esercizio teorico.

L’ipotesi AMD: fino a 10 volte più potenza nel ray tracing
AMD, nelle sue proiezioni più ottimistiche, parla di un possibile salto fino a 10x nelle prestazioni ray tracing nelle architetture future.
Applicando questa stima alla PS6, KeplerL2 arriva a una conclusione interessante: il tempo per le operazioni di ray tracing potrebbe scendere da circa 5 ms a 1.35 ms per frame.
Questo, sulla carta, significherebbe passare da circa 33 fps a oltre 100 fps nello stesso scenario, almeno considerando solo quella parte del rendering.
Il problema: la realtà è molto più complessa
Ed è qui che il discorso si fa davvero interessante.
Perché KeplerL2 sottolinea un punto fondamentale: il ray tracing non è tutto. Anche se quella componente diventasse molto più veloce, il resto del rendering continuerebbe a pesare in modo significativo sul frame time.
Nel suo esempio, stimando circa 25 ms per tutte le altre operazioni, il risultato finale sarebbe:
- circa 30 ms su PS5 (≈33 fps)
- circa 9-10 ms su PS6 (≈100 fps teorici)
Ma attenzione: questo non significa automaticamente triplicare le performance in ogni gioco.
Infatti, nella pratica, il guadagno reale si attesterebbe attorno a 3.1x rispetto a PS5, nonostante il salto teorico di 10x nel ray tracing.
È una differenza enorme rispetto alla narrativa spesso semplificata che accompagna i leak.
Cosa significa davvero questo per i giochi next-gen
Questo ragionamento porta a una conclusione molto chiara:
Il salto generazionale della PS6 potrebbe essere molto meno “spettacolare” di quanto suggeriscano i numeri grezzi, almeno in alcuni scenari.
Il motivo è semplice:
- il ray tracing è solo una parte del rendering
- la rasterizzazione, la fisica, la CPU e l’IA continuano a pesare
- molti giochi non usano RT in modo intensivo
Di conseguenza, anche con hardware molto più potente, i benefici percepiti potrebbero essere meno evidenti rispetto al passato.
Dove PS6 potrebbe davvero fare la differenza
Questo non significa che PS6 non sarà un salto importante.
Anzi, secondo altre indiscrezioni, la console dovrebbe adottare una soluzione AMD evoluta, probabilmente non completamente RDNA5 ma comunque molto avanzata, con miglioramenti anche sul fronte memoria e banda passante.
In scenari più pesanti – come il path tracing o giochi fortemente basati su illuminazione dinamica – il gap potrebbe diventare molto più evidente.
Il vero nodo: CPU, bilanciamento e sviluppo
Un altro aspetto emerso indirettamente riguarda la CPU.
Già oggi, su PS5, il processore rappresenta uno dei principali limiti in alcuni titoli complessi. E questo suggerisce che il vero salto generazionale potrebbe non essere solo nella GPU, ma nel bilanciamento complessivo dell’hardware.
Se Sony riuscirà a migliorare questo equilibrio, allora sì, PS6 potrà davvero cambiare le regole del gioco.
Una generazione meno “wow”, ma più intelligente
Il leak di KeplerL2, nato su NeoGAF, ha il merito di riportare la discussione su un piano più realistico.
Non si tratta solo di numeri o di promesse tecniche, ma di capire come quelle prestazioni si traducono in esperienze reali.
E forse è proprio qui che si giocherà la partita della prossima generazione:
non tanto su chi ha il numero più alto, ma su chi saprà sfruttarlo meglio.








