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PS5 standard sorprende Digital Foundry: QSSR può cambiare davvero la qualità grafica della console

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Sony ha appena portato l’upscaling neurale sulla PS5 standard, ma adesso arriva la domanda più importante: QSSR funziona davvero?

Le prime analisi tecniche sembrano fornire una risposta decisamente interessante.

Digital Foundry ha messo alla prova Quick Spectral Super Resolution, la nuova tecnologia sviluppata da Sony per utilizzare l’intelligenza artificiale nella ricostruzione dell’immagine anche sull’hardware della PS5 originale.

E le prime impressioni sono molto positive.

Marvel’s Wolverine mostra il potenziale di QSSR

Uno degli esempi più interessanti arriva da Marvel’s Wolverine.

Digital Foundry ha analizzato QSSR mentre ricostruisce un’immagine partendo anche da una risoluzione interna nell’ordine degli 864p verso un output a 1440p.

È proprio in situazioni del genere che la tecnologia può diventare particolarmente importante.

Partire da una risoluzione interna relativamente bassa permette infatti di liberare risorse da utilizzare altrove. Il problema è riuscire successivamente a ricostruire un’immagine sufficientemente pulita e stabile.

Ed è qui che QSSR sembra mostrare i muscoli.

Secondo l’analisi tecnica, la soluzione di Sony riesce a ottenere un livello di dettaglio e una stabilità dell’immagine notevoli considerando l’hardware sul quale sta funzionando.

QSSR ha però un costo

L’intelligenza artificiale non lavora gratuitamente.

Nei test effettuati su Wolverine, l’utilizzo di QSSR comporta un costo computazionale indicativamente nell’ordine di 1,5-1,8 millisecondi per frame rispetto alla precedente soluzione di ricostruzione utilizzata.

Gli sviluppatori devono quindi trovare il giusto equilibrio tra qualità dell’immagine, risoluzione interna e prestazioni.

Questo dettaglio è fondamentale perché dimostra che QSSR non rappresenta una sorta di pulsante magico capace di aumentare gratuitamente la qualità grafica.

Su Ghost of Yōtei la differenza è meno evidente

Digital Foundry ha osservato anche Ghost of Yōtei, l’altro grande titolo scelto per il debutto della tecnologia.

Qui il miglioramento risulta meno spettacolare.

Il motivo, però, è importante: Ghost of Yōtei disponeva già di una qualità dell’immagine molto buona, lasciando quindi meno spazio a un salto visivo immediatamente evidente.

QSSR potrebbe risultare molto più interessante nei giochi costretti a partire da risoluzioni interne basse per mantenere frame rate elevati.

PS5 Pro mantiene il vantaggio

Bisogna infine evitare un equivoco.

QSSR non trasforma la PS5 standard in una PS5 Pro.

PSSR rimane la tecnologia più avanzata utilizzata dalla console superiore e può contare su hardware specificamente progettato per gestire carichi maggiori.

La vera importanza di QSSR è un’altra.

Sony è riuscita a introdurre una soluzione neurale credibile su una console arrivata sul mercato nel 2020, potenzialmente fornendo agli sviluppatori un nuovo strumento per affrontare gli ultimi anni della generazione.

E se i primi risultati rappresentano davvero ciò che potremo aspettarci dalle future implementazioni, la vecchia PS5 potrebbe avere ancora parecchio margine da mostrare.

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